domenica, 24 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Elezioni o biglietti della lotteria?
Pubblicato il 11-02-2015


Nel nostro Paese, ogni cinque anni c’è il rinnovo dei Consigli Regionali, mentre ogni anno c’è la Lotteria Italia. Il costo dei consiglieri regionali è superiore al totale dei premi pluriennali della lotteria. Alla vigilia dei due eventi, il comportamento di una parte degli italiani è simile. Alla vigilia della Lotteria, quando vengono messi in vendita i biglietti, inizia la smania, con le consequenziali domande “ Quanti biglietti devo comprare?”- “In quale zona devo acquistarli?”- “Lungo le autostrade o nelle città? Un irpino incarica i suoi amici, residenti in altre Province, di comprare, per suo conto, altri biglietti. Arriva il 6 gennaio, davanti al televisore fino a tardi, aspettando l’estrazione. I biglietti vengono distribuiti tra i componenti del nucleo familiare, per essere tempestivi nel controllo. Non esce nessun numero, sconsolati si guardano in faccia e il più spiritoso dice: – Non abbiamo nemmeno cenato.

Da quando siamo entrati nel semestre pre-elettorale regionale, ho toccato con mano comportamenti analoghi. I soliti noti, si mettono a studiare la legge elettorale, con la quale si voterà nella primavera del 2015, per capire se conviene una candidatura; chi può essere candidato a Governatore; quale schieramento ha più possibilità di uscire vincitore; dove c’è più spazio; in quale futura lista l’unità marginale conta di più; chi ha più bisogno di voti; chi è disposto a pagare di più; chi può dare di più (il titolo della canzone fu rubato alla politica).

Incontro un mio conoscente, che si mette ad indagare per sapere come la penso e come sono orientato. Alla fine, capisco che non sta dove stava in occasione delle elezioni amministrative del 2013. Stava valutando se era utile rafforzare il rapporto con il Sindaco di Napoli. Pochi giorni or sono, ho saputo che è tornato al PD. Un altro mio conoscente, appena si incominciò a parlare del Sindaco di Salerno, come candidato a Governatore della Campania, diventò suo sostenitore e procacciatore di consensi. Il giorno, in cui mi incontrò e mi chiese la disponibilità, gli feci notare che, secondo me, conoscendo i suoi trascorsi politici, portava sfiga e, per colpa sua, De Luca non sarebbe stato scelto dal PD. Le ultime notizie, sembrano confermare la mia “profezia”. Il mio amico è andato in crisi. A pochi mesi dalla competizione elettorale, si dovrebbero già conoscere i candidati e le liste di appartenenza. Nella prima Repubblica era cosi al 90%.

Invece, alcune formazioni politiche stanno valutando con chi stare. Incontro elettori agitati, che vorrebbero sapere già le formazioni per valutare scientificamente, ricorrendo anche ad esperti di algoritmi, la posizione più utilitaristica. Alcuni stanno coinvolgendo anche amici di altre Province, al fine di aumentare la propria quotazione. Nessuno ricorda che nel 2010, molti avevano fatto gli stessi calcoli, ma dopo le elezioni, amaramente dovettero commentare: – Passato ‘o Santo, passata ‘a processione, nun simm’ cchiù compare.

Nelle democrazie più evolute, i cittadini, candidati e non, parlano di ciò che è opportuno fare, nell’interesse della comunità. In Italia, quelli che aspirano ad essere eletti, fanno un corso per predicatori. Hanno capito che è più importante essere bravi comunicatori, che conoscitori dei problemi da risolvere.

Luigi Mainolfi

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