lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Danimarca e Francia. Imitazioni e antisemitismo
Pubblicato il 16-02-2015


francia cimiteroUn copione già visto quello della Danimarca, molto simile al triste noto attentato di Charlie Hebdo che ha sconvolto la Francia e l’Europa. Un doppio attentato che ha sconvolto la città della Sirenetta: il primo sabato pomeriggio al Caffè di Krudttønden, dove si teneva un dibattito su satira e religione, l’obiettivo era il vignettista satirico Lars Vilks, ospiti di eccezione Francois Zimeray, ambasciatore francese in Danimarca, l’incontro era appena iniziato, quando una raffica di colpi ha raggiunto la sala, sono stati feriti tre agenti ed è morto il regista Finn Norgard. Il secondo nella notte tra sabato e domenica, alla sinagoga Krystalgalde, durante gli spari è morto un 37enne e sono rimasti feriti due poliziotti.

L’attentatore, Omar El Hussein, è stato ucciso dalla polizia danese, anche qui un déjà vu perché il 22enne musulmano era nato e cresciuto in Danimarca così come i terroristi della redazione parigina. Oggi la polizia danese ha annunciato l’arresto di due persone sospettate di aver aiutato il giovane che ha sempre detto di odiare profondamente gli ebrei.
Dopo la notizia dell’attentato, ieri, il premier israeliano, Benjamin Netanyahu ha commentato così la notizia: “Di nuovo gli ebrei vengono uccisi sul suolo europeo solo perché ebrei – invitando gli ebrei europei a scappare in Israele – “A tutti gli ebrei d’Europa dico che Israele vi attende a braccia aperte. Israele è la vostra casa. Ci stiamo preparando ad accogliere un’immigrazione di massa proveniente dall’Europa”.

Ma gli ebrei danesi hanno declinato l’invito del Premier tramite tramite il portavoce della comunità Jeppe Juhl: “Siamo molto grati a Netanyahu per la sua preoccupazione, ma noi siamo ebrei danesi, quindi siamo danesi, non vogliamo che il terrore ci spinga a scappare in Israele”. A spiegarlo è stato il rabbino capo della Danimarca, Jair Melchior, che si è detto molto “deluso”: “Anche in Israele ci sono attacchi terroristici, si impara ad affrontarli e il modo di farlo è vivere la vita come deve essere vissuta, credendo in se stessi”. Inoltre ha sostenuto che “se la gente lascia la Danimarca per Israele è perché ama Israele, non a causa del terrorismo”, concludendo che se per affrontare il terrorismo si dovrebbe scappare “allora dovremmo rifugiarci tutti su un’isola deserta”.

Nonostante l’arresto di queste ore si continua a parlare di attacco emulatore, l’obiettivo era infatti un vignettista Vilks del quotidiano danese Jyllands Posten che aveva pubblicato vignette blasfeme sul profeta Maometto, inclusa una in cui lo raffigurava con una bomba sul suo turbante. Dopo l’attacco di Parigi però ad aver paura non sono solo i vignettisti, anche gli ebrei iniziano ad aver paura del crescente antisemistismo che si sta diffondendo in Europa.È di poche ore fa la notizia che in Francia sono state profanate le tombe di un cimitero ebraico, in un raid antisemita, a Sarre-Union, nel Basso Reno. Il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve, ha condannato quella che ha definito come “un’azione spregevole” e ha avvertito che la Francia “non tollererà questa nuova ferita che va contro i valori condivisi del suo popolo”. Alla fine si è scoperto che si trattava di cinque ragazzini dai 15 ai 17 anni, tutti incensurati.

Maria Teresa Olivieri

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