mercoledì, 20 settembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Una riforma dopo l’altra. Ora la Rai nel mirino di Renzi
Pubblicato il 23-02-2015


Rai-RenziOra tocca alla Rai. Si parte a marzo dice Renzi e forse per decreto legge. E si sa che quando si tocca la Rai gli interessi in campo sono tanti. “Dipenderà dai tempi parlamentari. Se sarà possibile faremo il ddl. Se ci sono le condizioni di necessità e urgenza faremo il decreto come prescrive la Costituzione”. Renzi detta i tempi della prossima riforma in cantiere, quella della Rai. “La Rai – dice Renzi – non è il posto dove i singoli partiti vanno e mettono i loro personaggi, ma è un pezzo dell’identità culturale ed educativa del Paese. E allora non può essere disciplinata da una legge che si chiama Gasparri. Cambieremo questo”. “La Rai è uno straordinario patrimonio, ha fatto l’Italia unita, ha insegnato agli italiani a leggere, poi c’e’ stato un periodo in cui, non tanto per problematiche politiche ma anche per quelle, ha scelto di inseguire il modello dell’audience e della competizione interna, ha fatto un’altra cosa. Vorrei che la Rai fosse il riferimento culturale in Europa. La Rai deve essere meno” un luogo dove i “partiti sono impegnati a spartirsi i vice caporedattori” e più un luogo con la “politica con la ‘P’ maiuscola”, spiega.

E ne nasce un battibecco. Con Gasparri offeso che risponde a male parole. Chiamato in causa da Renzi il vicepresidente del Senato e senatore di Fi, Maurizio Gasparri, “padre” delle norme che regolano oggi l’assetto radiotelevisivo, replica accusando il premier di «trattare la Rai come le aziende di famiglia del padre o come la sinistra ha fatto da sempre con il Monte dei Paschi». E Paolo Romani, capogruppo di Forza Italia al Senato,  in sua difesa: “Renzi si informi ed eviti battute dettate solo dall’ignoranza: una delle massime industrie culturali d’Italia, la Rai, non merita la disattenzione dimostrata dal presidente del Consiglio”.

“La mia legge – dice ancora Gasparri – ha decine di articoli, Renzi si occupa solo della parte delle poltrone nella Rai, che è una parte infinitesimale di quella legge e che può essere tranquillamente rivisitata, nel rispetto però delle sentenze della Corte Costituzionale, a cui si ispirò la legge del 2004 per la parte vertici Rai”. Secondo il segretario della Lega, Matteo Salvini, il premier Renzi vuole riformare per decreto la governance Rai per dire “via i partiti dalla Rai perché ci deve essere solo lui, vuole togliere tutti quanti e restare solo lui, ormai c’è il partito unico di Renzi. Il decreto – ha aggiunto – deve essere fatto su una materia urgentissima, il Cda della Rai è una cosa urgentissima? Probabilmente per Renzi, per blindare l’informazione più di quanto si sia fatto e che rasenta quella dell’Istituto Luce”.  Per Raffaele Fitto di Forza Italia passare dal “controllo dei partiti”  (indubbiamente, non una buona cosa) al “controllo di un solo partito” non sarebbe certo un cambiamento positivo, ma un ulteriore peggioramento della situazione.

Il Movimento 5 Stelle invoca addirittura l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il presidente della commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico sul blog di Beppe Grillo scrive che “non si può procedere ad una riforma della governance della Rai per decreto esautorando il Parlamento in una materia che gli è propria. Nè eliminare ogni tipo di discussione in questa sede per gestire velocemente le nuove nomine del cda che dovranno essere fatte a breve. Il Presidente della Repubblica non potrà far finta di niente. Mattarella dovrà difendere l’autonomia del Parlamento e far rispettare le sue prerogative”.

I socialisti hanno da tempo presentato un ddl per la riforma del sistema radiotelevisivo. “I socialisti – afferma Enrico Buemi – attendono da mesi che la loro proposta sia messa all’ordine del giorno del Senato e discussa”. Buemi è infatti il primo firmatario di un ddl per la riforma del sistema e dei criteri di nomina, trasparenza e indirizzo della RAI, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico della normativa vigente in materia di RAI.

 Redazione Avanti!

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