lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Ilva sul filo del rasoio,
salvarla per salvare il lavoro
Pubblicato il 02-02-2015


Ilva-TarantoLa situazione all’Ilva è drammatica, tra i veleni che hanno distrutto lentamente una città e la prospettiva di mettere per strada centinaia di famiglie, a queste si aggiunge il problema di rimettere in sesto un’industria che appare sempre più un carrozzone statale.

Oggi si è discusso ancora di Ilva. Le commissioni Industria e Ambiente al Senato sul dl Ilva hanno presentato alcuni emendamenti per salvaguardare gli “attuali livelli occupazionali” dell’Industria Ionica.
Le proposte di modifica puntano a cambiare il testo che al momento stabilisce che il commissario straordinario dell’industria tarantina deve individuare il futuro affittuario o acquirente tra i soggetti che garantiscono, a seconda dei casi, la continuità nel medio periodo del relativo servizio pubblico essenziale, la continuità produttiva dello stabilimento anche in riferimento “alla garanzia di adeguati livelli occupazionali”.

Ma secondo Sna Casartigiani, gli emendamenti presentati al decreto per Taranto, “rimangono iniqui e non danno alle imprese certezza dei propri crediti”.
Oggi infatti un centinaio di Tir hanno bloccato gli ingressi dello stabilimento Ilva di Taranto e le principali vie d’accesso alla stessa città pugliese protestando per i ritardi nei pagamenti. Le imprese dell’autotrasporto hanno chiesto pagamenti immediati affermando di essere in mancanza di liquidità da mesi e di non poter garantire neanche l’acquisto del carburante, inoltre le aziende lamentano anche che i propri mezzi di trasporto utilizzati sono stati già pignorati.

I rappresentanti della categoria chiedono “che le imprese di autotrasporto vengano classificate ‘creditori strategici’, che si facciano atti volti a garantire il recupero dell’Iva anticipata allo Stato per fatture non ancora riscosse” e sollecitano “l’immissione di pagamenti di acconti per l’eventuale nuove attività in 30 giorni”. Per questo è stato chiesto dalle sigle di Autotrasporto un incontro al ministro dello Sviluppo economico e al presidente del consiglio. Non si trova una soluzione per l’ammontare da pagare, visto che i fondi sequestrati alla famiglia Riva, pari a 1,2 miliardi, sono per la maggior parte bloccati in Svizzera e la loro effettiva disponibilità dipende dall’esito del procedimento penale, ancora in corso.

Ma l’azienda è stata già dichiarata insolvente dal Tribunale Fallimentare di Milano, per i giudici, l’Ilva non ha “né mezzi propri né affidamenti da parte di terzi che consentano di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni e di far fronte, contestualmente, all’attuazione degli interventi previsti dal Piano Ambientale”.

Oggi è stato nominato anche il nuovo direttore generale dell’Ilva di Taranto, Massimo Rosini, che prende al posto di Roberto Renon, dai commissari straordinari Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.

Liberato Ricciardi

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