lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

La nuova corrente del Pd
Pubblicato il 26-02-2015


Leggo che si prepara un convegno di Spazio democratico, la nuova corrente renziana del Pd, anche se il segretario-presidente ha subito invitato il partito a non dividersi in correnti. Invito piuttosto originale visto che nel Pd esistono almeno otto gruppi organizzati: i bersaniani, i dalemiani, i civatiani, i giovani turchi, la cosiddetta Area dem, i veltroniani, i popolari, i renziani divisi in ortodossi, tiepidi, della prima e della seconda ora. Mancava proprio quello più organico a Renzi per provenienza e tradizione. Eccolo servito. A capeggiare Spazio democratico il sottosegretario Delrio e il vice Guerini (non viene citata la Serracchiani), poi Maria Elena Boschi, il sottosegretario Luca Lotti, Matteo Richetti, e soprattutto i Popolari di Fioroni al gran completo. O tutti costoro sono in rotta con Renzi o Spazio democratico ha la sua copertura. Vediamo perché si tratterebbe, se venissero confermati i promotori e gli aderenti, di una svolta interessante.

Spazio democratico sorgerebbe, e sarebbe il primo nel Pd, si base appunto di provenienza e di tradizione. C’erano i Popolari di Fioroni, di vecchia estrazione Dc. Ma finora sono stati piuttosto isolati. Adesso costituirebbero il nerbo della maggioranza. Basta aver presenti le forze da cui provengono gli altri. Delrio è un cattolico ex popolare, poi Margherita, stesso tragitto di Guerini e della Boschi, che però si è aggregata dopo, non senza aver subito esaltato la tradizione fanfaniana della Dc. Lotti è come Renzi, ex Margherita, e Richetti pure. Dunque ai Pds-Ds sparpagliati ovunque e oggi quasi tutti ai margini del partito, si contrappongono i Ppi-Margherita, i più anziani anche ex democristiani. D’altronde che questo sia il nocciolo ideale del nuovo Pd non c’era certo bisogno di Spazio democratico per capirlo. I cardini del partito e delle istituzioni italiane, dopo l’elezione di Mattarella, in che mani sono?

Se così fosse si potrebbero determinare due conseguenze. La prima è una diversa organizzazione del partito su base ideale. Cioè ad una componente cattolica ex popolare, si potrebbe contrapporre una componente ex diessina, e perché allora non una componente socialista? Ma se così fosse la componente che proviene dal vecchio Pci scoprirebbe di essere d’un canto sopraffatta da quella ex popolare visto che Renzi riuscirebbe a far diventare ex popolari anche molti ex comunisti. Oppure ad una precisa sottolineatura dell’identità cattolica e popolare si continuerebbe sull’altro fronte esattamente come prima. Anche perché di presentarsi come ex comunisti in Italia non ha voglia proprio nessuno, e il primo a rifiutare l’etichetta è il “mai stato comunista” Valter Veltroni. Organizzato così diventerebbe un partito invero anomalo. Perché l’unica componente identitaria sarebbe quella che all’inizio pareva fortemente minoritaria. Eppure è bastato un colpo di bacchetta e i rapporti di forza si sono capovolti. Fiat voluntas Dei (Mattei)…

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Commenti all'articolo
  1. Il PD è nato imbastardito e via,via, lo è diventato sempre di più. Una cosa mi chiedo, perchè non riusciamo a fare come socialisti una o tre (nord sud e centro) manifestazioni di piazza con un tema forte, idee certamente non ci mancano, per ricordare che ci siamo anche noi e far riprendere la voglia di ritrovarci e di partecipare. Se casa pound va dicendo (e non so come farà) che porterà in piazza con Salvini almeno 5.000 persone, noi con una nostra iniziativa potremo portarne sicuramente di più.

  2. Sintetizzando l’articolo , di fatto non è più il partito comunista , ma una democrazia Cristiana riveduta e corretta a destra .. Allora, i socialisti nel PD che ci rimangono a fare ? Che cosa ? Avere avuto la poltrona di nencini ( per carità brava persona ) ma se ci si limita a quello facciamo una federazione e non un agglomerato che non si sa cosè

  3. Coloro che intendono formare una corrente PSI nel pd sappiano che ci andranno a titolo personale perché i Socialisti formeranno un Partito Socialista e si presenteranno alle elezioni nazionali.

