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Opinioni e commenti
 

Casa, parte a marzo il piano da 400 milioni
Pubblicato il 18-02-2015


Edilizia_case_costruzioni_ediliL’emergenza abitativa è da sempre uno dei più grandi problemi del nostro Paese, ma negli ultimi tempi a causa della crisi inizia ad aumentare e a toccare centinaia di famiglie italiane. Per far fronte a un bene primario come quello dell’abitare è stato presentato un modello di intervento “Housing Sociale: una soluzione al disagio abitativo” oggi, 18 febbraio, a Roma. Il progetto è stato patrocinato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con la collaborazione di Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Abi (Associazione Bancaria Italiana) e Cdp Investimenti Sgr. A metà marzo il piano prevede investimenti pubblici per 150 milioni e altri 250 di agevolazioni fiscali per chi interviene su alloggi già costruiti o che sono invenduti. Insomma una totale di 400 milioni che dovrebbero consentire al provvedimento di dare frutti rapidamente.

Riccardo Nencini, viceministro dei Trasporti, ha aperto i lavori: “In Italia ci sono circa 45 mila abitazioni di edilizia residenziale pubblica a fronte di un fabbisogno di circa 700 mila famiglie”, e sottolineando “di queste un terzo sono sfitte e il 15% occupate da famiglie che non sono sotto la soglia di povertà: se sommiamo questi dati si evidenzia un problema straordinariamente ampio” e riportando i dati su come il nostro Paese si stia trasformando portando sì alla diminuzione demografica, ma allo stesso tempo all’aumento del numero di famiglie (perlopiù composte da due soggetti). Il problema rilevato dal segretario del Psi è che a scontare la mancanza di politiche adeguate sul fabbisogno abitativo siano soggetti che non si trovano al di sotto della soglia di povertà (come studenti, giovani coppie, anziani), ma che necessitano di un alloggio e conclude: “Questo progetto si rivolge agli ultimi, non agli ultimissimi”.

L’obiettivo del Piano è infatti quello di agevolare famiglie e soggetti tramite agevolazioni fiscali sul mutuo, ma il punto su cui si focalizza il Piano è la riqualificazione e riutilizzazione di immobili inutilizzati, rimettendoli sul mercato come edilizia sociale. Sono previste tre tappe: le imprese, d’intesa con banche e soggetti istituzionali come Fondo Fia di Cdp, propongono una valorizzazione degli immobili. Se l’operazione è valida sotto il profilo dell’equilibrio finanziario gli immobili passano nella disponibilità dei fondi immobiliari, specifici per ciascuna banca. Infine i fondi, partecipati da Cdp investimenti sgr, formuleranno un’offerta alla banca e all’imprese si occuperanno del completamento degli interventi edilizi e della gestione. Il tutto senza intaccare ulteriormente altri terreni, e in questo modo si cerca di ridare ossigeno anche alle imprese che possono valorizzare gli immobili che rischiano in questo modo di deteriorarsi.

Dopo la presentazione dei dati da parte degli esperti Ance che hanno evidenziato quanto sia importante l’art.26 del cosiddetto “Sblocca Italia”, (art. 133/2014) nel rilevare le proprietà demaniali inutlizzate e nel loro reimpiego, il Ministro Lupi ha chiuso i lavori ponendo l’accento sull’impiego delle “risorse a disposizione”. “La revisione del catasto – dice Lupi – dovrà essere di equità perché ci sono situazioni legate al passato che creano diversità ma non potrà essere un ulteriore appesantimento della pressione fiscale sulla casa: dovrà essere a invarianza di gettito, con un controllo non dalla periferia ma dal centro”. E conclude, “se no non è una riforma ma l’ennesima imposizione fiscale”. A margine dell’evento Nencini ha annunciato: “Entro metà marzo sarà pronto un provvedimento per un piano casa da circa 400 milioni di euro che metterà a disposizione 20 mila alloggi invenduti a affitto calmierato, per la vendita a prezzi calmierati o affitto con possibilità di vendita”, spiegando che il provvedimento si dividerà in due parti: “150 milioni di euro per il sostegno agli affitti e il secondo di 240-250 milioni di vantaggi fiscali per coloro che intervengono su alloggi che già esistono e sono invenduti”.

Maria Teresa Olivieri

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