domenica, 23 settembre 2018
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Opinioni e commenti
 

LA (CON)CESSIONE GRECA
Pubblicato il 19-02-2015


Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras

Yanis Varoufakis e Alexis Tsipras

La Grecia continua a nuotare da sola in un mare di debiti, ma stavolta cede e chiede soccorso all’Europa. Stamane Atene ha chiesto sei mesi di proroga del programma di assistenza finanziaria in scadenza il 28 febbraio, lo ha comunicato il presidente del consiglio dei ministri dell’Economia Ue, Jeroen Dijsselbloem. Sembravano così calmate le acque, ma subito dopo c’è stato il “nein” tedesco, Berlino ha rimandato la richiesta al mittente sostenendo che “la lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale“, così come riferisce Martin Jaeger, il portavoce del ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble.

La situazione sul debito greco torna così al punto di partenza con l’eterno braccio di ferro tra il rinnovatore Tsipras e la conservatrice Merkel. Berlino, inoltre, è il solo che ha capito subito le intenzioni di Atene, mentre Jean Claude Juncker ha interpretato la richiesta come un segnale positivo e la portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas, alcuni momenti prima aveva detto che la proposta greca poteva essere la base per un “compromesso ragionevole”, a vedere lontano è la sola Germania. In effetti Atene ha subito smentito di aver ceduto alle politiche di austerity: “Il governo, fedele ai suoi impegni, non ha richiesto un’estensione del memorandum“, specifica una nota.

Il Governo ellenico promette sì di pagare, ma “propone condizioni differenti rispetto a quelle attuali per l’erogazione del prestito”. La lettera inviata a Bruxelles chiede un allungamento del prestito per “dare respiro” e per poter poi impegnarsi “all’equilibrio dei conti e, contemporaneamente, fare le riforme contro l’evasione fiscale e la corruzione”. Infine Varoufakis, il ministro delle Finanze greco, ha detto che grazie all’estensione, il Paese potrà così accettare la supervisione finanziaria dell’ UE, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale e quindi di discutere un nuovo contratto.

Sulla decisione del Ministro Varoufakis non poco sembra aver influito la scesa in campo a stelle e strisce. il segretario del tesoro Usa, Jack Lew ha chiamato il ministro delle Finanze ellenico, Yanis Varoufakis, avvertendo di “immediate difficoltà” senza un accordo e chiedendo collaborazione con Ue e Fmi. “È il momento di trovare un sentiero costruttivo in accordo con il Fmi e i ministri europei delle finanze”, ha detto Lew nel corso di una telefonata col ministro greco, sottolineando come “l’incertezza non è una cosa buona per l’Europa”. La Grecia ha il fiato sul collo in queste ore, non solo le banche greche hanno aumentato di 51,7 miliardi l’uso dei fondi d’emergenza messi a disposizione dalla Bce, tramite l’Emergency Liquidity Assistance (ELA), ma l’Eurotower ha anche aumentato di 3,3 miliardi, portandolo a 68,3, la fornitura di linee di credito di emergenza alle banche elleniche.

L’Ue non lascerà che la Grecia affondi e porti con sè un’Europa sempre meno unita, in queste ore l’euro ha perso lo 0.3% ed è ora a $1.1358 nel cambio con il dollaro, anche le borse sanno che Bruxelles sgancerà un’ancora di salvezza alla Grecia, Atene, che in avvio di seduta segnava -0,44%, a fine mattinata è arrivata a guadagnare quasi il 4 per cento per poi ripiegare a +1,6 per cento. Anche Berlino sa che non ci saranno giovamenti da un “affondo” ellenico, il governo tedesco è infatti diviso su Atene: il vicecancelliere tedesco Sigmar Gabriel replica alla netta chiusura di Wolfgang Schaeuble. Stando al suo ministero, “la proposta scritta del governo greco per le trattative sul prosieguo del programma di riforme è un primo passo nella direzione giusta”.

Nel corso della giornata il primo ministro greco, Alexis Tsipras, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, hanno avutouna conversazione telefonica “costruttiva” e avvenuta in un “clima positivo”. Almeno così riferisce un funzionario del governo di Atene. Scopo della conversazione, aggiunge il funzionario, è “trovare una soluzione soddisfacente tanto per la Grecia quanto per l’Eurozona”.

Domani verranno sciolti gli ultimi dubbi sulla richiesta di Atene, i ministri finanziari dell’Ue hanno annunciato che sulla richiesta di Tsipras faranno una “indagine dettagliata” e formuleranno una risposta, la riunione dei ministri delle finanze dell’Eurogruppo è stata convocata per domani alle 15 a Bruxelles per prendere una decisione sulla domanda di estensione del prestito della Grecia. La notizia ha fatto talmente presa da mettere in secondo piano l’elezione del Presidente della Repubblica greco, ieri è stato eletto al primo turno Prokopis Pavlopoulos, conservatore, diplomatico ed… europeista.

Maria Teresa Olivieri

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Commenti all'articolo
  1. Trovo strano un articolo come questo: informativo, asettico, a-politico. Per il giornale dei socialisti non dovrebbe bastare questo stile distaccato. I socialisti dovrebbero essere soggetti partecipi e coinvolti nei problemi dell’Unione europea e dell’Eurozona.
    In Germania c’è un governo di coalizione, i socialisti hanno già timidamente aperto alle tesi greche. Si metta in piedi un fronte politico a favore della Grecia e si aiutino i socialisti tedeschi a far cambiare l’atteggiamento conservatore e reazionario di Merkel e compari.

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