  4. L’ analisi non tiene conto del fatto che nel PD renziano esiste una trimurti composta da Renzi , Boschi e Lotti : sono tre persone “fuse” in una sola .
    Gli altri sono dei comprimari , in realtà non contano niente .

  5. La democrazia funziona quando le regole (empiriche) del suo esercizio impediscono che a prevalere sia una non decisione. Però per funzionare deve anche impedire che la scelta popolare cada su Barabba! Mi piacerebbe una corrente socialista nel PD perché sarebbe fondamentale per la democrazia: io, antifascista, allergico ai riti (da quelli di chiesa a quelli massonici), laico, innamorato di scienza e tecnologia, naturista, animalista, convinto che il futuro dell’umanità sia la conquista delle stelle, pacifista, moderato … mi sentirei a casa!

  6. Gli ed PC-PdS non hanno veramente mai capito Renzi e dove volesse arrivare. Il che è molto strano poiché non era difficle accorgersene. Civati del resto ne è testimone: appena capito ha abbandonato le leopoldate.
    La nuova corrente renziana si potrebbe anche definire “sansepolcrista”, tanto per trovargli un precedente conosciuto.

  7. Sotto l’ombrello della abile leadership di Renzi, nel PD di correnti ce ne sono fin troppe, ma se ne vogliamo crearne una, questa non dovrebbe limitarsi a raccogliere gli ex-socialisti (a mo’ di nostalgica e inutile testimonianza) ma tutta l’area laica (socialisti, socialdemocratici, repubblicani, liberali, radicali) che è presente nel nuovo PD a vocazione maggioritaria, fin dai tempi di Veltroni, ma che si sente mal rappresentata sia dagli ex-democristiani sia dagli ex-comunisti. Solo in tal modo potrebbe elaborare proposte politiche proprie, essendo più consistente, e diventare l’ago della bilancia tra le altre due componenti che ora ne dettano la linea politica.

  8. Sotto l’ombrello della abile leadership di Renzi, nel PD si sente la mancanza di una componente laica, visto che si mettono in evidenza solo le componenti ex-democristiana ed ex-comunista (per fortuna frammentata in diverse correnti). Per riprendere un forte ruolo propositivo e non ridursi (come ha fatto finora il PSI) ad un ruolo di ininfluente testimonianza nostalgica, si dovrebbero riunire tutti i laici presenti nel PD (socialisti, socialdemocratici, repubblicani, liberali, radicali). In tal modo potrebbero riequilibrare la linea politica del PD e forse diventare l’ago della bilancia nel contrasto tra l’ala popolare e quella comunista…

  9. Non vi è dubbio che la maggioranza attuale all’interno del PD o era già di provenienza ex DC o lo sono diventati per convenienza politica appoggiando l’attuale segretario e presidente del consiglio. Quindi mi sembra soltanto strumentale aver aderito al PSE, l’attuale PD potrebbe benissimo aderire al partito popolare europeo ecco lo spazio che se pur con grande difficoltà si apre nei confronti dei Socialisti. Noi, continuo a sostenere, all’interno del PD non abbiamo niente da spartire e quindi meglio dialogare con movimenti partiti e società civile a sinistra del PD.

  10. I socialisti potrebbero pesare dentro o fuori il Pd se fossero in grado di applicare l’art. 49 della Carta: strumenti di partecipazione “alla determinazione della politica” attraverso l’elaborazione di programmi realistici e formatori dei più capaci alla Rappresentanza. Da moltissimo tempo,invece,come tutti gli altri, è basato sul clientelismo dalle varie sfumature. Non ultima quello della tradizione locale e familiare. La quale,invece,avrebbe dovuto costituire soltanto il punto d’appoggio per ripartire. E’ dunque pacifico che,partiti così,sono ormai disistimati!

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