martedì, 11 dicembre 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Aventino?
Pubblicato il 14-02-2015


Dunque Sel, i compagni del Patto per l’Italia di bersaniana memoria, gli elettori di Mattarella, che subito si sono schierati a favore della sua candidatura, hanno fatto combutta con Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Cinque stelle. Hanno lasciato l’Aula contro l’arroganza di Renzi e costituito una sorta di comitato delle opposizioni. La decisione ricorda quel comitato che si riunì fuori dal Parlamento e venne per questo definito Aventino, dal colle in cui si radunavano i plebei ai tempi dell’antica Roma nei periodi di acuto conflitto coi patrizi. In quella circostanza, dopo il delitto Matteotti, si intendeva manifestare contro un regime in via di formazione, responsabile di un feroce delitto. In questo caso la protesta è rivolta alle forzature che il premier avrebbe imposto all’approvazione del pacchetto di riforme costituzionali.

Non ci trovo nulla di forzato a chiedere sedute notturne. Non è incostituzionale, non è irregolare svolgere in Aula normali assemblee anche di notte. Il regolamento evidentemente lo prevede altrimenti la presidente Boldrini non lo avrebbe concesso. Nè è inusuale che il presidente del Consiglio si presenti in Aula all’una e mezza per testimoniare l’importanza del voto. Anzi si tratta di un giusto riconoscimento al lavoro parlamentare. Il problema riguarda, anche su questo argomento, delicatissimo perché inerente proprio a quelle regole del gioco che Renzi voleva scrivere assieme a tutti, o quanto meno a Berlusconi, la natura dei rapporti che il governo intende mantenere con le opposizioni. Renzi è apparso particolarmente oscillante su questa materia.

S è passati dal patto del Nazareno a quello del Mattarellum come si mangia un gelato. Adesso si vorrebbe riprendere col patto del Nazareno come se nulla fosse successo. Ma non è come cambiarsi d’abito. Come gettarne via uno per sostituirlo con un altro. Le scelte politiche implicano conseguenze. Era evidente che dopo lo strappo su Mattarella Forza Italia avrebbe puntato i piedi. Era evidente che nonostante la convergenza su Mattarella Sel non avrebbe accolto le riforme costituzionali e la legge elettorale. Era evidente anche a Renzi, tanto che da giorni i suoi parlano di un Pd che intende anche andare avanti da solo. Può anche scegliere l’autosufficienza Renzi, ma solo se ha i numeri. Siccome la legge costituzionale, secondo le prescrizioni dell’articolo 18 della Costituzione, deve subire la doppia lettura di Camera e Senato, al Senato deve tornare. E al Senato, coi dissidenti del Pd, e senza i voti di Forza Italia, oggi Renzi la maggioranza non ce l’ha.

Ma qui si entra nel merito dell’ipotesi dei “nuovi responsabili”. Renzi pare talmente sicuro di sè da avere in pugno alcune decine di senatori. É già successo, perché non deve avvenire stavolta? Ma stavolta siamo in tema di modifica costituzionale. È vero che la nuova legge sarà poi sottoposta a referendum confermativo. Ma il testo dovrebbe uscire da una ristretta maggioranza alla quale verrebbe “regalato” il voto determinante di fuoriusciti, in perfetto stile Scilipoti. Non è il massimo per la limpidezza e l’ampiezza che tale riforma dovrebbe prevedere. Restano sullo sfondo tutte le perplessità che l’Avanti e anche il PSI hanno più volte manifestato sul merito e sul metodo scelto. Sul merito perché non si parte dal problema di fondo e cioè dalla forma di stato, se presidenziale o parlamentare, sul metodo perché una profonda riforma costituzionale, che dal 1979 i socialisti rivendicano, si può fare solo con una nuova Costituente, e non con colpi di maggioranza sfilacciata. D’accordo, rimpiangere il passato fa male alla salute. Ma Saragat e Terracini, presidenti della Costituente eletta nel 1946, fino al gennaio del 1948 hanno ascoltato di meglio e fatto votare un testo nella più assoluta concordia nazionale. C’erano altre stagioni, altre mamme… Forse anche altri uomini di stato.

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Commenti all'articolo
  1. Giustamente come tu dici e ricordi, la soluzione per una vera Riforma costituzionale dovrebbe essere affidata ad un’Assemblea Costituente e il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica doveva essere a maggior ragione determinata da una fase Costituente. All’elusione di questa scelta ora si aggiunge l’aggravante di un metodo di dubbia costituzionalità nella revisione in corso, in quanto se si afferma che la nostra Repubblica è regolata da un Sistema parlamentare non si può sopportare che un Governo prevarichi il Parlamento quando sono in gioco le regole che devono gestire il Sistema democratico. Secondo me si è sovvertito l’ordine dei Poteri Costituzionali che partono da quello Elettivo (il Popolo che esprime i suoi rappresentanti), poi da quello Legislativo (il Parlamento che in rappresentanza del Popolo emette le Leggi) per giungere infine al Potere esecutivo (il Governo che esegue in base alle Leggi deliberate dal Parlamento). Quindi se questa è la gerarchia dei Poteri, se l’ultimo ne sovrasta uno che lo precede si decade nell’autoritarismo. Possiamo ammetterlo come Socialisti??
    Se sono nel giusto, oltre ai rappresentanti dei parlamentari dell’opposizione, dovrebbe esserci anche il PSI a chiedere di essere ascoltato nel merito dal Presidente della Repubblica.
    Carissimo Mauro avrei bisogno di conoscere la tua opinione su queste mie affermazioni. Grazie
    Je suis socialiste

