mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Inps, collaboratrici familiari: i contributi 2015
Pubblicato il 19-02-2015


In vista della prossima scadenza del dieci aprile 2015 del versamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico per il primo trimestre solare di quest’anno, l’Inps, con un’apposita circolare interna, (la n. 23 del 10/02/2014) ha fornito gli importi da corrispondere e una serie di chiarimenti. Va subito precisato intanto che le nuove fasce di retribuzioni sono lievitate dello 0.2 per cento. L’incremento per il 2015 sarà pertanto abbastanza contenuto, discostandosi significativamente poco rispetto al 2014. Oltre all’aumento dei minimi salariali conseguenti al rinnovo del contratto (che interessa però più che altro il personale convivente) vi è da registrare il consueto rincaro dei contributi da pagare all’Ente assicuratore. L’innalzamento – si sottolinea – è direttamente collegato sia alla crescita delle retribuzioni convenzionali (variazione dell’indice del costo della vita: più 0,2 per cento) su cui viene calcolata la contribuzione, sia alla recente revisione dell’aliquota del fondo pensioni (più 0,30%) a carico dei dipendenti, voluta espressamente dalla Finanziaria 2008. Inoltre, sulla contribuzione dovuta per i rapporti di lavoro domestico, a partire dal 1° gennaio 2013, hanno effetto alcune novità introdotte dalla legge 28 giugno 2012, n. 92, in particolare l’art. 2 del citato provvedimento ha previsto che l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (Ds) è sostituita dall’Assicurazione sociale per l’Impiego (Aspi). Pertanto il finanziamento dell’indennità di disoccupazione involontaria già presente nella contribuzione per attività di collaborazioni familiari, è sostituito dal finanziamento all’Aspi, ai sensi del comma 1 del predetto articolo 2, a cui concorrono gli oneri previdenziali di cui agli artt. 12, sesto comma (1,30%), e 28, primo comma (0,01%), della legge 3 giugno 1975, n. 160. La misura del contributo da corrispondere (con inclusa l’aggiunta numeraria dello 0,50 per cento per le lavoratrici non soggette alla tutela Cuaf) cambia naturalmente in base all’orario osservato dalla colf.: se inferiore alle ventiquattro ore settimanali, l’onere assicurativo è commisurato a tre diverse fasce di retribuzioni; se invece è superiore la quota numeraria dovuta, per tutta la durata del servizio remunerato, è fissa. Il pagamento dell’obbligazione previdenziale – si ricorda – va effettuato con cadenza trimestrale, in particolare: dal primo aprile al dieci aprile, si versano gli oneri contributivi corrispondenti al primo trimestre dell’anno; dal primo al dieci luglio quelli riferiti al secondo trimestre; dal primo al dieci ottobre, quelli relativi al terzo trimestre; dal primo al dieci gennaio dell’anno successivo, i contributi del quarto ed ultimo trimestre dell’anno. Se però il rapporto di lavoro cessa prima del termine di versamento stabilito, l’obbligo assicurativo prescritto deve essere tassativamente assolto entro dieci giorni dalla data della sua risoluzione. Per quanto attiene l’Inail, poi, l’assunzione di una collaboratrice domestica, va di norma comunicata allo stesso Ente antinfortunistico entro le ventiquattro ore successive all’avvenuto impiego.

                                     I CONTRIBUTI 2015

Retrib.oraria                Contrib.orario con Cuaf              senza Cuaf*

fino a 7,88 euro                            1,49 (0,35)                     1,50 (0,35)

da 7,88  fino a 9,59 euro               1,68 (0,39)                    1,69 (0,39)

oltre 9,59 euro                               2,05 (0,48)                     2,06 (0,48)

più di 24 ore settimanali               1,08 (0,25)                    1,09 (0,25)

N.B. Le cifre in parentesi costituiscono la quota a carico della lavoratrice. * Mentre l’esclusione dal versamento del contributo Cuaf (Cassa Unica Assegni familiari) è prevista soltanto nel caso di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini non oltre il terzo grado che siano conviventi (pareti: figli, fratelli o sorelle e nipoti; affini: genero, nuora e cognati).

Lavoro, online “diamociunamano”, lavoro per chi è in Cig 

E’ on line dal 2 febbraio scorso, sul sito web del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali #diamociunamano, sezione dedicata al programma sperimentale che punta a coinvolgere le persone che beneficiano di strumenti di sostegno al reddito in attività di volontariato a fini di utilità sociale, nell’ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni del terzo settore e da comuni o enti locali. E’ quanto rende noto un comunicato del ministero del Lavoro. La sezione, cui si può accedere dal link ospitato sulla home page del sito o direttamente all’indirizzo www.lavoro.gov.it/diamociunamano , illustra le modalità di funzionamento dell’iniziativa e indica i requisiti necessari per accedervi. Sono inoltre presenti due aree specifiche.

