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Opinioni e commenti
 

IL BRACCIO DI FERRO
Pubblicato il 05-02-2015


Grecia-Troika-UE

Il braccio di ferro tra Atene e la troika continua e promette colpi di scena prima di risolversi in quello che appare alla maggioranza degli osservatori, come un inevitabile compromesso per avere un alleggerimento della posizione debitoria greca senza creare un precedente pericoloso per la tenuta finanziaria dell’area dell’euro.

“La Grecia non fa ricatti e non li accetta” ha detto alla Tv privata Mega, il portavoce del governo di Atene, Gabriel Sakellaridis, ma mentre commentava così l’ultimatum di mercoledì sera della BCE – ‘senza accordo, tra una settimana si chiude il rubinetto dei prestiti’ – il neo premier Alexis tsipras, parlava al suo gruppo parlamentare  nella capitale e spiegava senza mezzi termini che non aveva nessuna intenzione di rompere né con l’Europa né tanto meno con l’euro, ma aggiungeva anche un richiamo al buon senso rivolto a Bruxelles. “Abbiamo un impegno con le regole dell’Unione europea – ha detto – anche se non siamo d’accordo con esse. Ma le rispettiamo e rispetteremo la regola che riguarda i bilanci senza deficit. Ma l’austerità e gli irraggiungibili avanzi primari non costituiscono le regole istitutive dell’Ue”. Insomma, Tsipras continua a ripetere che la Grecia vuole essere messa in condizione di ripagare i suoi debiti, ma che i patti in essere fino a oggi hanno solo aumentato l’indebitamento e fatto peggiorare i conti. Come dire: chi ha interesse a strozzare il creditore?

A un paio di migliaia di chilometri di distanza, il potente ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble in una conferenza stampa al termine dell’incontro con il suo omologo greco Yanis Varoufakis, spiegava che la “Germania rispetta l’esito delle ultime votazioni in Grecia”, che è necessario trovare un accordo con la Grecia “per tutta l’Europa”, per dare a Atene “più tempo”, ma anche che “le cause del problema devono essere rimosse”. Insomma che la Grecia deve affrontare i problemi “con le tre istituzioni con cui ha affrontato il programma: la Bce, la Commissione Ue e il Fmi”, aggiungendo che alcune misure annunciate dal nuovo governo ellenico “non vanno nella direzione giusta”.

Alle parole del ministro tedesco, Varoufakis ha replicato confermando che “la Grecia resta un Paese dell’area euro”, e che “ha bisogno del supporto politico, tecnico e morale dei suoi partner europei”.

Ma per comprendere che la posta in gioco non riguarda solo il futuro della Grecia, finanziario, economico e politico, ma quello di tutta l’aera dell’euro, bisogna tornare alle parole pronunciate da Tsipras davanti ai suoi parlamentari. Il leader di Syriza dopo aver ribadito che “la troika è completamente finita” e rivendicato il successo elettorale, “in appena una settimana di governo abbiamo dato speranza al popolo greco che ha sofferto molto e identità alla patria, che oggi viene riconosciuta da tutto il mondo” ha aggiunto anche un messaggio destinato a varcare i confini della Grecia e a risuonare forte in tutte le Cancellerie dell’Unione. “Il nostro Paese – ha scandito – è diventato il punto di riferimento positivo in Europa. Il nostro governo rappresenta i valori che sono diventati materia prima. Rappresenta un’Europa dei popoli e della solidarietà”. “La Grecia ha bisogno della Germania, che si è trovata nel passato nella sua stessa situazione, cioè umiliata dagli altri Paesi e in una pesante depressione, quella che il secolo scorso ha portato all’ascesa del nazismo. Il terzo partito del Parlamento greco – ha aggiunto per sottolineare i rischi che si corrono a strangolare economicamente un intero popolo – è il partito nazista (Alba Dorata, ndr)”.

E con parole diverse, gli stessi concetti venivano ripetuti da Varoufakis: “Noi siamo disposti a trattare. Siamo una chance per l’Europa. Noi abbiamo grande sostegno nel popolo greco, usateci per iniziare un nuovo capitolo della storia dell’UE”.
Intanto la mossa della BCE, viene minimizzata ad Atene, dove comunque ha avuto forti ripercussioni sui titoli di Borsa, lo spread e il corso degli interessi sui titoli di Stato, è stata giustificata dal presidente francese Hollande dopo l’incontro avuto con Tsipras: la mossa di Eurotower “è legittima” e mira a indurre “greci ed europei a mettersi intorno a un tavolo”. Anche dall’Italia il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha commentato con parole pressoché identiche: “La decisione della Bce sulla Grecia è legittima e opportuna dal momento che mette tutti i soggetti in campo attorno ad un tavolo”.
Per ora comunque la situazione appare appesa a un filo, neppure molto robusto. Un peggioramento anche solo psicologico delle attese, potrebbe far scattare la molla del panico e il caos nei mercati rendendo di colpo molto difficile trovare una mediazione percorribile e la stessa incertezza politica finisce per rallentare la ripresa, che pure c’è. Le previsioni economiche d’inverno della Commissione Ue, danno infatti il Pil della Grecia in crescita al 2,5% per il 2015 dopo l’1% del 2014. Molto meglio di quelle dell’Italia.

Alvaro Steamer

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Commenti all'articolo
  1. Se Tsipras e la Grecia, insistono che la troica – della CE -apra i cordoni della borsa e costringa l Germania a chiudere con la famigerata storia del rigore, ha sicuramente ragione. Se la Grecia intendesse , con ciò, avere un pretesto per non restituire restituire (sia pure i tempi compatibili) il debito, in questo caso si metterebbe dalla parte del torto. Su queste due opzioni mi sembra che non ci sia molta chiarezza. Però, a parer mio la stampa e le TV dovrebbero chiarire ( in modo più elementare) agli elettori Italianio i veri termini del contenfdere.

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