venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Disastro Ilva. “Ambiente svenduto” e addio risarcimento
Pubblicato il 04-02-2015


Ilva-Dl-diossina-boviniOltre al danno la beffa. Non solo Taranto sconta le conseguenze di un disastro ambientale ma non ci saranno risarcimenti per i cittadini, né tantomeno per i creditori, che protestano da giorni per i mancati pagamenti. Nell’udienza preliminare in corso per il presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva, il gup del tribunale di Taranto, Vilma Gilli, ha accolto le eccezioni sollevate dai legali di Ilva spa, di Riva Fire e di Riva Forni elettrici, escludendo le tre società dalle pretese risarcitorie avanzate dai creditori in qualità di responsabili civili. La motivazione è che l’Ilva è entrata in amministrazione straordinaria e le altre due società non erano parti nell’incidente probatorio svolto a suo tempo, il risultato sarà che non ci saranno risarcimenti.

La città di Taranto si ritrova per l’ennesima volta al centro della cronaca nazionale per via dell’Ilva che ha distrutto l’ambiente e l’economia agricola e zootecnica. La diossina presente nell’aria ha infatti portato a un grado di inquinamento tale da togliere ogni dubbio sulla loro provenienza, ovvero dovuti alla presenza di siti ad alto impatto ambientale come l’Ilva. Oggi a far notizia l’abbattimento dei capi di allevamento dell’azienda zootecnica di Giuseppe Chiarelli, per via dei rilevamenti dell’Usl di Taranto, in zona Orofino a Massafra, storica azienda messa in difficoltà.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale del Pd Michele Mazzarano: “Ad oggi le informazioni diffuse dalle istituzioni scientifiche preposte ad accertare e chiarire le cause dell’inquinamento, risultano essere equivoche o controverse. L’espressione della valutazione scientifica, nella pianificazione dei percorsi di rilevamento e monitoraggio, ha peccato di poca chiarezza e scarsa trasparenza”.

Mazzarano fa riferimento alle dichiarazioni rese, e pertanto verbalizzate, dai rappresentanti di ARPA Puglia nelle audizioni delle congiunte commissioni Sanità e Ambiente della Regione, da lui richieste, che inizialmente identificavano come certa e specifica la fonte inquinante, mentre in un secondo momento, invece, addossavano al generale contesto di inquinamento la causa del bioaccumulo di diossine e PCB nel latte vaccino.

Nell’udienza preliminare di oggi del processo “ambiente svenduto”, è anche slittato l’interrogatorio del direttore generale dell’Arpa (agenzia regionale protezione ambientale della puglia) Giorgio Assennato, imputato di favoreggiamento personale. Intanto le proteste dei creditori continuano, dopo due settimane di manifestazioni oggi la tensione è salita pericolosamente. Questa mattina gli autotrasportatori hanno quasi azzerato gli ingressi nel Siderurgico, dipendenti dell’azienda pretendono il pagamento degli stipendi arretrati, riguardo il periodo precedente all’ingresso dell’azienda in Amministrazione straordinaria e garanzie sul futuro dello stabilimento.

Intanto cresce l’attesa per l’incontro di domani, Renzi ha convocato in mattinata a palazzo Chigi un summit per far partire la nuova società preposta al turnaround di aziende in difficoltà.

L’Ilva resta così una spada di Damocle non solo sulla testa dei tarantini ma anche su quella del Governo e dell’Italia.

Maria Teresa Olivieri

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