domenica, 23 settembre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

La spunta Tsipras. Compromesso all’Eurogruppo
Pubblicato il 20-02-2015


Merkel_TsiprasIl Governo greco potrà rivedere il suo avanzo primario per il 2015 e le Istituzioni europee valuteranno la situazione dei conti per poi, in base al ciclo economico (leggi in rapporto all’eventuale ripresa ndr), decidere il da farsi. La Grecia ha ottenuto così uno spazio di bilancio per varare le sue misure, ma anche quelle dovranno però essere prese in accordo con Ue, Bce ed Fmi.

È arrivato questa sera il via libera per lo sblocco del prestito europeo con un’estensione di quattro mesi anziché sei, assieme al vincolo delle misure che il Goveno greco realizzerà e che, per una prima parte, dovrà presentare già lunedì. Le istituzioni (sparisce l’odiata troika, Bce, FMI e Commissione, almeno nel nome, ndr.) valuteranno se sono sufficienti e solo dopo la verifica – si legge nel testo dell’accordo – ci sarà l’esborso del prestito.

Dunque Tsipras ce l’ha fatta, o quasi. Certo non ha otteuto tutto quello che chiedeva, ma anche l’Eurogruppo ha dovuto ammorbidire una posizione che avrebbe portato tutti a battere contro un muro. Una soluzione di compromesso,come era giusto e lecito attendersi perhé la linea rigorista portata fino alle estreme conseguenze arebbe affndato la Grecia, ma anche la credibilità dell’UE

Il ministro Pier Carlo Padoan parla di “passo avanti per tutta l’Ue”, di una “vittoria per tutti”, anche se “non abbiamo parlato di contenuti”. Di contenuti si comincerà a parlare lunedì, quando il Governo Tsipras dovrà presentare una prima lista di riforme che la ex troika valuterà. Dovranno essere molto simili o comunque equivalenti a quelle che chiedeva il Memorandum, perché altrimenti la quinta ‘review’, ovvero la valutazione periodica che precede l’esborso delle tranche di aiuti, non si potrà concludere.

“Estendiamo sia i prestiti che le condizioni”, ha precisato il presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem

“La Grecia non riceverà ulteriori pagamenti fino a che il programma attuale non sarà concluso con successo”, ha detto il ministro tedesco delle finanze Wolfgang Schaeuble. Martedì la ex Troika farà il suo rapporto all’Eurogruppo che deciderà se le misure sono sufficienti per sbloccare gli aiuti. Un programma dettagiao di misure deve arrivare entro la fine di aprile. Il controllo sulle riforme è totale: “La Grecia – recita il testo dell’accordo – si impegna ad astenersi dal ritirare qualunque misura o da modifiche unilaterali delle politiche e delle riforme strutturali che possano avere un impatto negativo sugli obiettivi di bilancio, la ripresa o la stabilità, come valutato dalle istituzioni”. Esclude passi unilaterali, ma non esclude aggiustamenti.

Yanis Varoufakis, il ministro ellenico delle finanze, precisa anche a beneficio dell’opinione publica greca: non la vede così: “Non abbiamo firmato nessun Memorandum, è l’inizio di una fase senza questo, saremo co-autori della nostra lista di riforme, non seguiremo più uno script datoci da agenzie esterne, bisogna avere veramente la vista corta per pensare che abbiamo firmato il vecchio accordo”.

Fino all’ultimo è stato un braccio di ferro con tutti gli strumenti a dsposizione anche utilizzando colpi bassi fatti di indiscrezioni e falsi annunci, dichiarazioni di ministri (Schaeuble) che anticipano decisioni che dovrebbero essere a livello comunitario, campagne di stampa pro e contro. Ultimo caso, il ‘giallo’ della lettera che Atene avrebbe inviato per sbaglio – errore ‘amministrativo’ è stato definito da Atene – o che, nientemeno, il ministro Varoufakis avrebbe corretto, edulcorando le condizioni concordate fra il premier greco Alexis Tsipras, il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e il numero uno dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Il tutto raccontato da Bild, giornale tedesco popolare, dai toni forti, al limite dello scandalismo.
Intanto oggi, all’apertura dei lavori (in ritardo di un’ora alle 16,30) dell’Eurogruppo, era intervenuta la Cancelliera Angela Merkel per dire pubblicamente al premier greco, Alexis Tsipras, che per chiudere un accordo sulla base della proposta presentata da Atene servono ancora “miglioramenti sostanziali” e non poteva essere altrimenti dopo l’altolà pronunciato dal suo ministro delle finanze il giorno prima che era intervenuto a gamba tesa dettando di fatto la linea al Governo.

Merkel aveva parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta a Parigi con il presidente francese Francois Hollande, un vertice che ha rinverdito lo storico asse franco-tedesco e definitivamente imposto, sembra, la leadership delle due capitali sulla politica estera ed economica dell’UE.

Sulla crisi greca è il bis di quanto avvenuto per quella ucraina con relativa tappa a Mosca da Putin, con un’emarginazione di fatto di Federica Mogherini, Lady Pesc ovvero Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, ridotta a dorata passacarte  dopo che Juncker le ha sottratto altri spazi con la nomina di tal Michel Barnier a suo commissario speciale per le questioni relative alla Difesa europea.

Comunque la Cancelliera aveva in parte corretto le asprezze del suo ministro delle finanze: “È l’inizio di una fase di intensi negoziati”, aveva spiegato precisando che la posizione dell’Europa è sempre stata quella di “lottare affinché la Grecia resti nell’euro” anche perché Atene “ha fatto dei progressi” in questo senso. Di stesso tenore le parole del presidente francese François Hollande: “La Grecia è nella zona euro e ci deve restare. La posizione della Francia è che bisogna fare di tutto affinché al livello greco ed europeo ci sia una più forte coesione”.

Sul tavolo restava il nodo del ‘memorandum’ di intesa, dove sono scritte le condizioni per il rinnovo dei prestiti di cui Atene ha bisogno per pagare stuipendi e pensioni già il primo marzo, in una parola per non correre il rischio di un default e dell’uscita dall’euro.

La Grecia chiedeva l’estensione degli aiuti, come voleva l’Eurogruppo, ma rifiutava l’annesso ‘Memorandum’, che per i tedeschi era invece imprescindibile, unica garanzia di rispetto degli impegni. La lettera con cui Varoufakis ha provato ad accontentare l’Eurogruppo sostituisce  il Memorandum e già nel pre vertice per la Commissione, Juncker lo definiva un passo avanti che “spiana la strada ad un compromesso ragionevole”. Pure nel Governo tedesco c’era chi si esprimeva apertamente capertamente in dissenso col falco Schaeuble: “La proposta scritta del governo greco è un primo passo nella direzione giusta”, aveva detto il vicecancelliere tedesco, il socialdemocratico Sigmar Gabriel. La politica è l’arte del possibile e così quello che fino a ieri sembrava un muro invalicabile, ogi si è trasformato in una montagnola ripida , ma scalabile.

Alvaro Mutis

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. I socialisti d’
    Europa non lascino soli i greci!
    Di questi quattro mesi si può fare lo strumento per dare una politica all’UE. I socialisti si mettano a disposizione della Grecia per trovare le migliori soluzioni.

Lascia un commento