giovedì, 24 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Contributi Inps,
via agli sgravi connessi
al Jobs Act 
Pubblicato il 23-02-2015


L’Inps ha pubblicato nei giorni scorsi la circolare sulle nuove assunzioni 2015, in base allo sgravio concesso con la legge di stabilità 2015, inserito dal governo nella versione originaria della finanziaria e portato in approvazione a ridosso delle festività natalizie. Adesso, dunque, ci sono tutte le istruzioni per imprese e attività imprenditoriali al fine di inserire nei propri organici nuovi contratti di lavoro, che saranno alleggeriti del carico contributivo da qui al 31 dicembre. A specificare requisiti, modalità e limiti dell’abbassamento deciso dal governo, è stata- come detto – la circolare Inps 17/2015, appunto denominata “Esonero contributivo per le nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato nel corso del 2015 ai sensi dell’articolo unico, commi 118 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190.”

Come sarà configurato lo sgravio ai contributi per i neo assunti Condizioni.

Ad essere ammessi alla prestazione agevolata del fisco saranno tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato attivati nel corso dell’intero 2015, ivi inclusi anche i dirigenti, così come i part time e i soci. Fra le tipologie di lavoro incentivato rientrano il lavoro ripartito o job sharing a tempo indeterminato, di cui agli articoli 41-45 della legge n. 276/2003, e il lavoro in somministrazione. Compresi anche i contratti dei dirigenti.  Esclusi, invece, i contratti di lavoro intermittente o a chiamata, di cui agli articoli 33-40 del dlgs 276/2003, anche se a tempo indeterminato: si ritiene che le caratteristiche strutturali del lavoro intermittente, ancorché a tempo indeterminato, siano «decisamente incoerenti con le motivazioni che sorreggono le finalità dell’esonero contributivo». Niente da fare anche per apprendisti, collaboratrici domestiche e collaborazioni intermittenti. Necessario, per ottenere l’agevolazione, aver completato le verifiche per la regolarità contributiva, con consegna a norma di legge del Durc. Per ottenere lo sconto, il lavoratore non dovrà aver svolto nel semestre precedente l’assunzione alcuna mansione a tempo indeterminato.

Come avviene lo sgravio.

L’Inps sottolinea che il beneficio non determina alcuna riduzione della misura del trattamento previdenziale, l’aliquota delle prestazioni pensionistiche resta fissata nella misura ordinaria, pari, per la generalità dei lavoratori subordinati, al 33% della retribuzione lorda imponibile. Seguirà una circolare con le istruzioni per la fruizione della misura dell’agevolazione, e le modalità di compilazione delle dichiarazioni contributive da parte dei datori di lavoro. Il datore di lavoro potrà risparmiarsi fino a 8060 euro di contributi annuali, versati per ciascun lavoratore assunto a tempo indeterminato, tenendo presente che sussiste un limite mensile per l’accesso al taglio di contributi, pari al dodicesimo esatto della quota complessiva, cioè 671,66 euro per dipendente. In caso di contributi inferiori al mese, l’eccedente verrà messo da parte per essere sfruttato nei periodi in cui, eventualmente, si finirà per sfondare il tetto imposto dalla legge. Il bonus viene riconosciuto anche a lavoratori già dipendenti nella stessa attività d’impresa, sotto forma di uno o più contratti a termine e viene specificato proprio dall’Istituto di previdenza come l’agevolazione sia consentita anche se l’assunzione a tempo indeterminato deriva da obbligo contrattuale o anche di tipo legale. La riforma, negli auspici del governo, dovrà combinarsi con il Jobs Act, di cui verranno emanati a breve i decreti legislativi sul contratto a tutele crescenti, che sostituirà il vecchio tempo indeterminato per le nuove assunzioni.

Sistema previdenza tiene, rosso Inps scende a 6,701 mld nel 2015 

L’Inps avrà nel 2015 un disavanzo finanziario di competenza di 6,7 mld in miglioramento di 1,1 miliardi rispetto alle previsioni aggiornate del 2014. E’ quanto si legge nel bilancio preventivo 2015 approvato recentemente dal Civ. Secondo il bilancio che tiene conto del Def ma non ancora della legge di stabilità l’avanzo patrimoniale a fine 2015 sarà di 11,7 mld. Il bilancio che tiene conto della legislazione vigente al 30 settembre 2014 prevede per il 2015 entrate contributive per 213.564 milioni (+2.318 milioni in confronto alle previsioni aggiornate del 2014) e uscite per prestazioni istituzionali per 307.239 milioni (+2.120 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014). In particolare la spesa per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 270.644 milioni (+1.065 milioni in confronto alle previsioni aggiornate del 2014). Nel bilancio si prefigura un disavanzo economico di esercizio di 6.845 milioni (con un miglioramento di 5.306 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014) e 11.731 milioni di avanzo patrimoniale. Nell’approvare il bilancio di previsione 2015, il Civ ha ribadito la necessità di monitorare attentamente gli equilibri di bilancio di tutti i fondi e le gestioni previdenziali amministrate dall’Inps che presentano un trend negativo, per le quali è necessario trovare soluzioni legislative da parte dei Ministeri vigilanti. L’Istituto sta continuando ad operare tagli alle spese di funzionamento, che hanno superato l’importo annuo di 600 milioni. Ulteriori misure di contenimento sono già ipotizzate nella legge di stabilità per il 2015 e troveranno attuazione nella prima nota di variazione al bilancio 2015. ”Anche il bilancio preventivo 2015 – si legge nella nota del Civ – evidenzia la tenuta dei conti del sistema previdenziale italiano, nonostante il perdurare della crisi economico finanziaria. Questa positiva osservazione non consente, tuttavia, di ritenere esauriti gli indispensabili interventi strutturali. Solo questi potranno consentire la piena sostenibilità – anche e soprattutto nel lungo periodo – del sistema previdenziale a garanzia delle aspettative di giovani, lavoratori, pensionati ed imprese. Particolare attenzione occorrerà prestare alle fasce più deboli della popolazione, nel più ampio quadro degli interventi a sostegno del reddito e del mercato del lavoro, già prospettati, tra l’altro, nel Jobs Act”.

