venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Banche e gioco d’azzardo
o banche che giocano?
Pubblicato il 18-02-2015


gioco-azzardoBanche e gioco d’azzardo, oppure banche che giocano d’azzardo? O l’azzardo delle banche nel giocare con le nostre vite? O il gioco d’azzardo che gioca in banca? Sembrano bisticci di parole, ma tutte mi suonano bene. Come mai? Ho quasi l’impressione che queste due realtà, banche e gioco d’azzardo, apparentemente così diverse e lontane per come le viviamo noi, per come si propongono loro, per chi le gestisce e chi le frequenta, in realtà abbiano qualcosa che le accomuna. Un minimo comune denominatore …

Ecco cos’è: è la raccolta e gestione di denaro. Mi verrebbe anche da definire il colore od il grado di pulizia di questo denaro, ma sorvolo.

Sapete che in una medio-piccola provincia italiana sono presenti più di 5000 videopoker? Per parlare solo del numero presente nei bar! Se aggiungessi anche quelli installati nei vari casinò di videolottery il quantitativo salirebbe esponenzialmente. Poniamo quindi un dato statistico in mio possesso che parla solo delle macchinette presenti nei bar. Mediamente (ma sono sicuro che si tratta di una stima per difetto) ognuna di queste macchinette videopoker genera un guadagno di 100 euro per il proprietario della sanguisuga elettronica. Ogni santo giorno! Cento euro per cinquemila installazioni equivale a 500.000,00 euro al giorno, e questo per una piccola-media provincia del nostro Paese. Ripeto: cinquecentomila euro Ogni Santo Giorno in monete di metallo da circa 7,5 g cadauna. Sapete quanto pesano materialmente cinquecentomila monete da 1 euro? 3,75 tonnellate! Si, quasi quattro tonnellate di una lega di rame, nickel, ottone tutti i giorni dell’anno. Udite udite, in una provincia media italiana si muovono quattro tonnellate di metallo coniate a sembianze di monete in euro. Accidenti, e sono proprio euro!

Ma, mi domando: se ogni giorno raccolgo quattro tonnellate di monete, poi dove le porto? Dove è che le posso custodire? Dove mi conviene depositarle? Capito bene?!? Immaginate un luogo adatto, il più adatto?!? Idea, ecco la soluzione: la banca è il luogo perfetto dove convertire queste tonnellate di monetine in un conto corrente virtuale a tanti zeri. Immaginate se il funzionario bancario di turno, che riceve così tanto denaro in ferro (perché come è noto, il “frutto” del “lavoro” di queste cinquemila piranha “mangiasoldi” sono di proprietà di una unica società), chiede la ricevuta di come si sono procurati tanti contanti, figuratevi!!! Ritorno ad una vecchia metafora di un articolo che ho scritto di recente “se ci presentiamo noi allo sportello bancario con più di mille euro chiamano le Forze dell’Ordine”. Costoro scaricano un rimorchio di monetine da un euro e nulla accade, normale routine di cassa.

Beh, lasciamo perdere l’idea da cartoons dei badili alla Paperon de’ Paperoni che spalano tanto contante, ecco così svelati una parte dei bisticci lessicali iniziali. Perché si sa che la maggior parte di queste macchinette “lascive” da videopoker sono illegali. E quand’anche non lo fossero arriva lo Stato italiano a lucrarci sopra, un po’ come per le sigarette. C’è scritto sui pacchetti che “il fumo ti uccide” ma intanto loro, quelli del Monopolio, s’intascano una cospicua fetta del prezzo di vendita. La coscienza collettiva è salva, ma si alimenta l’apparato burocratico statale. Il gioco di parole nelle prime righe, però, è spiegato solo in parte, perché le banche sono una società che si occupa d’azzardo. Azzardano quando speculano sui mercati mondiali, quando “derivano”, comprano, negoziano, vendono materie prime, prodotti energetici, e ultimamente fanno concorrenza anche ai supermercati vendendo telefonini e presto pure le aspirinette per la pressione. Azzardano, scommettendo soldi non loro quando prevedono un ribasso oppure un rialzo di questa o quella moneta, di questa o quella Borsa Valori. Ma soprattutto azzardano sulle nostre attività e di conseguenza sulle vite dei nostri figli. Decidono chi sostenere, favorire, mantenere in vita o condannare a morte senza neanche una degna sepoltura, sotterrandoli e basta!

