martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Grecia. Nessuno “sconto” da parte europea
Pubblicato il 10-02-2015


Tsipras-debito-UE-MerkelNulla di scontato, la partita di Atene è ancora aperta e al centro delle trattative, questa volta Tsipras punta a giocare puntando sulla “Teoria del pazzo”, intimorendo l’avversario, ma dall’altra parte c’è un’Europa sempre meno disposta a concedere sconti.

Il pugno di ferro è contro una Germania intenzionata a non cedere di un solo passo, la linea di Berlino continua a dettare legge, nell’incontro del 5 febbraio con il greco Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha precisato: “Non si può semplicemente dire: ‘Non ci atteniamo alle condizioni sottoscritte, ma abbiamo bisogno di soldi’. Le condizioni accordate alla Grecia nel programma di aiuti sono state oltre ogni misura generose. Cosa direbbero gli altri Paesi sottoposti a vincoli molto più stringenti?”, il giorno seguente, il 6 febbraio, anche la possibilità di un prestito-ponte è stata esclusa da Jeroen Dijsselbloem, capo dell’Eurogruppo.

Il rischio è quello di aprire porte a richieste analoghe ai paesi Piggs che ancora scontano il “rigore” imposto da Bruxelles.

La questione del debito greco è di estrema importanza tanto che, non solo sta pericolosamente influenzando di nuovo l’andamento delle borse, ma anche il vertice del G20 si occuperà di tendere una mano a Tsipras, sempre più intenzionato a mantenere le sue promesse elettorali. Il Governo greco ha infatti annunciato che non proseguirà l’attuazione degli impegni che i suoi predecessori avevano preso con la Troika formata dalla Banca centrale europea, Fondo monetario internazionale e dalla Commissione Ue. Invece il G20 sembra intenzionato proprio per una soluzione ponte per dare tempo ad Atene ma che dovrà passare al vaglio dell’Eurogruppo, al vertice che riunirà i ministri in Turchia, mentre dalla sponda atlantica, arrivano inviti al dialogo da parte del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, perché “l’Europa e il Fmi possano lavorare insieme col nuovo governo greco per trovare il modo grazie al quale la Grecia possa tornare a una crescita sostenibile nell’Eurozona”.

La partita è sempre aperta, ma entrambi, Ue e Atene sanno di non poter alazare troppo il tiro perché la barca è la stessa e se Atene affonda trascina con sè non solo i Paesi dell’Ue che ancora annaspano sotto la crisi, ma anche gli altri e la stessa Germania potrebbe subire un “contagio”.

A margine del vertice, il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurrìa, ha escluso la possibilità di un “Grexit”, mentre Varoufakis oggi ha promesso che Atene attuerà il 70% delle riforme chieste e definisce un “dovere” per tutti trovare l’intesa.

Non esiste un Piano B, a meno che non di non finire in iperinflazione o del tutto isolata (o peggio aggrappata a una Russia in crisi) anche se stamane il ministro della Difesa greco Panos Kammenos ha detto che se Atene non dovesse trovare un nuovo accordo sul debito con la zona euro può sempre guardare altrove per ricevere aiuto.

Liberato Ricciardi

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