martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Denunce fiscali.
Anche quest’anno
niente 730 all’Inps
Pubblicato il 16-02-2015


Anche per quest’anno l’Istituto non si è avvalso della facoltà di prestare assistenza fiscale ai propri sostituiti, prevista dall’art. 37, d. lgs. N. 490/1998. Al riguardo giova precisare che i lavoratori dipendenti ed i pensionati possono presentare la dichiarazione dei redditi – Modello 730 – direttamente al proprio datore di lavoro (se questi ha preventivamente comunicato all’agenzia delle entrate la propria disponibilità alla raccolta ed alla trasmissione telematica) o all’ente che eroga la pensione, oppure rivolgendosi ad uno dei Centri di assistenza fiscale (Caf) per lavoratori dipendenti e pensionati. L’assistenza fiscale offerta dal datore di lavoro o dall’ente previdenziale è gratuita e consiste in una verifica formale della dichiarazione presentata. Non occorre allegare documentazione. Nel caso dei Caf, invece, tali organismi, oltre ad operare un controllo complessivo sulla dichiarazione, devono verificare anche la documentazione apponendo un timbro. Il servizio è in genere gratuito per coloro che consegnano la dichiarazione precompilata, mentre, nell’ipotesi di dipendenti o pensionati che non sono in grado di effettuare la compilazione, il servizio è a pagamento. Dal 2006 è possibile inoltrare il modello 730 anche attraverso un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale autorizzato) entro lo stesso termine di presentazione al Caf. Tali strutture e i professionisti abilitati devono espressamente accertare la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni Mod.730 alla documentazione esibita dai soggetti contribuenti. Nei Mod.730 elaborati dai Caf (o dai professionisti), quindi, vengono indicati, sulla base della documentazione acclusa e delle disposizioni di legge, gli oneri deducibili e le detrazioni d’imposta che competono, le ritenute praticate, nonché gli importi dovuti a titolo di saldo o di anticipo oppure gli acconti spettanti. Per la campionatura delle denunce erariali da sottoporre a controllo formale, l’Amministrazione Finanziaria fa riferimento ad appositi criteri, diversificati rispetto a quelli utilizzati per la selezione delle dichiarazioni elaborate direttamente dal sostituto d’imposta per le quali non è stato rilasciato il visto di conformità. Per quanto attiene poi i vantaggi del ricorso a tale procedura, il modello 730 è semplice e facile da redarre, non richiede particolari calcoli e garantisce inoltre il rimborso Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) direttamente sulla busta paga o sulla rata di pensione. Le scadenze di massima fissate per il corretto svolgimento dell’operazione in questione sono comunque le seguenti: invio del Cud (certificazione unitaria dei redditi) all’interessato da parte del datore di lavoro o dell’Ente previdenziale da recapitare entro la fine di marzo 2015; presentazione del modulo di denuncia fiscale 730/2015 da avvenire di norma entro il 30 aprile 2015 se disposta attraverso il sostituto di imposta o entro il 31 maggio 2015 se eseguita tramite Caf o professionista autorizzato

Lavoro

AL MINISTERO DEL WELFARE AL VIA TAVOLO SU LAVORO FAMILIARE

“Su esplicita richiesta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi e del ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Giuliano Poletti, è stato recentemente attivato, presso il ministero, il tavolo di lavoro cui hanno preso parte il sottosegretario Massimo Cassano, Federica Rossi Gasparrini, presidente Comitato fondo infortuni domestici e fondo responsabilità familiare, rappresentanti di Inail, Inps e direzione Politiche previdenziali del ministero del Lavoro e politiche sociali”. E’ quanto è stato riportato in una apposita nota del ministero del Lavoro. Al centro del dibattito, come concertato nel precedente incontro del dicembre scorso, soprattutto le questioni del Fondo Pensione Inps e del Fondo infortuni domestici Inail. Questioni sulle quali Cassano si era già detto in accordo, reputando “recepibile e coerente la richiesta dell’Associazione, di attualizzare sia il Fondo Inps che quello Inail alle leggi in vigore, dando a 8 milioni di casalinghe dignità e certezze”. Il sottosegretario ha dichiarato di “voler porre al centro dell’agenda di governo un’azione concreta per la tutela del lavoro familiare, per costruire assieme situazioni, occupazionali concrete a vantaggio delle donne e sottolineando la centralità dell’occupazione familiare che non è solo quella di mamma, moglie, nonna, ma sovente all’interno di piccole aziende che costituiscono l’ossatura dell’economia del Paese”. “Il ruolo della casalinga non può e non deve – ha avvertito – assolutamente essere considerato meno importante per lo sviluppo della nazione e la formazione delle nuove generazioni. Di tanto non possiamo che essere grati alle donne italiane nei confronti delle quali corre l’obbligo di un’azione forte che porti alla definitiva parità di genere, in linea con quanto da tempo avviene nelle più moderne democrazie occidentali”.

Sicurezza dei lavoratori della Difesa. Siglato accordo tra Inail e ministero 

SIGLATO ACCORDO TRA INAIL E MINISTERO

Avviare iniziative in grado di incidere concretamente sui livelli di salute e sicurezza dei lavoratori della Difesa, con particolare attenzione ai rischi da esposizione a fibre aerodisperse di amianto. Questo l’obiettivo dell’accordo siglato, recentemente a Roma, dal presidente dell’Inail, Massimo De Felice, e dal generale di Corpo d’armata, Enzo Stefanini.

Tra le priorità delle politiche sociali europee. La tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori costituisce attualmente uno degli ambiti più rilevanti delle politiche sociali europee come confermato dal nuovo quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul lavoro 2014-2020, nel quale sono state individuate tra le principali sfide e obiettivi per l’Ue il miglioramento della prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi attuali ed emergenti, con particolare attenzione alle patologie causate dall’amianto.

Fornire risposte integrate e di qualità alle esigenze dei lavoratori. L’accordo – promosso dal ministero della Difesa-Segretariato generale e Direzione nazionale degli armamenti in linea di coerenza con le direttive della Commissione europea – ha la finalità di sperimentare soluzioni pratiche in materia di prevenzione che contribuiscano a diffondere la cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il ministero della Difesa intende, infatti, fornire risposte integrate e di qualità alle esigenze di salute e sicurezza dei lavoratori potenzialmente esposti a fibre aerodisperse di amianto nell’ambito di siti, ambienti lavoro e aeromobili dei reparti delle Forze armate.

Cosa prevede l’accordo. Tra i punti strategici previsti dal documento: la definizione di soluzioni inerenti problematiche tecniche di igiene del lavoro attraverso la partecipazione a riunioni, dibattiti, gruppi e commissioni di lavoro; studi e approfondimenti in materia di promozione della salute ed igiene sanitaria e industriale anche attraverso appositi sopralluoghi; la predisposizione di materiale informativo, pubblicazioni scientifiche e linee guida operative per la manipolazione, la bonifica e lo smaltimento di amianto; l’individuazione, e la realizzazione, di percorsi formativi per l’applicazione di corrette misure di igiene del lavoro in armonia con le linee guida elaborate.

Stefanini: “Sicuri benefici per gli operatori delle Forze Armate”. “L’efficienza fisica della risorsa umana è il punto di forza imprescindibile delle Forze armate e, pertanto, il ministero della Difesa è da sempre impegnato nelle azioni di tutela del proprio personale – ha dichiarato il generale Stefanini – In linea con tale indirizzo, l’accordo sottoscritto, riconoscendo le specifiche competenze e professionalità delle due amministrazioni pubbliche, apporterà sicuri benefici agli operatori delle Forze armate, spesso impiegati in attività addestrative e operative per le quali risulta più complesso definire idonei procedure di sicurezza anche in relazione all’impiego di tecnologia innovativa e di avanguardia”.

De Felice: “A disposizione le esperienze di ricerca e le competenze dell’Istituto”. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente dell’Inail. “L’Istituto potrà mettere a disposizione esperienze di ricerca nella valutazione e nella prevenzione dei rischi da esposizione a agenti fisici, chimici e biologici – ha affermato De Felice – Potranno essere preziose le competenze sulla tematica dell’amianto, in particolare riguardo agli strumenti di misura dell’esposizione, di sorveglianza epidemiologica e sanitaria degli ex esposti, alle tecniche di bonifica, ai materiali sostitutivi.”

Le modalità operative affidate a un Comitato paritetico di coordinamento. Le modalità organizzative e operative per lo svolgimento della collaborazione saranno affidate a un Comitato paritetico di coordinamento, composto da tre rappresentanti per ciascuna delle parti, che predisporrà i piani semestrale e annuali delle attività e dei progetti, delineando gli indirizzi tecnici e organizzativi, la programmazione, le procedure di monitoraggio dell’andamento delle attività.