Per questo motivo da anni mi sono armato di tutto punto per “combattere” con la denuncia verbale, carta, penna e calamaio queste malefatte del sistema bancario. Ho sognato, progettato, fortemente voluto e fatto rinascere a nuova vita “Interessicomuni” che, come avrete certamente letto qualche giorno fa nell’editoriale del direttore Mauro Del Bue, sta prendendo forma come associazione per contrastare più incisivamente le azioni “malvagie” di un certo modo d’intendere l’attuale sistema bancario italiano. Unitamente alla pratica malavitosa del gioco d’azzardo. Che, come ho cercato di spiegarvi in quest’articolo, va osservata ed analizzata nelle due realtà che hanno molti, troppi, punti di contatto. Un gruppo di parlamentari, legislatori, professionisti appartenenti al mondo delle Fondazioni, diplomatici, psicologi e giornalisti con un grande senso civile e direi “socialista”, spinti da un forte desiderio di giustizia sociale nei confronti dei soprusi bancari e dell’avidità senza scrupoli morali di chi campa su queste “micidiali” scatole mangiasoldi dei videopoker. Un’accoppiata ben assortita, banche e videopoker, come se l’una non potesse fare a meno dell’altra. Le banche affamano imprese e cittadini. Costoro, sempre più in crisi, non sapendo a quale Santo affidarsi si cimentano con ogni sorta di gioco portafortuna per cercare un’illusoria speranza di buona sorte.

A supporto delle mie parole è dimostrato statisticamente che durante i periodi di disagio economico ci sono i maggiori picchi di giocate alle lotterie nazionali. I più audaci, invece, affrontano le “malefiche” macchinette sperando in un colpo di fortuna che gli risolva il problema del pane quotidiano. Invece, il pane quotidiano lo “infilano” nella stretta fessura del portamonete dei mefistofelici videopoker, sempre più spesso. In barba al “pudore” di farsi trovare dalle persone che ti conoscono attaccati ai videopoker che si impadroniscono della tua anima, come e peggio della droga. Diventando, così, tossicodipendenti e ludopatici. Schiavi del gioco d’azzardo perché spinti da un sistema bancario che ci ha affossato nelle sabbie mobili, mentre loro, i banchieri, sono sempre di più “arrapati” a giocare, invece, all’insider trading. Banche, crisi economica, povertà, gioco d’azzardo, un circolo vizioso da spirale infernale di dantesca letteratura. Una realtà, purtroppo, sempre più frequente che ci sta portando al dissesto economico e morale, ma ancora di più all’impoverimento sociale e culturale. Un’Italia che non riconosco più perché priva di una eredità rinascimentale.

Angelo Santoro

 

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Commenti all'articolo
  1. Grande Santoro,questo è l’unico modo possibile per affrontare le questioni che si vanno ,da mesi,discutendo.
    Non è assolutamente un bisticcio di parole e tanto meno un balletto di domande le quali nella realtà dei fatti riconducono tutte ad un unico problema di base il quale apre altri scenari drammatici e purtroppo dannatamente veri.
    Potrebbe apparire che a forza di parlare di banche colpevoli di sparare sulla Croce Rossa , ma in questo ed unica situazione è la Croce rossa a sparare su di noi.
    Io fortunatamente ancora riesco a mantenere un equilibrio mentale che mi impedisce di giocarmi ciò che non ho piu, ma confesso che a volte mi sono sorpreso a grattare qualche schedina emessa dallo Stato Italiano il cui unico e vergognoso scopo è di fare cassa alle spalle degli unici che tentano di rifarsi cioè i poveracci estromessi violentemente dal mondo del lavoro.
    Ma se persino il Presidente Renzi per i telegiornali di oggi ha dichiarato di smetterla di fare i lamentosi e darsi da fare,bene io ho 70 anni e siccome la banca ,della mia pensione e quella di mia moglie mi concede, bontà sua,di utilizzare ben 550,00 € mensili ho deciso di riprendermi una partita iva per riuscire ,nel mese, a raggranellare,con fatture regolari,700/800 € per potere vivere ,mi trovo con mille paletti che forse non mi consentiranno di farlo nonostante sia anche un invalido importante Ma questi chiacchieroni le cui emissioni vocali inutili ed anche offensive
    sanno cosa significa lavorare per nutrirsi,per coprirsi,per curarsi da certe malattie,meglio farebbero a vergognarsi ed a ritirarsi a svolgere altre attività più dignitose.
    Mi rivolgo a tutti coloro che si sono spesi in modo anche deciso negli articoli passati a rifarsi vivi con i loro pareri e le loro angosce come le soffro io e la mia famiglia ,questo almeno al Dr.Santoro glielo dobbiamo è un debito morale che si paga anche a piccole rate senza interessi solo con un poco di buona volontà e coraggio,perdiana, ma come ci hanno ridotti siamo diventati un popolo di vere amebe .
    Dagli inizi dell’azione mirata e moderata di Santoro sono stati fatti grandi passi dalla pubblicazione del libro (gratuito),alla reale fondazione dell’associazione Interessicomuni oltre al dichiarato sostegno di Avantionline ed altri personaggi estremamente qualificati ad aiutarci.
    Mi auguro vivamente che a seguito di questi risultati importanti ,ai commentatori si muovano le dita e scrivere in quanto nella situazione attuale ritengo sia l’unica strada percorrile ,ossia un movimento massiccio,educato rispettoso ma deciso nelle proprie azioni e considerazioni.
    Grazie Santoro se prima godevo della lettura dei suoi articoli ora sono entusiasta del salto di qualità da Lei operato.
    Tanta gratitudine ,amicizia e cordialità.Oscar Acerbi

