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Opinioni e commenti
 

Primarie Campania. Di Lello: “Dobbiamo voltare pagina”
Pubblicato il 24-02-2015


Di Lello-svoltacampaniaIl primo marzo si terranno in Campania le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato alla Presidenza della Regione. A contendersi la candidatura per le elezioni regionali di maggio sono il capogruppo a Montecitorio del Partito Socialista Marco Di Lello, il dipietrista Nello Di Nardo e tre esponenti del Pd, Gennaro Migliore (ex SEL), Vincenzo De Luca (già Sindaco di Salerno) e Andrea Cozzolino.

I sondaggi – il più recente è della Digis di questa settimana – danno il centrosinistra in netto vantaggio col 40,3% contro il 26,6 del Movimento 5 Stelle e il 24,1% del centrodestra. Un pronostico che contiene già la prima sorpresa: il partito/coalizione sfidante non è più quello di Forza Italia con i suoi alleati, ma il partito del one man show, Beppe Grillo. C’è ancora un 9% di elettori che non si trovano in nessuno di questi tre raggruppamenti, sono il 9% e se potessero voterebbero per una coalizione che oggi non c’è.

SvoltacampaniaLa seconda sorpresa è la debolezza dell’attuale presidente della Regione, Stefano Caldoro che, candidato in pectore del centrodestra contro il centrosinistra, vincerebbe solo se a sfidarlo fosse Di Nardo, perché altrimenti perderebbe contro tutti. Molto malamente contro il salernitano De Luca, 47,1% a 28,2%; male contro Cozzolino 39,2 a 31,6; contro Di Lello 38,9 a 32; contro Migliore, 37,2 a 31,3. Ma comunque arriverebbe sempre secondo. E non si può dire che sia neppure tutta colpa sua perché il sondaggio mostra che Caldoro comunque raccoglierebbe i tre quarti del voto del centrodestra – un po’ meno, i tre quinti, solo contro il candidato dipietrista. E neppure si può dire che in Campania Renzi abbia sfondato perché lo stesso sondaggio ci dice il parere sul Governo è negativo per il 55,9% dei campani. Dunque il peso della bocciatura dovrebbe ricadere non tanto sull’operato, o meglio sul non fatto della giunta Caldoro, quanto proprio sull’insieme delle forze del centrodestra.

Onorevole Di Lello, nel presentare la sua candidatura con il simbolo “Svolta Campania”, ha detto di voler riportare al centro del dibattito politico i temi della sanità, dei trasporti e della lotta alla criminalità organizzata.
Trasporto pubblico, sanità e lavoro sono senza dubbio le priorità. Il tpl è stato devastato da 5 anni di incuria, dabbenaggine e arroganza di una Giunta regionale inadeguata. Nei prossimi cinque anni dovremo potenziare il servizio ferroviario e metropolitano, stanziare 1 miliardo di Fondi Europei per immettere in circolazione almeno 100 nuovi treni. Ogni giorno si muovono 270.000 pendolari costretti a viaggiare in condizioni di sovraffollamento, continui ritardi e disagi. La politica degli annunci la Giunta Caldoro l’ha portata avanti anche nel settore della sanità. Al taglio dei costi e dei posti di lavoro non ha corrisposto un miglioramento del servizio e di tutela dei malati. È necessaria una completa riorganizzazione del settore sanità e delle strutture ospedaliere, intervenendo in maniera strutturale e non emergenziale, così come invece è accaduto sino ad ora. Mai più barelle in corsia.

L’esperienza ha dimostrato come le primarie per la scelta dei candidati non offrano molte garanzie sulla regolarità delle operazioni di voto e quindi sull’attendibilità dei risultati. Le primarie infatti sono sottratte a tutte quelle forme di controllo previste dalla legge per le normali elezioni democratiche. In Liguria, a Roma, a Napoli, sono stati portati a votare immigrati e Rom, con il solito strascico di polemiche e accuse reciproche tra i gruppi che sostengono i vari candidati. Per le prossime primarie campane come pensa che si possano evitare brogli e sospetti?
Io non sono un fautore delle primarie a tutti i costi e non mi convincono primarie dove ciascuno può votare. Detto questo prendo atto che il Pd campano per sei mesi, nonostante il nostro contributo, non è stato capace di fare sintesi su un unico nome. A questo punto è giusto che siano i cittadini a scegliere e nessuno si azzardi, in una manovra di palazzo, a rubare il voto degli elettori.

De Luca, già Sindaco di Salerno, è stato condannato a gennaio per abuso d’ufficio (1 anno di reclusione e 1 anno di interdizione dai pubblici uffici) per una vicenda relativa alla costruzione del termovalorizzatore di Salerno. A causa della “legge Severino” è decaduto anche da Sindaco di Salerno. Ritiene opportuno che la coalizione di centrosinistra punti su De Luca che, in base alle norme vigenti, potrebbe risultare non candidabile?
Alla Camera è stata depositata una pdl che mi vede come primo firmatario per modificare la legge Severino. Non si tratta di fare una legge ad personam, ma di cambiarla in quanto la giudichiamo sbagliata e di dubbia costituzionalità indipendentemente da De Luca, De Magistris o Berlusconi. Ora, però, la legge esiste e non si può fingere che non ci sia. Legittimo sul piano umano da parte di De Luca fare la sua battaglia, ma profondamente sbagliato politicamente proprio perché se dovesse vincere la Regione si ritroverebbe senza presidente per un tempo troppo lungo.

Un altro candidato alle primarie, Gennaro Migliore (già esponente di SEL passato poi nel PD), ha proposto quest’ultimo spostamento a marzo delle primarie inizialmente previste per il 14 dicembre dello scorso anno e poi rimandate al 22 febbraio. De Luca ha parlato di “farsa”, di “circo equestre”, lei che ne dice?
Mi sono espresso in favore dello spostamento delle primarie, ma mi auguro che sia davvero l’ultimo. E’arrivato il momento che l’intera coalizione si preoccupi di informare i cittadini su tempi e modi per votare, sui programmi dei singoli candidati e superi le beghe interne che l’hanno coinvolta sino ad ora.

Pur essendo garantisti non si può negare che De Luca rischia di essere dichiarato non candidabile per questioni giudiziarie. Anche Cozzolino è stato coinvolto in inchieste della magistratura. Nel 2011 addirittura, in occasione delle primarie per il Comune di Napoli (vinte da Cozzolino e poi annullate ndr), la Direzione Distrettuale Antimafia aprì un fascicolo per indagare su possibili brogli ed infiltrazioni camorristiche. Gennaro Migliore è transitato da SEL al PD di Matteo Renzi. Tra strascichi giudiziari e possibili accuse di opportunismo politico, non sarebbe conveniente per il centrosinistra puntare su personalità dal percorso politico meno burrascoso e più coerente?
Si è parlato più volte in questi mesi di trovare un candidato unitario che cancellasse le primarie, ma il Pd non è riuscito nell’impresa. Ora abbiamo 3 candidati del Pd ed il sottoscritto in quota socialista, ciascuno sceso in campo in maniera legittima che correrà per la presidenza della Regione. Le primarie ci saranno il 1 marzo e saranno i cittadini esprimendo il loro voto a decidere chi di questi sarà candidato contro Caldoro. Spetta dunque ai cittadini di tener conto anche di questi elementi nell’espressione del loro voto.

 “Terra dei Fuochi” e interramento dei rifiuti in Campania da parte della criminalità organizzata: quali provvedimenti dovrebbe adottare la Regione, insieme al Governo e alle istituzioni comunitarie, per stroncare definitivamente lo smaltimento illegale, fonte di gravissime malattie, e provvedere alle bonifiche dei territori inquinati?
Per troppi anni la politica ha finto di non vedere, ma anche quando è scoppiato lo scandalo in tutta la sua gravità la Giunta regionale è rimasta a guardare. L’unico intervento è rimasto uno spot televisivo che narra di una realtà che non esiste. La Regione ha due compiti: il primo è di investire fondi europei insieme al ministero per bonifiche, il secondo è la realizzazione di un impianto di smaltimento per i rifiuti speciali, anche per togliere alibi alle piccole e piccolissime imprese che continuano a bruciare illegalmente i propri scarichi industriali.

Lei ha lanciato un appello agli altri candidati alle primarie esortandoli ad evitare pulsioni autolesionistiche che possono soltanto danneggiare la coalizione. Poi ha ricordato come l’avversario comune da battere rimanga l’attuale presidente di centrodestra Stefano Caldoro. Qual è il suo giudizio sull’operato della Giunta Caldoro in questi cinque anni?
La Giunta Caldoro in questi anni ha collezionato una serie di fallimenti. L’incapacità di gestione dei fondi comunitari, il flop di ‘Garanzia Giovani’ dove si erano iscritti ben 45.000 ragazzi e solo 5.000 di questi hanno trovato un lavoro, l’incapacità di alcuni assessori, primo su tutti quello ai trasporti, che ha prodotto come unico risultato disagi per decine di migliaia di cittadini. Ora il presidente uscente ha di fronte a se una campagna elettorale dove dovrà dare conto ai campani dei disastri prodotti in questi anni.

La Campania è una regione ad altissima densità di siti di primaria importanza storica, archeologica e paesaggistica, la cui tutela e valorizzazione rappresenta un volano per le economie locali. Che tipo di nuove politiche Lei suggerisce per la salvaguardia dei beni culturali campani?
Credo sia innegabile che la Campania ha vissuto un momento di eccellenza nella valorizzazione del nostro patrimonio culturale durante gli anni in cui la Regione era governata da Bassolino: possiamo ritornarci tenendo musei sempre aperti, facendo del San Carlo un’eccellenza mondiale e investendo sui teatri quali Mercadante e Trianon. Varando una nuova Artecard con più servizi e rifinanziando i percorsi notturni contro il “mordi e fuggi”. È difficile fare peggio, ma la promessa è fare meglio di quanto è stato fatto. E si può fare.

Pier Paolo Palozzi

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