  2. Giusto quello che dici, ma dal 1983 , quando Craxi disse che bisognava rendere il sistema piu’ funzionante adeguandolo ai tempi moderni ,non si e’ RIUSCITI A FARE NIENTE E NON PER COLPA DI RENZI .
    QUESTO AVRESTI DOVUTO SCRIVERLO . Se le riforme si fanno sara’ un bene per tutti . Riforma del lavoro,riforma elettorale,riforma del senato,riforma del titolo V SONO NECESSARIE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA

  3. Come cittadino qualora ci fosse un referendum voterò contro tutte queste riforme. Questo Parlamento per me non rappresenta nessuno. La Corte Costituzionale l’ha tenuto in carica per evitare il caos; se era una vera classe dirigente e non una oligarchia di voraci approfittatori dovevano votare una legge elettorale il cui caposaldo erano i cittadini e portarci al voto. Ma come si sa questo non è avvenuto.

  4. Fa un certo effetto vedere i deputati di SEL che si prendono a pugni con quelli del PD. Sono passati due anni dalle elezioni politiche e sembra un secolo, chi allora votò per il centro sinistra e chi votò per il PD aveva in SEL il migliore alleato, la discussione era se i montiani potevano far parte delle eventuale maggioranza senza diluirne i contenuti. Chi come il sottoscritto, (socialista fin dall’età della ragione) che però in quella circostanza voto SEL, essendo allergico ai trasformismi del PD, prova una grande amarezza per quanto è accaduto. Gli scontri fisici prima capitavano tra opposti, per esempio tra il MSI e il PCI, ma non tra alleati. Questo la dice lunga su quanto sia sfilacciato il terreno politico, e quanto poco lungimirante sia la pratica di voler votare riforme costituzionali in fretta e furia, con i voti della sola maggioranza, fa sembrare il governo e il partito di maggioranza un’accolita di arroganti, come se una riforma costituzionale fosse un decreto legge in scadenza. Io non saprei dire se la mossa delle opposizioni sia esagerata oppure no, comunque anche per chi è stato premiato dal voto europeo questo atteggiamento spavaldo e un po’ guascone mi sembra un grosso rischio, fossi in te Matteo starei si sereno, ma guardandomi le spalle però.

  5. Direttore, le tue affermazioni e le tue tesi sono politicamente e istituzionalmente corrette con il funzionamento dei regolamenti parlamentari, ma si avvertono tutte le difficoltà che emergono da comportamenti contraddittori di alcune forze politiche e di parlamentari sciolti da qualsiasi appartenenza originaria e che preannunciano comportamenti di voto sgangiati da orientamenti e scelte indicate dalla parte politica che li ha NOMINATI . Art. 67 della Costituzione : OK. Poi hai indicato le posizioni tradizionali del PSI, che, oggi, stridono con i voti dell’Aula. Ciò presuppone che se, al voto finale, dovesse permanere la situazione attuale( senza scioglimento del Parlamento) il PSI voterà secondo il rispetto delle posizioni politiche, elaborate nel tempo, rimanendo fedele alla posizione che la riforma di cotanta parte della Costituzione della Repubblica( circa il 40 %) va demandata ad una Costituente “ad hoc” convocata?

  6. Mettendo1 insieme queste considerazioni del Direttore con quelle di altri suoi due recenti articoli, dal titolo “L’inganno” e “Camera: la tempesta dopo la quiete…”, viene da pensare che sono “saltate” le regole del far politica cui eravamo abituati, nel senso che pare oggi valere soltanto la “legge” dei numeri, e tutto sembra portare, o ridursi, ad una “prova di forza”, così che il soggetto più “forte” è in grado di “imporre” le proprie posizioni, che in precedenza aveva semmai criticato e osteggiato, quando erano espresse da altri.
    E peraltro questo avviene senza che la pubblica opinione se ne meravigli più di tanto, almeno questa è l’impressione che se ne ricava, il che lascia francamente abbastanza perplessi, ma c’è d’altronde una abitudine “antica” che spinge ad assecondare il vincitore di turno, cui oggigiorno può anche aggiungersi, nel comune sentire, una aspettativa e voglia di “decisionismo”.