  2. Mi sembra che sia giunta l’ora di togliere l’aria a quei tanti tromboni ,anche stonati,che tutti sacrosanti giorni ci suonano sinfonie inventate al momento prive di un vero tessuto musicale che nel nostro caso sarebbe tessuto sociale ,con la pretesa che si ricominci a spendere per fare riprendere l’economia pur sapendo che ormai siamo arrivati a farci l’elemosina tra di noi quindi di quali denari stiamo parlando e di quale fiducia poi ,forse quella degli 80.00 € che sono serviti solo a pagare acconti di debiti pregressi?
    Io che vivo tutto il giorno tra i colleghi di lavoro assicuro che spesso vedo rivoli di lacrime agli occhi di uomini e donne consapevoli di ciò che li aspetta a casa.
    Questa è la realtà tutto il resto è “fuffa” Saluti da Marco

  3. Caro Santoro, da ieri sera ho provato ad inserire per due volte un commento e non sono riuscito.ora provo con questo piccolo che comprende i saluti.Comunque grande articolo sul quale appena riuscirò lo inserirò Oscar

  4. Ha ragione Anxo console, lo sai abbiamo lavorato per camera commercio Tirana insime per tanto tempo. la lotta contro banche va bene ho fatto tanti commenti positivi ma lascia perdere mondo gioco machinette e videopoker che è meglio. la nostra comunita preoccupata ci vediamo domanisera pe parlare di nostra amica che banca pignorato casa conosci bravo legale che aiuta console. Te abbraccio. tuo amico Tonin Deda

  5. Caro Angelo, ogni tanto ti leggo, e non sempre sono d’accordo con quello che scrivi, ma questa volta nonostante la preoccupazione del tuo amico albanese condivido l’aver legato il gioco d’azzardo alla battaglia contro gli abusi bancari. Anche io ritengo che le due cose sono compatibili. Ovvio, parlo per esperienza diretta, sai bene quante pene abbiamo passato in casa a causa del gioco d’azzardo, quindi auguri, e conta sulla mia collaborazione se mai ne dovessi avere bisogno. Con affetto. Giuseppe

  6. Tu ai bar co makinette sei fortunato io quando finito lavoro mattonelle cantiere sono rovinato co gioco. Fa bene console perché tanti rovinati co gioco mangiati ultimi soldi. Se prendi firme console io firmo per via makinette da tuti bar. Boral

  7. La leggo in questa nuova avventura del gioco d’azzardo, mi chiedo se lei non stia “azzardando” troppo! L’ambiante dove è andato ad infilare la testa non è il mondo bancario che, con tutti i suoi difetti, soprusi, e dir si voglia non attenterebbe mai alla sua incolumità. Ho idea invece che quest’altro mondo, quello che ad esser generosi viaggia sul filo del rasoio, non sarà affatto contento di questa sua incursione. Stia attento a non accendere i riflettori perché quella è gente che non ama le prime pagine, per loro gli unici interessi non sono i suoi “interessicomuni” ma di non perdere le concessioni che li arricchiscono mettendo i piedi sopra la testa delle poersone disperate. Ascolti i suoi amici albanesi Console. Claudio C.

