domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

“Braccialetti Rossi 2”,
Una volta riuniti nessuno
potrà più separarli
Pubblicato il 17-02-2015


braccialetti_rossi_2Finalmente è avvenuto il tanto auspicato ritorno di “Braccialetti Rossi”. E l’attesa lunga ed agognata non è stata delusa, ma anzi premiata. La conferma non è mancata da parte della fiction che vede protagonisti i sei ragazzi attori della prima serie, più altri nuovi “arrivati”. In primis sorprende Denise Tantucci, strabiliante nel ruolo di Nina: bella, esuberante, audace e intelligente, risulta molto insidiosa per Cris nella sua love story con Leo. Questo ipotetico triangolo che potrebbe instaurarsi aggiunge più romanticismo e un tono un po’ più “piccante”, per così dire, alla seconda stagione. Se il successo di ascolti (6.683.000 ascoltatori e il 24.34% di share) non colpisce poi molto e non è una grossa novità né una sorpresa, dato il forte riscontro già avuto in passato, sicuramente quello che risalta è il cambiamento dei sei veterani. Sono davvero molto cresciuti, non solo artisticamente, ma anche dal punto di vista personale.

Sono maturati umanamente parlando, sono più consapevoli di chi sono e di quello che vogliono: Leo nell’ospedale si comporta da vero leader, meno ribelle, portando sostegno a chiunque ne abbia bisogno; ma anche Davide e Tony si dimostrano più responsabili; il primo, voce narrante, riesce a parlare al secondo, esortandolo ad organizzare una festa per il suo compleanno che ricongiunga gli amici; l’altro entra in ospedale come infermiere per stare vicino al nonno, ricoverato. Questi ultimi sono quelli che, sul serio, sono realmente cambiati: hanno modificato la loro voce, Pio si è alzato in maniera spaventosa e nella fiction sono quelli che cercano maggiormente di rimettere in piedi il gruppo. Viceversa quello più distante da loro è Vale, ma anche quello è un suo modo per estraniare la sua insofferenza, una moto di ribellione per dimostrare che vuole essere considerato in maniera più seria. In ospedale la dottoressa Lisandri è più dolce, materna, protettiva e sensibile. Nicola stesso è sempre più una colonna portante, un punto di riferimento solido, una figura paterna fondamentale per Leo: dispensa consigli preziosi, supportando fortemente il leader.

“Nulla è impossibile se c’è la volontà”, gli dice, aggiungendo: “quando, di fronte alle sofferenze, chiudiamo il nostro cuore, facciamo solo più male a noi stessi”. E, oltre a queste certezze della fiction, un importante elemento di innovazione, che ci fa piacere evidenziare, è l’amicizia tra Leo e Ruggero (Moisè Curia). Certo per i sei ragazzi non è facile tornare ai vecchi tempi, né tanto meno alla loro vita: Rocco deve lavorare molto per esercitare la sua capacità di memoria e Vale e Leo devono faticare tanto per imparare a camminare agevolmente sulla protesi alla gamba nuova che hanno. Cris, invece, sembra più forte e sicura di sé: questo riteniamo sia la parte di sé che l’attrice ha messo nel suo personaggio più che l’inverso. La Ruffino ha raggiunto una solidità artistica evidente.

La fiction sicuramente ha cercato un’aura di cambiamento, che si coglie dal fatto che si punta meno sulla chat su Twitter, quanto più su Facebook e su un’anteprima insolita col collegamento diretto dei sei ragazzi (anche loro pronti a mettersi davanti allo schermo per vedersi in tv ed essere tutti insieme a godersi la puntata). Vedremo se ciò sarà replicato anche nelle prossime puntate, come fatto da molte fiction (pensiamo ad esempio agli stessi “Cesaroni” su Canale Cinque, inframezzati da interruzioni del genere), che affianca la decisione di presentarla in anteprima a Sanremo. Sul palco dell’Ariston avevano visto i giovani attori introdurla con ognuno un contributo. “La fiction ha avuto successo perché c’erano molte domande che gli spettatori si ponevano: Rocco si sveglierà? Davide ce la farà?”, aveva detto Lorenzo Guidi (che si conferma un tipetto molto sveglio).

Il cast della seconda serie di "Braccialetti Rossi"

Il cast della seconda serie di “Braccialetti Rossi”

“Abbiamo capito il successo che aveva avuto la fiction appena finita di girarla, quando siamo stati inondati da messaggi che ci inviano i fan”, ha aggiunto Mirko Trovato (sempre molto sorridente). “L’unione fa la forza”, poi, ha proseguito Pio Luigi Piscicelli (con la sua ironia). “La nuova serie sarà piena di colpi di scena”, aveva anticipato Carmine Buschini (con una leggera sfumatura maliziosa che lo contraddistingue). “È stato molto importante l’incontro con Albert Espinosa che parla degli anni vissuti in ospedale come dei migliori della sua vita. Sono stati un periodo ricco di esperienze, che ha donato generosamente a tutti noi”, ha concluso Aurora Ruffino (sempre responsabile più di tutti). Si può comunque seguirli sul sito.

Appena andata in onda, la prima puntata stenta a decollare, si avverte forte lo scollamento derivato dalla lontananza tra i sei Braccialetti. Poi, non appena c’è il loro ricongiungimento, ecco tornare profondi l’umanità e il legame autentico che li lega; e il ritmo e l’incisività della fiction aumentano con essi. Anche le musiche si fanno più interessanti nella parte finale della puntata, dal momento in cui tutti cantano per Davide davanti a un falò “Ogni volta” di Vasco Rossi, brano amato dal loro amico. Con Carmine che suona alla chitarra, una sua passione reale. Ha iniziato a suonarla in prima media e, da allora, non l’ha più lasciata, ma continua a coltivare questo hobby da autodidatta. Questa è una delle scene più belle, anche se la migliore, quella che ha commosso ed emozionato più di tutte è quella in cui Leo viene “convocato” dalla Lisandri (Carlotta Natoli), che deve annunciargli l’aggravarsi nuovamente delle sue condizioni di salute. Carmine Buschini in questa scena si è davvero superato nell’interpretazione, impossibile non piangere e difficilissimo trattenere le lacrime. Finora quello che convince meno, ma occorrerà del tempo per verificare se veramente è meno valida, è la sigla. Sembra decisamente meno forte ed incisiva di “Conta”, ma potrebbe non essere così a giudicare dal successo che sta avendo il CD.

Barbara Conti 

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