Inps, precisazioni sui dati relativi alla cassa integrazione guadagni 

In merito alle recenti osservazioni sul metodo di contabilizzazione delle ore di Cassa Integrazione Guadagni autorizzate dall’Inps, l’Istituto assicuratore precisa quanto segue. Gli osservatori statistici sulle ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni pubblicati sul portale dell’Istituto sono letture ad una certa data di archivi in continua evoluzione e, pertanto, soggetti a modifiche nel tempo.

Per tale motivo, si procede annualmente – nel mese di giugno – alla rilettura dell’intera serie storica pubblicata, come peraltro specificato nel messaggio di avviso riportato nella pagina iniziale dell’osservatorio online. Nel caso specifico, il dato relativo all’anno 2013, pari a 1 miliardo e 182 milioni di ore autorizzate, è stato pubblicato per la prima volta nel mese di giugno 2014 nell’osservatorio online e nel focus denominato “Focus maggio 2014”.

Il precedente dato relativo all’anno 2013, pari a 1 miliardo e 76 milioni, è stato pubblicato per la prima volta nel mese di gennaio 2014, nell’osservatorio e nel “Focus dicembre 2013”. L’aggiornamento dei dati relativi all’anno 2014 (e dell’intera serie storica pubblicata) avverrà, come di consueto, nel mese di giugno 2015.

Previdenza, il Civ dell’Inps approva il bilancio di previsione 2015

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS nella riunione del 3 febbraio scorso ha approvato, con il voto contrario della UIL, il bilancio di previsione dell’Istituto per l’anno 2015.I principali risultati del bilancio sono stati determinati sulla base della nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (Def) 2014 e della legislazione vigente alla data del 30 settembre 2014.Si premette che, per la tempistica di approvazione, il Bilancio approvato non tiene conto della legge di stabilità 2015.I risultati del Bilancio di Previsione 2015 approvato si riassumono in:

-) 6.701 milioni di disavanzo finanziario di competenza (con un miglioramento di 1.119 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014);

-) 213.564 milioni di entrate contributive (+2.318 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014);

-) 307.239 milioni di prestazioni istituzionali (+2.120 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014). In particolare la spesa per prestazioni pensionistiche è risultata pari a 270.644 milioni (+1.065 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014);

-) 6.845 milioni di disavanzo economico di esercizio (con un miglioramento di 5.306 milioni rispetto alle previsioni aggiornate del 2014);

-) 11.731 milioni di avanzo patrimoniale al 31 dicembre 2015. Nell’approvare il bilancio di previsione 2015, il CIV ribadisce nuovamente la necessità di monitorare attentamente gli equilibri di bilancio di tutti i fondi e le gestioni previdenziali amministrate dall’INPS che presentano un trend negativo, per le quali è necessario trovare soluzioni legislative da parte dei Ministeri vigilanti.

Dal bilancio di previsione si rileva altresì, che in applicazione delle numerose disposizioni legislative emanate negli ultimi anni, l’Istituto sta continuando ad operare tagli alle spese di funzionamento, che hanno superato l’importo annuo di 600 mln; importo che viene riversato al bilancio dello Stato. Ulteriori misure di contenimento Istituto Nazionale Previdenza Socialesono già previste nella legge di stabilità per il 2015 e troveranno attuazione nella prima nota di variazione al bilancio 2015.Anche il bilancio preventivo 2015 evidenzia la tenuta dei conti del sistema previdenziale italiano, nonostante il perdurare della crisi economico-finanziaria. Questa positiva osservazione non consente, tuttavia, di ritenere esauriti i necessari interventi strutturali. Solo questi potranno consentire la piena sostenibilità – anche e soprattutto nel lungo periodo – del sistema previdenziale a garanzia delle aspettative di giovani, lavoratori, pensionati ed imprese. Particolare attenzione occorrerà prestare alle fasce più deboli della popolazione, nel più ampio quadro degli interventi a sostegno del reddito e del mercato del lavoro, già previsti, tra l’altro, nel Jobs Act.

Carlo Pareto 

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