domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

Il Pd ora pensa a come allargare la maggioranza
Pubblicato il 05-02-2015


Pd-maggioranza-pattoSarà un caso, ma il giorno dopo la rottura del patto del Nazareno è arrivata la prima brutta sorpresa per l’ex Cavaliere. Infatti nel mille proroghe il governo ha riformulato un emendamento sulle frequenze tv in digitale. L’effetto è di quelli pesanti e di fatto con la nuova versione si chiedono 50 milioni a Rai e Mediaset da redistribuire ad altri operatori.

E c’è già chi dentro Forza Italia parla di vendetta. Un partito già sotto pressione per le tensioni interne questa volta si ritrova unito contro l’emendamento capestro. “È la conseguenza della rottura del Patto del Nazareno”, dicono. L’emendamento all’articolo 3 del decreto legge Milleproroghe, dopo una mattinata di discussione nelle commissioni congiunte Bilancio e Affari Costituzionali della Camera, è stato alla fine accantonato e rinviato alla prossima settimana. La riformulazione del governo, che prima era contrario, è arrivata ieri sera e riscrive diversi emendamenti parlamentari e rimanda ad un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico per la redistribuzione dei fondi.

La maggioranza oggi ha raggiunto anche un accordo sul testo contenente le norme di contrasto alla corruzione all’esame del Senato. Lo hanno annunciato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando e il viceministro Enrico Costa al termine di un vertice tenutosi al ministero, al quale hanno partecipato anche i rappresentanti di Ncd e Scelta Civica. Tra i punti dell’intesa, l’estensione dell’area di punibilità del falso in bilancio. Nell’incontro si è deciso di “contenere l’area di non punibilità, mantenendo il principio di tener conto della dimensione delle imprese e della rilevanza del fatto. Inoltre – ha continuato Orlando – il reato sarà sempre perseguibile d’ufficio”, mentre in una prima impostazione del testo si prevedeva la sola procedibilità a querela per le società non quotate.

I punti dell’intesa sulle misure anticorruzione all’esame del Senato aggiunti nella maggioranza prevedono innanzitutto un’estensione del regime delle sanzioni penali previsti per il pubblico ufficiale all’incaricato di pubblico servizio.

Ci sarà poi un’armonizzazione delle sanzioni per i casi di corruzione propria, induzione e messa a libro paga, “quindi con riflessi anche sulle pene accessorie”, ha detto Orlando. Previsto poi uno sconto di pena per chi collabora. Viene estesa l’area di punibilità per il falso in bilancio, fermo restando il principio che tiene conto della dimensione dell’impresa e della rilevanza del fatto; e il falso in bilancio sarà sempre perseguibile d’ufficio, mentre in una prima impostazione del testo si prevedeva la sola procedibilità a querela per le società non quotate.

Ma il Pd deve anche assicurarsi il cammino delle riforme che dopo la rottura del patto rischia qualche ostacolo lungo il cammino. Il lavoro di Renzi va nella direzione di costruirsi l’appoggio parlamentare necessario.

Debora Serracchiani afferma che “la consapevolezza che tanti parlamentari hanno acquisito il giorno dell’elezione del Capo dello Stato li renda consapevoli della responsabilità che hanno da qui a 2018”. Serracchiani mostra sicurezza sul percorso delle riforme: “I numeri di Forza Italia non sono stati necessari in passato? Sì, ma non credo lo saranno più. Alla Camera il testo dell’Italicum passerà così come è uscito dal Senato e anche per quanto riguarda la riforma del Senato e del titolo V noi riteniamo di avere i numeri sufficienti”.

In questa ottica sta portando avanti un lavoro diplomatico. Oggi ha incontrato il leader Ncd Alfano. Fabrizio Cicchitto (Ncd) definisce “positivo” l’incontro. “Adesso ci aspettiamo la definizione di impegni politico-programmatici precisi”, sottolinea. “La partita, infatti, si gioca sul terreno di contenuti capaci di essere innovativi – spiega – e di soddisfare le esigenze di piccole imprese, artigiani, commercianti, professionisti e giovani”.

Raffale Fitto torna invece a rimarcare quanto già affermato in questi giorni. “Abbiamo – afferma – uno spazio enorme tra Salvini e Renzi, dobbiamo interrogarci su come rappresentarlo e poi costruire con Salvini e la Lega un’alternativa al governo discutendo nel merito delle questioni. Non dobbiamo parlare di come andare dietro a Renzi, ma di come fare opposizione in modo serio e credibile – ha aggiunto Fitto -. Dobbiamo farlo aprendo un confronto netto e chiaro che porti all’azzeramento degli organismi del nostro partito. Da questa questione non arretro, e su questo c’è un confronto aperto anche e soprattutto con il presidente Berlusconi”.

La domanda è se la rottura del Patto del Nazareno possa e in quale misura avere ripercussioni sulle riforme. Per il senatore della minoranza Pd Vannino Chiti “con o senza Forza Italia le riforme Costituzionali e l’Italicum vanno corrette”. “Le posizioni di Forza Italia – afferma – non mi hanno mai condizionato. Ho ritenuto e ritengo giusto coinvolgere nelle riforme costituzionali e nelle leggi elettorali non soltanto la maggioranza di governo ma tutte le forze politiche disponibili: non ho mai condiviso il regalo a Forza Italia di una esclusività di rapporti e di una sorta di diritto di veto”.

“Per me oggi come ieri – aggiunge Chiti – le riforme restano indispensabili, ma si può e si deve farle bene: resto convinto che sia contraddittoria e non efficace la strada scelta per superare il bicameralismo paritario; sono persuaso che non si possa lasciare ai cittadini italiani la possibilità di scegliere solo una minoranza di deputati. Correggere queste impostazioni – ribadisce Chiti – si può e a mio avviso si dovrebbe, con o senza Forza Italia. Il tempo da qui al luglio 2016 – quando entrerà in vigore la nuova legge elettorale – certo non manca”.

Redazione Avanti!

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