venerdì, 17 novembre 2017
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il ‘negazionismo’ entra nel codice penale
Pubblicato il 11-02-2015


negazionismoL’Aula del Senato ha approvato, oggi, il disegno di legge sul reato di negazionismo (con 254 voti favorevoli, 8 contrari e 8 astenuti), dopo la complessa trattazione che ha visto il passaggio dalla sede deliberante a quella referente e successivamente il rinvio in commissione giustizia convenuto all’unanimità dalla Conferenza dei Capigruppo nell’autunno 2013.

Nel testo approvato, il negazionismo è un’aggravante dell’istigazione alla violenza o alla discriminazione razziale, per cui commette reato di negazionismo – punibile con il carcere fino a tre anni – chi, davanti a una folla, nega l’Olocausto e invita a colpire gli ebrei, mentre, se un professore insegna ai suoi alunni che il campo di sterminio di Auschwitz è pura invenzione, può essere censurato moralmente e considerato anche spregevole, ma non è perseguibile penalmente.

Durante il secondo esame da parte della commissione, il testo è stato radicalmente cambiato con l’obiettivo, da un lato, di ovviare alle criticità e perplessità emerse nel dibattito in merito al rischio di introdurre un mero reato di opinione, dall’altro, di elaborare una norma in grado di accogliere le direttive delle fonti internazionali (in particolare la norma quadro dell’UE del 2008), seppur nel rispetto e nella tutela della libertà di espressione.

Il testo originario sul negazionismo rischiava di introdurre un reato di opinione in contrasto con l’articolo 21 della Costituzione che sancisce la libertà di stampa, pretendendo di stabilire per legge una valutazione storiografica, come fosse una “verità di Stato”, che di fatto delegittima la verità storica, che è sempre prodotto di un dibattito critico.

Il fatto che il ddl sia tornato in aula, dopo 14 mesi, dimostra quanto il dibattito sul negazionismo, corrente storica che va al di là del revisionismo, spingendosi a negare la realtà di vicende storiograficamente documentate – in primis la Shoah – sia stato scivoloso, proprio perché, con la prima versione del ddl, si rischiava di introdurre un illecito penale al limite del reato d’opinione. Ma non solo questo perché Carlo Ginzburg, storico di fama internazionale, seppur considerando i negazionisti ignobili da un punto di vista morale e politico e, al contempo, totalmente non ‘provocatori’ sul piano intellettuale, sottolineava l’inammissibilità di una legge che avrebbe imposto un limite alla ricerca scientifica.

Il senatore socialista, Enrico Buemi, Capogruppo Psi in commissione giustizia – intervenendo in discussione generale in aula – ha esplicitato tutti i dubbi che hanno interessato il dibattito sull’approvazione del negazionismo, dichiarando quanto sia doveroso avere “pur nella convinzione assoluta che le vicende di cui stiamo parlando sono accadute nei termini in cui ne è stato scritto, il coraggio di accettare il confronto con altri che facendo una strumentalizzazione per finalità diverse, ne negano l’esistenza storica”. Buemi si è chiesto “se per un’azione di negazione di fatti così evidenti, così gravi, così tragici, a tal punto ammessi ed accettati dalla comunità internazionale, si possa utilizzare uno strumento giudiziario per contrastare attività di modifica culturale, prima che fattuale, di vicende che hanno quella dimensione. Con l’approvazione di un provvedimento e con il richiamo di provvedimenti di carattere giudiziario, non facciamo che un buco nell’acqua, anzi mettiamo su un piedistallo coloro che vogliono strumentalizzare in maniera a loro favorevole queste vicende inconfutabili”.

Il senatore Buemi, che avrebbe preferito sanzioni amministrative e non penali per i colpevoli di negazionismo, ha concluso il suo intervento sostenendo che “non si tratta di essere a favore o contro un provvedimento semplicemente perché si vuole attenuare un’azione di contrasto. La si vuole rafforzare, invece, ma dal punto di vista della sua concretezza quotidiana e non inserendola all’interno di una pagina del codice penale, che prevede già la norma che sanziona l’istigazione all’odio razziale, introducendo un’aggravante specifica che, francamente, io trovo già nel codice penale”. I senatori socialisti, Enrico Buemi e Fausto Guilherme Longo, insieme alla collega del gruppo Per le Autonomie – PSI – MAIE Elena Cattaneo si sono astenuti, mentre il gruppo degli ex-grillini non ha partecipato al voto.

Silvia Anela 

Angela Merkel bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia italicum lavoro Lega legge elettorale M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato Silvio Berlusconi Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento