venerdì, 19 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Bande specializzate
nella corsa all’oro rosso
Pubblicato il 03-02-2015


Rame-furti-romeniMalleabile, riciclabile – e capace di mantenere inalterate le sue caratteristiche – il rame è il metallo per eccellenza preferito dalle organizzazioni criminali per le operazioni di furto e ricettazione che rientrano in un fenomeno diffusosi nel 2007, e intensificatosi su tutto il territorio nazionale. La scelta della criminalità è caduta sull’oro rosso anche perché la crescita della domanda – a livello mondiale – ne ha fatto aumentare il prezzo. “In particolare in Italia vi è una grande disponibilità di rame, basti pensare alle migliaia di chilometri di ferrovie e di cavi delle linee di comunicazione” spiega all’Avanti! Stefano Delfini, primo dirigente polizia di Stato – Direzione Centrale Polizia Criminale. Il valore del rame oggi si aggira sui 7/8 euro al chilo, e i criminali – dopo averlo sottratto e sguainato – lo rivendono a rottamai e sfasciacarrozze compiacenti a 3-4 euro.

Secondo i dati forniti dalle forze di polizia gli autori dei furti sono prevalentemente italiani e romeni, organizzati in autentiche “bande specializzate” – precisa Delfini – in cui ognuno ha un ruolo preciso: dal furto iniziale alla conseguente ricettazione. Una parte della refurtiva viene reinserita nel circuito nazionale, l’altra esce dai confini nazionali, in quei paesi dove forte è la richiesta di questo conduttore elettrico, per esempio la Cina. Il furto dell’oro rosso provoca una serie di danni che Delfini suddivide in due categorie: il danno “diretto è quello economico arrecato all’azienda o al cittadino”. Quello indiretto riguarda il disservizio che si viene a creare: “l’asportazione del rame da linee ferroviarie o elettriche, per esempio, comporta disservizi e problemi alla sicurezza, e quindi una insolita responsabilità delle aziende nei confronti dei suoi utenti/clienti”.

Nel febbraio del 2012 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha istituito l’Osservatorio nazionale sui Furti di Rame che agisce secondo il principio della cosiddetta “sicurezza partecipata”. L’Osservatorio è infatti formato da rappresentanti della Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale, l’Agenzia delle Dogane, l’A.n.i.e. (la Federazione nazionale imprese elettroniche ed elettriche) e delle tre società più colpite: Ferrovie dello Stato italiane, Enel e Telecom Italia. Il protocollo è stato rinnovato lo scorso luglio con l’ulteriore  partecipazione di Confindustria e della società telefonica Vodafone Omnitel. Tra le iniziative dell’Osservatorio, il cui scopo primario è di monitorare e analizzare il fenomeno per individuare le più efficaci azioni per prevenirlo e contrastarlo, vi è stata la proposta di modifica del codice penale e di procedura penale – recepita con il decreto legge, articolo 8, del 14 agosto 2013, n.93 – convertito in legge nr. 119 del 15 ottobre 2013 – che “prevede una nuova aggravante ad effetto speciale del delitto di furto e un’inedita aggravante del delitto di ricettazione” ha concluso Delfini. Inoltre, lo scorso maggio Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno partecipato all’action day sui furti di metallo promosso dall’Europol (l’agenzia dell’Ue per la lotta al crimine, ndr) in 20 Paesi europei. Il bilancio è stato di 52 arresti, 312 denunce a piede libero e più di 63 tonnellate di rame sequestrate. Si trattava, sì, di azioni pianificate nel dettaglio. Ma sono dati che testimoniano l’estensione e la consistenza del fenomeno.

Silvia Sequi

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. La lotta é possibile se si presta la dovuta attenzione ai ricettatori. Il rottame di rame, così com’é non può essere usato a deve finire in una fonderia. Le fonderie comprano rottami soltanto da fornitori di consistenti quantità. Seguendo con intelligenza il ciclo, si scopriranno fatture false, autofratture false e i ricettatori.
    Per esperienza diretta, quale parte lesa, i ricettatori vengono facilmente assolti. Indagini nulle o quasi e incompetenza della magistratura anche nel giudicare e valutare i fatti. (Potrei continuare ma preferisco fermarm.) Ecco perché i furti di rame aumentano.

Lascia un commento