martedì, 19 settembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

CANCELLATI DALLA GIUSTIZIA
Pubblicato il 23-02-2015


Eternit-vittime-amianto

“Azioneremo ogni strumento di tutela in Italia e in Europa, per chiedere la condanna dello Stato italiano per aver bandito in ritardo l’amianto, per non avere tutelato la salute, e per non avere punito i responsabili e risarcito le vittime”. Così l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (Ona), e legale di parte civile nel maxi processo Eternit sulle motivazioni – depositate oggi – della sentenza con cui la Corte di Cassazione, lo scorso 19 novembre ha assolto l’unico imputato, il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, dall’accusa di reato di disastro ambientale, annullando dunque la condanna a 18 anni, e polverizzando anche la possibilità di risarcimento per migliaia di famiglie delle vittime.

LE MOTIVAZIONI DELLA CASSAZIONE – In sintesi, secondo la Corte suprema, il processo Eternit era prescritto prima ancora del rinvio a giudizio di Schmidheiny, e con la prescrizione cadono “tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni”. La prescrizione è stata calcolata dall’agosto del 1993 – quando era ormai acclarato l’effetto nocivo delle polveri di amianto la cui lavorazione, in quell’anno, era stata “definitivamente inibita, con comando agli Enti pubblici di provvedere alla bonifica dei siti”. “E da tale data – prosegue il verdetto – a quella del rinvio a giudizio (2009) e della sentenza di primo grado (13/02/2012) sono passati ben oltre i 15 anni previsti” per “la maturazione della prescrizione in base alla legge 251 del 2005”. Per il magnate svizzero la responsabilità sussiste fino al 1986. Inoltre, per la Cassazione “la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri” d’amianto “prodotte dagli stabilimenti” gestiti da Schmidheiny, ossia “non oltre il mese di giugno dell’anno 1986, in cui venne dichiarato il fallimento delle società del gruppo”, senza tener conto del fatto che è in atto il fenomeno epidemico e soprattutto che l’amianto è ad oggi ancora presente negli stabilimenti Eternit. La suprema Corte non condivide la contestazione del reato di cui all’art. 434 c. p., e conferma che dovevano essere contestai i reati contro la persona, ed è per questo che l’Ona torna ad insistere affinché si proceda al più presto per le ipotesi di reato di omicidio colposo.

ONA: NON CI DIAMO PER VINTI – L’avvocato Bonanni – dopo aver promesso che l’Ona porterà lo Stato Italiano a Strasburgo (ove ha sede la Corte europea dei diritti dell’uomo, ndr) citandolo anche davanti al Tribunale civile – ha espresso soddisfazione per l’accoglimento delle richieste avanzate: il procuratore Raffaele Guariniello ha infatti firmato la richiesta di rinvio a giudizio per Schmidheiny nell’inchiesta Eternit bis. Il reato contestato al magnate svizzero questa volta è di omicidio volontario e, in ogni caso, – anche se il reato poi fosse ritenuto di omicidio colposo – non ci sarebbe prescrizione. “Finalmente c’è di nuovo la possibilità per tutte le vittime di poter avere giustizia” ha dichiarato il presidente dell’Ona. “Ci costituiremo parte civile, sia come associazione, sia nell’interesse delle parti offese. Auspico inoltre che il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mantenga l’impegno di costituire lo stato come parte civile – ha concluso Bonanni -, in ogni caso noi chiederemo la condanna dello Stato anche come responsabile civile”.

PASTORELLI (PSI): PER LA SALUTE NON PUÒ ESSERCI PRESCRIZIONE Sulla questione è intervenuto il deputato Psi, Oreste Pastorelli, domandandosi “come sia possibile che al termine di un processo di tale portata e gravità sia la prescrizione a sancire la lenta sofferenza delle vittime, e il dolore dei parenti, negando il valore della battaglia all’amianto”. L’esponente socialista ritiene “inaccettabile che in uno Stato democratico si debba apporre una data di scadenza al diritto alla salute dei cittadini, e in particolar modo dei lavoratori”. Pastorelli hai poi ricordato “il valore della lotta delle vittime dei familiari e delle persone oneste per un mondo migliore senza amianto, e senza quella sete di profitto cui sacrificare vite umane”, auspicando che, in tempi brevi, si giunga all’approvazione del disegno di legge sui reati ambientali, in esame al Senato.

Silvia Sequi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento