lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’allarme dell’Istat e l’ottimismo dell’Ocse
Pubblicato il 19-02-2015


EconomiaUna famiglia italiana su quattro presenta un disagio economico mentre un giovane su quattro rientra nella categoria dei cosiddetti neet. Questi alcuni dei dati allarmanti rilevati nel rapporto “Noi Italia” pubblicato oggi dall’Istat. Spiragli di ottimismo provengono invece dal rapporto sull’Italia elaborato dall’Ocse che stima un graduale e contenuto aumento del Pil – +.04% nel 2015 e +1.3% nel 2016 – e una riduzione del tasso di disoccupazione, al 12.3% nell’anno in corso e all’11.8% il prossimo anno.

IL RAPPORTO DELL’ISTAT – Il rapporto pubblicato oggi dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) – con dati aggiornati al 2013 – rileva che “il 23.4% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14.6 milioni di individui”, una percentuale più bassa rispetto a quella del 20123 pari al 24.9%. Sul fronte dei giovani il documento evidenzia che più di un giovane su quattro – circa due milioni e mezzo – rientra nella cosiddetta neet generation (not in education, employment or training, ndr) ossia quei giovani, tra i 15 e i 29 anni, che non trovano un’occupazione, né precaria, che non tentano più di cercarla e non partecipano a nessun processo, né di formazione, né di inclusione sociale. Sul fronte europeo in una situazione peggiore rispetto a quella italiana si trova la Grecia con il 28.9% di giovani neet mentre le percentuali di Francia (13.8%) e Germania (8.7%) sono rispettivamente la metà e un terzo delle nostre.

OCSE: ITALIA CONCLUDA RIFORME AMBIZIOSE  Un piccolo sospiro di sollievo arriva dal rapporto sul nostro Paese (Economic survey) elaborato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) che prevede una crescita graduale del Pil e una riduzione della disoccupazione. In particolare le stime di crescita del Pil sono dello 0.4% per il 2015 e del 1.3% per il prossimo anno. Sul fronte della disoccupazione l’Osce prevede, in Italia, un tasso del 12.3 per l’anno in corso, destinato a ridursi all’11.8% nel 2016. Per quanto concerne il rapporto debito pubblico/Pil, le stime sono A 132.8% nel 2015 e 133.5% nel 2016. Dall’organizzazione internazionale di studi economici per i paesi membri giunge inoltre un riconoscimento al “programma di riforme ambizioso e di ampio respiro per stimolare la crescita” attuato dall’esecutivo e che potrebbe – nel prossimo decennio – determinare un aumento del Pil di sei punti percentuali.

Siria Garneri

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