venerdì, 17 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Jobs Act, le misure
attuative varate
Pubblicato il 21-02-2015


jobs-actE’ giunto venerdì sera l’ok definitivo dal Cdm ai primi decreti del Jobs Act (che mutano poco e soprattutto confermano le norme sui licenziamenti collettivi), quelli cioè sul nuovo contratto a tutele crescenti e sugli ammortizzatori. E poi, a seguire, il Ddl concorrenza con nuove liberalizzazioni, che interesseranno librai e notai. Ancora un rinvio, invece, si registra per il pacchetto di misure fiscali che il ministero dell’Economia aveva già preparato: saltano in pratica le disposizioni importantissime sul nuovo catasto, ma anche quelle che fissavano il calendario per arrivare alle fatture elettroniche fondamentali per il superamento dello scontrino fiscale come lo conosciamo oggi. Queste, in breve sintesi, le misure approvate.

Da marzo contratto a tutele crescenti: E’ arrivato il via libera conclusivo al nuovo contratto a tutele crescenti, che scatterà di fatto dal primo marzo. Per le nuove assunzioni con contratto a tempo indeterminato si limita inoltre la possibilità del reintegro del lavoratore, prefigurando in alternativa un indennizzo economico certo e progressivo commisurato all’anzianità di servizio. Il reintegro sarà possibile invece solo in caso di licenziamento discriminatorio o per licenziamento disciplinare per il quale venga provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

Jobs Act: addio a contratti co.co.pro.: Il cdm, in prima lettura, ha esaminato anche lo schema di decreto delegato per attuare le nuove tipologie contrattuali. E’ prevista in questo ambito l’eliminazione delle collaborazioni a progetto con il divieto di nuovi contratti di questo tipo. Viene cancellato pure il contratto di associazione in partecipazione, utilizzato principalmente nel settore commerciale.

Arriva la nuova Aspi E Dis-Coll: Disco verde del Governo anche per i nuovi ammortizzatori sociali. Il primo è la Dis-Coll, cioè l’indennità di disoccupazione per i collaboratori che hanno almeno 3 mesi di versamenti contributi e avrà una durata pari alla metà dei mesi di versamento e potrà arrivare ad un massimo di sei mesi. L’altra novità è la Naspi, che scatta da maggio e che, rispetto alla Aspi durerà più a lungo. Il sussidio sarà pari alla metà dei periodi contributivi degli ultimi 4 anni, in pratica potrà arrivare al massimo a 24 mesi.

Introdotto il contratto di ricollocazione: Vale a dire di un voucher con quale ci si rivolge all’agenzia per trovare un nuovo posto di lavoro”. Altre innovazioni attengono la trasformazione del rapporto di lavoro. “In caso di gravi patologie – ha infatti annunciato il ministro del Lavoro al termine dei lavori del Cdm – “in aggiunta a quelle oncologiche già postulate, si potrà trasformare il lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. Basta quindi con ‘o stai a lavorare o vai a casa’” ha detto sempre Poletti. “I contratti a termine e il lavoro a chiamata non cambiano” ha però evidenziato Poletti precisando che anche per le somministrazione di lavoro resteranno in sostanza le regole attualmente vigenti. ”Non siamo stati cosi bravi – ha spiegato – sul lavoro a chiamata da trovare una soluzione alternativa”. Vengono per converso soppressi il lavoro ripartito e le associazioni in partecipazione. “Abbiamo in compenso messo mano al lavoro accessorio, i voucher, portando da 5.000 a 7.000 euro la quantità percettibile dal lavoratore e vietato l’uso dei “buoni lavoro” negli appalti” ha ulteriormente riferito Poletti.

Ddl concorrenza: E’ un provvedimento con il quale il governo punta a realizzare alcune liberalizzazioni. Di certo arrivano provvedimenti per limitare il ricorso ai contratti dal notaio, ad esempio per le compravendite di piccoli immobili (come. i box auto). Novità anche sui capitoli dell’energia, dei trasporti e della sanità. Due i nodi ancora da scogliere: riguardano una maggiore liberalizzazione della vendita dei farmaci (quelli in fascia C vengono ancora dispensati dalle farmacie) e la riorganizzazione dei porti.

Fisco, le norme rinviate: Il governo aveva predisposto i testi per attuare alcuni importanti capitoli della delega fiscale. Quello di maggior impatto sui contribuenti riguardava il nuovo catasto, con una rivoluzione della classificazione degli immobili, un aggiornamento dei valori a quelli di mercato e la promessa di una invarianza di gettito per i contribuenti. Ma attese erano pure le norme per la Cooperative Compliance, per dare certezza alle grandi imprese, e quelle sulla fiscalità nazionale, per bloccare le multinazionali che giocano su più Paesi spostando in modo fittizio i profitti e corrispondere meno tasse. Erano in rampa di lancio pure le disposizioni sulla fatturazione elettronica, che dal 2017 avrebbero semplificato gli adempimenti per commercianti, artigiani e grande distribuzione, portando progressivamente ad un superamento dello scontrino.

Carlo Pareto

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Commenti all'articolo
  1. Compagni,
    ritengo sia stato un errore votare favorevolmente per il jobs act. I socialisti si sono sempre battuti per allargare il fronte dei diritti, non per diluirli. Il riformismo è e rimane il modo per il progresso dell’individuo, sottraendolo alle ingiustizie e agli abusi di chi possiede una posizione dominante.
    Confesso una grande delusione e medito di lasciare questo partito, che ha smarrito la strada, che ha tradito le speranze di mio padre e tradisce le aspettative di suo figlio.
    Un fraterno abbraccio.
    Massimo Torre.

  2. Contratti a tempo determinato come co.co.co e co.co.pro, potevano essere l’ancora di salvezza per chi con la pensione non arriva nemmeno alla metà del mese. Grazie a chi ha voluto ciò. Oscar

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