    In tale contesto e “clima”, mi chiedo come possa gestire la propria autonomia una “piccola” formazione politica alleata del partito “vincente”, dal momento che essa sarà verosimilmente messa sempre più spesso di fronte alla scelta del “prendere o lasciare”, a meno che non entri nell’idea di poter volta a volta “lasciare”, ovvero sganciarsi dall’alleanza.

    Se non ricordo male, all’epoca in cui nelle amministrazioni locali il PSI emiliano era solito entrare in maggioranza, e in Giunta, col PCI, lo faceva di massima se i propri numeri risultavano determinanti, per non essere un “gregario” di fatto ininfluente – una condizione francamente piuttosto “umiliante” sul piano politico – e detta logica potrebbe essere benissimo adottata pure in questi tempi, e anche a livello nazionale, proprio in funzione dell’autonomia (se questo è l’obiettivo che si intende effettivamente perseguire).

    Paolo B. 14.02.2015

  7. Carissimo direttore, convengo con te su quanto scrivi e meno velatamente di te direi che Renzi vuole forzare la mano non per le riforme, che possono essere dal punto di vista ideale sacrosante non certo nel merito, ma per rafforzare la propria posizione personale. Questo lo si vede anche dai personaggi comparse del suo governo. Molte volte e a più riprese ho condiviso la posizione socialista su una assemblea Costituente eletta dal popolo che dava modo ai nominati in Parlamento di portare avanti quello che sta più a cuore agli italiani cioè la ripresa economica, l’equa distribuzione della ricchezza, il lavoro che diventa sempre più una necessità di vita, insomma cercare di tornare alla normalità. Molte altre cose sarebbero impellenti cominciando dalla spesa pubblica comprensiva di quella politica, da valorizzare il lavoro di Cottarelli, ma sarebbe troppo lungo star qui a descrivere tutto perchè si perderebbe di vista il fatto contingente delle riforme Cost. Certramente le cose, così come stanno facendo, a mio avviso non vanno bene.

    • Giustamente come tu dici e ricordi, la soluzione per una vera Riforma costituzionale dovrebbe essere affidata ad un’Assemblea Costituente e il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica doveva essere a maggior ragione determinata da una fase Costituente. All’elusione di questa scelta ora si aggiunge l’aggravante di un metodo di dubbia costituzionalità nella revisione in corso, in quanto se si afferma che la nostra Repubblica è regolata da un Sistema parlamentare non si può sopportare che un Governo prevarichi il Parlamento quando sono in gioco le regole che devono gestire il Sistema democratico. Secondo me si è sovvertito l’ordine dei Poteri Costituzionali che partono da quello Elettivo (il Popolo che esprime i suoi rappresentanti), poi da quello Legislativo (il Parlamento che in rappresentanza del Popolo emette le Leggi) per giungere infine al Potere esecutivo (il Governo che esegue in base alle Leggi deliberate dal Parlamento). Quindi se questa è la gerarchia dei Poteri, se l’ultimo ne sovrasta uno che lo precede si decade nell’autoritarismo. Possiamo ammetterlo come Socialisti??
      Se sono nel giusto, oltre ai rappresentanti dei parlamentari dell’opposizione, dovrebbe esserci anche il PSI a chiedere di essere ascoltato nel merito dal Presidente della Repubblica.
      Carissimo Mauro avrei bisogno di conoscere la tua opinione su queste mie affermazioni. Grazie
      Je suis socialiste

  8. Fa un certo effetto vedere i deputati di SEL fare a pugni con quelli del PD, sbaglio o alle elezioni del 2013 SEL era una pedina fondamentale per il programma di centro sinistra. Quanta acqua passata sotto, i ponti e quanto è cambiato il PD che imbarca con naturalezza parlamentari eletti sotto un’ altra bandiera. Lo spettacolo poi di approvare le riforme costituzionali da soli non è una prova di forza ma un errore politico di madornale arroganza. Matteo stai sereno, ma ogni tanto guardati le spalle

  9. Corrado Passera ha scritto su twitter:
    Renzi, Berlusconi, Grillo, Salvini: nessuno di loro siede in Parlamento, ma ne sviliscono il ruolo gestendo i nominati con i loro diktat.
    Non ho resistito e gli ho risposto:
    @corradopassera chi? Una lobby dell’economia finanziaria che, per prosperare, vuole turbolenze? E’ interessante studiare i tuoi tweet!

  10. Non scherziamo… una nuova Costituente con gli attuali personaggi presenti in parlamento?
    Vi rendete conto di cosa può uscirne?
    Prima impareremo a scegliere i nostri rappresentanti meglio sarà: solo allora potremmo parlare della necessità di una nuova Costituente.
    Ad ogni modo l’autoritarismo di Renzi non fa bene a nessuno, non si può pensare di riscrivere le regole con maggioranze mutevoli o peggio ancora con “condannati in via definitiva”.

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