domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

La luce della ragione
e il sonno della propaganda
Pubblicato il 23-02-2015


isisÈ la propaganda politica a farla da padrone nel nuovo mondo telematico e globale, disseminando notizie segnatamente false, ma utili allo scopo di determinare reazioni compulsive di approvazione o spavento a seconda delle convenienze.

È formidabile la propaganda del cosiddetto ‘Stato Islamico’ (IS); essa penetra innanzitutto nella coscienza dei fedeli, obnubilati dall’idea salvifica che il futuro Califfato renderà gli uomini più felici e liberi dall’oppressione di un sistema che li ha occupati economicamente e colonizzati culturalmente, un Regno di Dio nella modernità che purifichi gli uomini da ogni peccato, li redima e li metta in salvo dalla tentazione diabolica perpetrata dal sistema di (dis)valori occidentali.

Ma la propaganda si rivolge anche agli Infedeli. Essa è feroce minacciosa e quando si trasforma in un atto violento nella rappresaglia contro gli uomini che hanno violato il ‘territorio sacro dello Stato Islamico’, mostra tutto il volto spaventoso della sua abietta crudeltà.

Le decapitazioni per mano di uomini dello ‘Stato Islamico’, il rogo con cui viene martoriato vivo il corpo dell’ufficiale giordano hanno raggiunto il massimo della vetta espressiva della spaventosa minaccia che crea panico, sgomento ed incredula paura.

Le immagini che si suppongono essere state prodotte e post-prodotte da una regia sapiente e professionale (hacker egiziani dei siti IS sostengono che cameraman e regia fossero a cura di islamisti americani) hanno fatto il giro del mondo e delle case, senza alcuna censura con la crudezza che è propria di chi ha il disegno lucido del propagandista del terrore e vuol dare ai propri seguaci il crisma della invincibilità.

Non meno efficace, certamente meno terrorizzante, è tuttavia la propaganda della politica populista.

Anch’essa si affida a concetti e definizioni millenariste, tanto nell’assolutismo attraverso il quale si vogliono diffondere le paure anche nelle democrazie occidentali regolarmente legittimate dal voto.

Grillo minacciava le forze politiche e gli uomini politici che una volta al potere il M5S avrebbe fatto una “pulizia” di tutto ciò che sarebbe rimasto in piedi della casta.

“Siete morti” e “ siete finiti”, ripetuti come un mantra ossessivo assieme alle adunate ‘oceaniche’ di stampo ribellistico a corollario della messinscena rivoluzionaria che amplificava un linguaggio tutt’altro che moderato hanno generato più di un sospetto sulla natura autenticamente democratica e genuinamente nazionale del Movimento messo in campo dall’ex comico.

La propaganda poteva fare spazio e posto ad una versione altrettanto efficace, ma meno insidiosa, di propaganda politica.

D’altronde il quarantennio di dominio democristiano ha in qualche modo offerto la strada che illumina anche l’odierna leadership politica: il controllo assoluto dei mezzi pubblici della comunicazione di massa, una felpata ma efficace propaganda politica di regime che tende ad attenuare a minimizzare il quadro desolante dei nostri livelli produttivi ed occupazionali lasciando lo spazio all’immaginifico mondo dei superlativi assoluti che accompagnano le iniziative governative e inquadrano ogni azione politica del Premier Renzi dentro un rapporto idilliaco fra governati e governante, un rapporto unico e speciale poiché le forze politiche, ma addirittura i politici, sono un inutile ostacolo a chi deve realizzare in tempi brevi una rivoluzione ed un cambiamento che è sempre “storico”, “epocale” e “mai visto prima d’ora”.

È il dominio della video-crazia che sostituisce in modo impetuoso le forme tradizionali attraverso le quali ci si forma un’opinione, un’idea, si mettono alla prova teorie diverse e contrapposte in un dibattito democratico virtuoso che è il sale della democrazia ma anche della libertà.

Nel mondo della propaganda soffre tutto ciò che è stato reso possibile dall’avvento del secolo dei Lumi, il dubbio che è la luce della ragione lascia spazio a queste certezze che sono e rischiano di essere il suo contrario, ovvero un grande sonno ed un letargo rischioso nel quale senza reazione rischiamo di immergerci.

Bobo Craxi

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