    • Ha ragione Claudio,in effetti infilarsi in certe tane oscure può essere un rischio ,ma se tutti demandiamo la soluzione od almeno una leggera modificazione ai nostri problemi non ne verremo mai a capo di nulla.Io do il mio massimo appoggio a questo squisito Signore il quale con la sua eleganza verbale e di pensiero è abituato a definire i problemi con il nome che loro compete.Siamo in tanti e determinati.Complimenti Santoro e saluti cordiali a Claudio C.da Oscar.

  8. Non gioco per principio, in questo momento particolarmente difficile per la mia attività, devo essere sincero, qualche volta ci penso di comprare un gratta e vinci. Con sorpresa ho scoperto che c’è ne sono da 50 euro, allora ho rinunciato perché non posso permettermelo. Concordo però che le banche sono peggio del gratta e vinci, loro ti portano proprio al suicidio, metaforico nel mio caso fortunatamente! Il Borgo

  9. Se posso vorrei dare un consiglio, perché io gratto e perdo sempre. Dopo aver insegnato per tanti anni, ora ho una pensione che non arriva a mille euro al mese, somma con la quale devo anche aiutare mio nipote a ripianare un debito con la banca. Il direttore mi aveva fatto firmare non so cosa, ma fa niente. Adesso una volta su due mi minaccia di farmi sequestrare la pensione frutto del lavoro di una vita. Facile fare il bullo con una povera vecchia! Per tornare al consiglio ecco cosa faccio: il giorno della pensione compro un gratta e vinci da venti euro, e lo lascio sul comodino fino al mattino dopo. Dormo benissimo perché sogno di diventare ricca, poi, la mattina dopo gratto con la consapevolezza che nulla è cambiato. Una spesa modesta per una notte felice. Prof. V. Camarotto

  10. Da quando ha perso il lavoro mio marito è sempre al bar che gioca alle macchinette di videopoker, il brutto è che perde tutti i soldi della cassa integrazione. Quando arriva a casa sembra impazzito, strilla con i figli, con me che faccio la maestra alle scuole materne, con mia madre che ci aiuta. La mattina mi devo alzare presto non so più cosa fare, era tanto una brava persona ma il gioco è come lo avesse drogato. Lui però non vuole riconoscere che ha bisogno di aiuto di un centro specializzato che lo possa far guarire, guai, solo a parlarne si infuria. Fate bene a combattere contro il gioco d’azzardo, se c’è da firmare una petizione per proibire le sale da gioco e le macchinette nei Bar, scrivetelo perché sono pronta a firmare.

  11. La faccenda delle banche, per me, rimane sempre la cosa più importante. Impegnatevi a fondo per trovare una soluzione legislativa che possa impedire agli istituti di credito di abusare della centrale rischi. Forse il problema più invalidante per quanti, toccati dalla crisi, hanno bisogno di un conto corrente per darsi una seconda occasione nel mondo del lavoro, della piccola impresa, o magari di tornare a fare i piccoli artigiani. Fabrizio F.

  12. Leggo di Interessicomuni già da un po’, da quando l’Avanti ha deciso di lasciare spazio all’argomento. Condivido la scelta del mio giornale e soprattutto quella del mio direttore Mauro Del Bue. Ultimamente noto una certa tendenza alla minaccia nei commenti, vogliono apparire protettivi nei confronti di Santoro, ma secondo me non lo sono. Quando si decidere di navigare in queste acque e’ meglio attrezzarsi, bene ha fatto Santoro a mettersi sotto l’ala protettiva del nostro partito! Andate avanti la battaglia perché è socialista e mi fa sentire giovane. Sono con voi al cento per cento! Luciano Toschi

  13. Tutti qui i commenti del gregge italiano ? Sempre pronto a polemizzare negli scantinati,nei retrobottega e nei bar e sempre disponibile a farsi inquadrare da cani del pastore di turno latranti e ringhianti.Complimenti.Oscar

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