venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Australian Open 2015,
non solo Nole e Serena
Pubblicato il 03-02-2015


2008_Australian_Open_Tennis,_Rod_Laver_Arena,_MelbourneAnche l’edizione 2015 degli Australian Open è stata archiviata, con piacevoli sorprese. Innanzitutto il ritorno alla vittoria di Novak Djokovic che riconquista il trofeo per la quinta volta, confermandosi al vertice della classifica mondiale. In finale ha dovuto affrontare un match duro contro il britannico Andy Murray, riuscendo a batterlo solamente dopo 3 ore e 40 minuti circa di gioco con il punteggio di 7/6 6/7 6/3 6/0.

Nella sezione ATP del Grand Slam, poi, è assolutamente da segnalare il record tutto italiano in doppio messo in atto da Fabio Fognini e Simone Bolelli. I due azzurri si sono aggiudicati la finale con un doppio 6/4, sconfiggendo la coppia formata dai francesi Pierre-Hugues Herbert e Nicolas Mahut. Nel femminile, invece, migliore sfida all’ultimo turno non ci poteva essere e questo avrà dato ancor più soddisfazione ad organizzatori e pubblico. Dopo quella maschile tra Djokovic e Murray, infatti, nel WTA si sono sfidate le prime due teste di serie: Serena Williams e Maria Sharapova. Serena si conferma la numero uno liquidando la siberiana in due set, seppur molto lottati: un punteggio di 6/3 7/6 regala all’americana la conquista del suo sesto Australian Open. I campioni della racchetta sembrano aver subito spinto sull’acceleratore: Nole ruba il titolo allo svizzero Stanislas Wawrinka, che non riesce a difenderlo. Serena vendica la sorella Venus (che aveva perso dalla 19enne Keys, eliminandola). La siberiana insegue con tenacia.

Il tabellone femminile, però, si è distinto per un’altra importante novità dell’ultimo minuto: l’americana Madison Brengle (eliminata al quarto turno dalla connazionale Keys, allenata dalla Davenport), infatti, aveva potuto accedere al main draw solamente due settimane prima dell’inizio del torneo. Lo scorso settembre (due giorni prima dell’inizio degli Us Open) le era stato diagnosticato un cancro alla pelle. Il tumore si era manifestato con una chiazza anomala sulla gamba, la Brengle sarebbe poi stata operata e il referto avrebbe fortunatamente rivelato che la massa era benigna, ma nel frattempo per la tennista ci sono state cinque settimane di stop. Un 2015 iniziato bene, però, per la 24enne di Dover: supera le qualificazioni e due turni a Brisbane e poi, partendo dalle qualificazioni, arriva in finale a Hobart, battendo anche la nostra Karin Knapp nei quarti; perderà solo da Heather Watson, anche lei reduce da un lungo e grave infortunio. Sua madre è insegnante di tennis ed è nel 2005, a soli 15 anni, che Madison vince il suo primo torneo professionistico, un ITF a Baltimora. Qui a Melbourne, invece, arrivò in finale all’Australian Open Junior nel 2007 (a 16 anni), sconfitta in finale da Anastasia Pavlyuchenkova.

Ci piaceva rilevare la sua presenza, una notizia a lieto fine, anche in nome di tutte le giovani tenniste che non ce l’hanno fatta purtroppo. Doppia grande perdita nel mondo del tennis, infatti, erano state le recenti scomparse di Elena Baltacha, tennista britannica di origine ucraina deceduta il 4 maggio 2014, a soli 30 anni, per un tumore al fegato contro cui ha lottato sino alla fine. Oppure quella avvenuta quest’anno, solamente il 12 gennaio scorso, della 23enne russa Violetta Degtiareva, giocatrice a livello ITF. Si indaga ancora sulle cause della morte (incerte). Classe 1991, era entrata in classifica WTA per la prima volta all’età di 22 anni. Attuale numero 1084 della classifica, era stata n. 947 circa due settimane prima del decesso e questo era il suo best ranking. Non aveva mai vinto un torneo ITF (né in singolare né in doppio), ma la sua passione per questo sport era indiscutibile.

Ba.Co. 

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