Sulla legge di Stabilità 2015, successo per la giornata d’ascolto dei co.co.pro. Inail 

Grande partecipazione, alla recente Giornata dei Comitati consultivi provinciali dell’Inail sulla Legge di Stabilità 2015 e sul bilancio di previsione Inail 2015. A riunirsi via teleconferenza sono stati 86 comitati in tutta Italia, con una partecipazione di 921 componenti, tra cui 80 tra direttori regionali, direttori territoriali e responsabili delle sedi dell’Istituto. La videoconferenza è stata introdotta dalle relazioni di Pierangelo Albini, presidente della commissione Bilancio e patrimonio del Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inail, e di Francesco Rampi, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza. I Comitati, dopo le relazioni, hanno continuato la discussione in sede locale e hanno raccolto valutazioni e proposte, ora al vaglio del Civ.

“Con questa giornata – ha commentato Rampi – si è resa strutturale la partecipazione degli organismi territoriali dell’Inail alla programmazione e alle scelte strategiche dell’Istituto”. Un approccio che, lo scorso anno, ha già visto il Civ promuovere una ‘tre giorni’ di studio, a Firenze, per la valutazione delle linee strategiche coi 17 rappresentanti dei Crc (i Coordinamenti regionali dei Comitati consultivi provinciali) e un’articolata serie di incontri coi componenti dei Co.Co.Pro per la condivisione delle strategie operative dei protocolli sottoscritti coi Ssr in materia di prestazioni sanitarie.

Istat, a fine dicembre 55.5% lavoratori in attesa rinnovo contratti 

Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo del contratto è del 55,5% nel totale dell’economia e del 42,4% nel settore privato. Secondo i dati Istat l’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 37,3 mesi per l’insieme dei dipendenti e di 21,7 mesi per quelli del settore privato. Lo comunica l’Istat. Con riferimento ai principali macrosettori, a dicembre le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell’1,3% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (3,5%); gomma, plastica e lavorazioni di minerali non metalliferi (3,3%); tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%). Variazioni nulle infine nel settore del commercio e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Solo +1,3%. Aspettano rinnovo 7,1 mln dipendenti. Incremento delle retribuzioni ai minimi dal 1982 

Le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2014 sono lievitate solo dell’1,3%. Lo rileva l’Istat, spiegando che si tratta del minimo storico, ovvero della variazione più bassa dal 1982, anno d’inizio delle serie.  Di anno in anno quindi l’Istat non fa che aggiornare il minimo storico (nel 2013 la crescita media era stata pari all’1,4%). Un minimo che riporta gli stipendi indietro di almeno 32 anni, il tempo di una generazione. Sul dato pesa il comparto della Pubblica Amministrazione, dove i contratti sono bloccati dal 2010 e lo saranno anche per tutto il 2015. L’unico conforto arriva dai prezzi, che sono risultati in ascesa ancora meno delle retribuzioni (+0,2% nel 2014), con ripercussioni positive sul potere d’acquisto. Tuttavia si tratta di un gioco al ribasso, dove la capacità di spesa sale esclusivamente grazie a un’inflazione praticamente piatta. Analizzando i singoli comparti, l’Istituto di statistica registra “incrementi significativamente superiori alla media” per le retribuzioni di chi lavora nei comparti delle telecomunicazioni (3,5%), della lavorazione della gomma o della plastica (2,9%), mentre rialzi vicini allo zero si riscontrano nell’edilizia (0,5%) e nei trasporti (0,6%). Nulla si muove invece per il pubblico impiego. Guardando solo a dicembre, i salari risultano fermi su base mensile, mentre risalgono appena dell’1,1% in termini tendenziali. A dicembre si allunga anche l’attesa media per vedersi rinnovare il contratto, i lavoratori a cui è scaduto devono aspettare, prima di vederselo ‘aggiornato’, 37,3 mesi, ovvero oltre tre anni (32,2 a dicembre del 2013).

I contratti di lavoro in attesa di rinnovo a dicembre sono 37, di cui ben 15 relativi alla Pubblica Amministrazione, per un totale di circa 7,1 milioni di dipendenti (2,9 milioni soltanto nel pubblico impiego). Lo comunica sempre l’Istat. Quanti lavorano in base a un contratto scaduto sono quindi la maggioranza, il 55,5%. Guardando a tutto il 2014, spiega l’Istat, complessivamente sono stati recepiti 17 contratti, corrispondenti a poco meno di due milioni di lavoratori. Tutti i rinnovi del settore privato, puntualizza l’Istituto di statistica, hanno una durata triennale sia per la parte normativa sia per quella economica, come previsto dal nuovo modello contrattuale in vigore dal 2009. I rinnovi più consistenti per numero di lavoratori coinvolti sono quelli dei comparti dell’edilizia (oltre 600 mila dipendenti), dell’agricoltura (oltre 300 mila) e dei tessili, (circa 250 mila).

Carlo Pareto 

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