La prima consente ai comuni, agli enti locali ed alle associazioni del terzo settore di registrarsi e di inserire i progetti di volontariato di utilità sociale; la seconda consente a tutti gli utenti di consultare i progetti attivati. E’ stato infine predisposto uno specifico indirizzo mail,  cui si potrà scrivere per richiedere ulteriori informazioni. La copertura assicurativa Inail per chi svolgerà attività volontaria nei progetti sarà a carico di un Fondo istituito presso il Ministero del lavoro che avrà durata biennale dell’importo di 4,9 mln di euro sia per il 2015 che per il 2016 con cui assicurare annualmente circa 4.900.000 giornate, equivalenti a circa 19.000 soggetti per un intero anno. Come funziona: il decreto prevede che i soggetti beneficiari di misure di sostegno al reddito possano essere invitati a rendersi disponibili, in forma volontaria, per essere coinvolti in attività di volontariato a fini di utilità sociale in favore della propria comunità, nell’ambito di progetti realizzati congiuntamente da organizzazioni di terzo settore e da comuni o enti locali. Per avviare concretamente questa iniziativa ed assicurare la verifica dei risultati, è importante che i comuni e le organizzazioni forniscano ai cittadini ogni utile informazione sulle finalità e sulle caratteristiche di questa nuova misura.

A chi è rivolto: può accedere alla misura sperimentale chi beneficia di cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, anche in deroga alla vigente normativa; integrazione salariale e contributo a seguito di stipula di contratti di solidarietà; indennità di mobilità, anche in deroga alla vigente normativa, Aspi e mini-Aspi; prestazioni, legate alla cessazione del rapporto di lavoro o alla sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, anche a carico dei Fondi di solidarietà; altre prestazioni di natura assistenziale finalizzate a rimuovere e superare condizioni di bisogno e di difficoltà della persona, erogate a livello nazionale e locale.

Riforma pensioni, prende quota l’ipotesi 100

Ricalcolo contributivo per tutti, revisione di baby pensioni, pensioni integrative, di invalidità e di reversibilità e revisione della governance dell’Inps per ricavare risorse che servirebbero ad attuare modifiche alla riforma pensioni Fornero. Sono piuttosto contrastanti le novità e ultime notizie sugli interveti alla riforma previdenziale, tra chi vuole l’attuazione di meccanismi di uscita anticipata come quota 100, sistema contributivo per tutti, e non solo per le donne per cui si attende invece a breve una conferma di proroga al 31 dicembre 2015, uscita a 62 o a 60 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o incentivi se rimane più a lungo a lavoro, fino a 70 anni massimo, e chi spinge invece su prestito pensionistico, part time e staffetta generazione, che non toccano età e contributi della legge Fornero.

Tra questi anche il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che propone l’uscita con part time, con possibilità per coloro che sono prossimi alla pensione, di passare dall’impiego full time all’impiego part time, riducendo l’orario di lavoro e, di conseguenza, anche lo stipendio ma con contributi che continuerebbero ad essere regolarmente pagati dalle aziende, dando ai più giovani la possibilità di nuovi impieghi. Ma Boeri ha anche parlato di quel ricalcolo contributivo che sta creando particolari timori a coloro che guadagnano pensioni d’oro.

L’obiettivo sarebbe quello di applicare un prelievo di solidarietà sulle pensioni elevate, che dovrebbero superare i 3mila euro mensili, calcolate in parte con vecchio sistema contributivo, in modo da recuperare nuove risorse da reimpiegare poi nella previdenza o nel welfare. Boeri stima di poter recuperare dall’applicazione del ricalcolo contributivo circa 4 miliardi di euro che potrebbero salire anche a 8 con le risorse aggiuntive derivanti dagli altri interventi su baby pensioni e pensioni integrative, come del resto aveva già proposto il premier Renzi. Altro obiettivo del nuovo presidente dell’Inps è chiudere definitivamente la questione dei quota 96 della scuola, insieme a quella degli esodati, per cui ha deciso di sbloccare risorse per 4 miliardi di euro.

Isola di Lampedusa, proroga sospensione contributivo e ripresa versamenti 

Il Decreto Legge n. 192 del 31 dicembre 2014 (Decreto Milleproroghe 2015), all’articolo 10, comma 8, ha disposto la proroga della sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie  professionali, per i soggetti operanti nel territorio dell’isola di Lampedusa. La predetta sospensione, avente efficacia retroattiva, decorre dal 27 giugno 2011 senza soluzione di continuità fino alla data del 31 dicembre 2014.
Con messaggio n. 746 del 30-01-2015, sono state comunicate le istruzioni operative per la ripresa del versamento della contribuzione sospesa relativamente alle gestioni: Aziende con dipendenti;Artigiani e commercianti; Liberi professionisti e aziende committenti tenuti al versamento dei contributi alla gestione separata di cui all’art. 2 comma 26 della legge n. 335/1995; Aziende agricole assuntrici di manodopera;Lavoratori agricoli autonomi, concedenti a piccola colonia e compartecipazione familiare.

I contributi oggetto di sospensione dovranno essere corrisposti entro la prima scadenza utile successiva alla pubblicazione del citato messaggio, maggiorati degli interessi al tasso legale computati dalla data di ripristino dell’obbligazione contributiva fino alla data di effettivo versamento.

Carlo Pareto

                                                                              

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