venerdì, 19 gennaio 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Camorra, maxi-sequestro per 320 milioni
Pubblicato il 18-02-2015


guardia-di-finanza320 milioni l’entità dei beni sequestrati – tra attività commerciali, immobili, terreni in tutta Italia, intestati a circa un centinaio di prestanome. Questi i contorni della maxi-operazione condotta dalla Guardia di Finanza su ordine del Tribunale di Napoli. Nelle indagini, condotte dal Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata (G.i.c.o) del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli è stato individuato un vasto patrimonio costituito in maniera illecita, formalmente intestato ai prestanome, ma in realtà – secondo gli investigatori – gestito direttamente da soggetti contigui al clan di camorra dei Contini che opera nel capoluogo partenopeo.

I BENI SEQUESTRATI E LE INDAGINI – Tra i beni sottoposti a sequestro vi sono anche una villa di pregio ad Ischia, 4 gioiellerie, 41 impianti di distribuzione di carburante – dislocati su autostrade campane e in Molise – e una ventina di piccoli bar in provincia di Napoli e di Avellino. Il tutto era gestito da circa un centinaio di prestanomi, dietro ai quali spiccava il ruolo chiave dei fratelli Gerardo e Ciro Di Carluccio, quest’ultimo considerato dalla Procura di Napoli il “cassiere” dei Contini. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) –  e svolte dai militari del G.I.C.O. – hanno dimostrato che le attività economiche sequestrate erano tutte gestite dai familiari di Ciro Di Carluccio, il “cassiere”, che aveva creato una vera e propria rete di prestanome anche fuori dai confini campani. I 41 impianti di distribuzione, sequestrati oggi, recavano alcune insegne di compagnie leader nel settore dei carburanti. Compagnie, precisa la Procura partenopea tutte estranee alle indagini.

DI LELLO: MODIFICARE TESTO GESTIONE BENI SEQUESTRATI – Secondo Marco Di Lello – capogruppo del Psi alla Camera e segretario della Commissione Parlamentare Antimafia – la maxi-operazione di oggi rappresenta “la ramificazione della camorra nel tessuto campano”, aggiungendo che oramai “la criminalità organizzata ha cambiato pelle: addio a lupare e coppole, oggi sono i colletti bianchi quelli che vanno monitorati”. Di Lello, candidato alle primarie per la scelta del candidato presidente alle prossime elezioni regionali in Campania ha poi elogiato l’evoluzione normativa e il rinnovato impegno dei vertici della Dda e delle Procure impegnate sul tema, ricordando che l’anello debole della catena resta “la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata: la legge va cambiata, e la Commissione Antimafia sta procedendo alla modifica del testo”.

Siria Garneri 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento