giovedì, 18 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Economia, da prestiti
e mutui, segnali di risveglio
Pubblicato il 05-02-2015


Mutui-prestiti-economia-ripresaLe incertezze occupazionali ed economiche continuano a frenare non solo la ripresa dei consumi, ma anche la domanda dei prestiti, dai quali vanno però tenuti separati rigorosamente i mutui che sembrano aver ritrovato una propria freschezza ed ampio seguito. Non si tratta di mere previsioni o attese, ma della valutazione dei dati elaborati dal barometro della Crif (la centrale rischi che permette di tenere il polso della situazione creditizia per la fetta maggioritaria di richieste di finanziamenti in Italia).

Secondo la valutazione dei dati raccolti sulle richieste di mutui e prestiti emergono quindi due comportamenti opposti. Dal lato dei prestiti c’è stato ancora un calo delle richieste (ridottosi rispetto al passato) accompagnato da una riduzione degli importi richiesti (così da contribuire comunque a una nuova decrescita del volume complessivamente erogato).

Invece per i mutui la tendenza si è invertita, con uno scatto che si è innescato nel 2014 e che non sembra ancora aver esaurito la sua corsa. Secondo il barometro Crif, infatti, nel solo mese di dicembre c’è stato un aumento di quasi il 40% delle richieste di mutuo da parte dei privati.

Dato evidente che ha consolidato comunque un risultato che, dopo il primo trimestre sembrava preannunciare l’avvio di un ciclo positivo, toccando finalmente terreno positivo, dopo un lungo periodo di dati costantemente negativi. In particolare, il 2014 ha chiuso in positivo sia rispetto al 2012 (con una salita di oltre 10 punti percentuali) e sia rispetto al 2013 (con un aumento di oltre il 15%).

Anche se parlare di ripresa consolidata è ancora prematuro, soprattutto a causa delle difficoltà legate all’evoluzione della situazione politica ed economica, quindi occupazionale italiane, il dato preannuncia il desiderio di voler guardare oltre alla cortina di fumo della crisi da parte dei clienti, e della volontà di voler ritoccare le strategie eccessivamente rigoriste nelle politiche di concessione del credito, da parte delle stesse banche.

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