mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Lavoro, via a quello
volontario per chi è in Cig
o in disoccupazione 
Pubblicato il 12-02-2015


Tutti i lavoratori che beneficiano di un sostegno al reddito, dalla cassa integrazione all’indennità di disoccupazione, potranno “volontariamente”, da questo mese di febbraio, svolgere un lavoro di utilità sociale in favore della propria comunità di appartenenza. Entra nel vivo, così, con la registrazione da parte della Corte dei Conti del decreto ministeriale ad hoc, quanto prefigurato nel 2014 dal dl semplificazione con cui il governo avvia, di fatto, la prima forma di politica attiva sul lavoro che prescrive una sorta di ‘scambio’ tra il sostegno devolto al lavoratore e la ‘restituzione’ fornita sotto forma di attività sociale. Il ”neo-lavoratore’, infatti, non verrà retribuito ma soltanto ‘assicurato’ dall’Inail. I fondi previsti allo scopo già sono stati stanziati: 4,9 mln nel 2015 e altrettanti nel 2016 con cui assicurare annualmente l’apporto di circa 18 mila persone l’anno per un totale di 4,9 milioni di giornate di lavoro.

E adesso il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, unitamente all’Anci, ha firmato un Protocollo d’intesa con il Forum nazionale del terzo settore per l’attuazione di iniziative sperimentali finalizzate ad ampliare la rete di iniziative con cui sviluppare questa forma di volontariato. Cinque essenzialmente i campi nei quali l’esperienza del Terzo settore è maggiore e per i quali è prevedibile che sia convogliata la nuova ‘forza-lavoro’ in quel che assomiglia ad un nuovo ‘servizio civile’: la tutela e cura dei beni paesaggistici; i servizi soci-assistenziali; socio-sanitari e quelli in campo educativo. I risultati, al termine della sperimentazione, saranno monitorati attentamente dal ministero del Lavoro che sta comunque lavorando all’idea di trasformare il volontariato in un obbligo legato all’erogazione di un sostegno al reddito. Ma il monitoraggio è finalizzato anche ad evitare che questi nuovi ‘lavoratori’ finiscano per ‘sostituire’ lavoratori veri e propri. “E’ una preoccupazione presente e legittima”, ha spiegato il ministro Giuliano Poletti convinto però anche del fatto che le iniziative messe in campo mireranno per lo più ad interventi in aree “sguarnite”, a secco di mano d’opera, e dunque poco ‘competitivi’ in questo senso. Quello che è certo, e che Poletti ha precisato, è che “non si tratterà di nuovi Lsu”, quei lavoratori socialmente utili creati dal governo negli anni ’90 per cercare di utilizzare, a tempo determinato, i lavoratori espulsi dalle medie e grandi imprese ai quali veniva erogata la Cigs poi trasformatisi negli anni di fatto in un grande bacino di precarietà. E il ‘claim’ pensato e presto utilizzato da Comuni e Terzo settore per promuovere l’iniziativa, sintetizza la filosofia di base: #diamociunamano. “E’ un bene che chi vive un momento di difficoltà sul lavoro non stia a casa ad aspettare. Ed è uno scambio:noi ci impegniamo a darti il sussidio tu ci dai una mano. In questo attivarsi, tra l’altro, al lavoratore potrebbero aprirsi altre opportunità”, ha aggiunto.

Crisi, deflazione gela trattamenti Cig 2015 

La gelata dei prezzi al consumo nel 2014 lascia al palo gli importi degli ammortizzatori sociali: nel 2015 – secondo una circolare appena pubblicata dall’Inps – gli importi netti di cassa integrazione non potranno superare (a fronte di retribuzioni superiori a 2.102 euro) quota 1.099,70 euro, appena due euro in più rispetto ai 1.097,51 del 2014. Nel 2014 l’aumento era stato di circa 12 euro sul 2013. Per salari inferiori a 2.102,24 euro l’importo netto massimo nel 2015 sarà di 914,96 euro al mese a fronte dei 913,14 del 2014.

I trattamenti di integrazione salariale per il settore edile per intemperie stagionali hanno un importo massimo di 1.319 euro con un aumento di due euro rispetto ai 1.317 del 2014. Per l’indennità di mobilità il tetto massimo è lo stesso della cig ovvero 1.099,70 euro netti per chi ha stipendi oltre 2.102,24 euro in aumento di due euro rispetto al 2014. Per l’Aspi (il sussidio contro la disoccupazione involontaria introdotto dal Governo Monti) l’importo netto massimo è pari a 1.167,91 euro (era 1.165,58 euro nel 2014). L’indennità di disoccupazione agricola con requisiti normali è al massimo di 1.165,58 euro (era 1.152,90 nel 2014). L’assegno per attività socialmente utili dal 1 gennaio 2015 è pari a 580,14 euro a fronte dei 578,98 del 2014.

Lavoro, al ministero del welfare al via il tavolo su lavoro familiare 

“Su esplicita richiesta del presidente del Consiglio, Matteo Renzi e del ministro al Lavoro e alle Politiche sociali, Giuliano Poletti, è stato recentemente attivato, presso il ministero, il tavolo di lavoro cui hanno preso parte il sottosegretario Massimo Cassano, Federica Rossi Gasparrini, presidente Comitato fondo infortuni domestici e fondo responsabilità familiare, rappresentanti di Inail, Inps e direzione Politiche previdenziali del ministero del Lavoro e politiche sociali”. E’ quanto è stato riportato in una apposita nota del ministero del Lavoro.

Al centro del dibattito, come concertato nel precedente incontro del dicembre scorso, soprattutto le questioni del Fondo Pensione Inps e del Fondo infortuni domestici Inail. Questioni sulle quali Cassano si era già detto in accordo, reputando “recepibile e coerente la richiesta dell’Associazione, di attualizzare sia il Fondo Inps che quello Inail alle leggi in vigore, dando a 8 milioni di casalinghe dignità e certezze”. Il sottosegretario ha dichiarato di “voler porre al centro dell’agenda di governo un’azione concreta per la tutela del lavoro familiare, per costruire assieme situazioni, occupazionali concrete a vantaggio delle donne e sottolineando la centralità dell’occupazione familiare che non è solo quella di mamma, moglie, nonna, ma sovente all’interno di piccole aziende che costituiscono l’ossatura dell’economia del Paese”. “Il ruolo della casalinga non può e non deve – ha avvertito – assolutamente essere considerato meno importante per lo sviluppo della nazione e la formazione delle nuove generazioni. Di tanto non possiamo che essere grati alle donne italiane nei confronti delle quali corre l’obbligo di un’azione forte che porti alla definitiva parità di genere, in linea con quanto da tempo avviene nelle più moderne democrazie occidentali”.

Versamenti Inail, entro il 16 febbraio datori di lavoro alla cassa 

Entro il 16 febbraio, i datori di lavoro soggetti all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, devono:

  • calcolare il premio anticipato per l’anno in corso (rata) sulla base delle retribuzioni effettive dell’anno precedente e il conguaglio per l’anno precedente (regolazione);
  • conteggiare il premio di autoliquidazione dato dalla somma algebrica della rata e della regolazione, al netto di eventuali riduzioni contributive;
  • pagare il premio di autoliquidazione utilizzando il “Modello di pagamento unificato – F24” o il “Modello di pagamento F24 EP (Enti Pubblici)” in caso di Enti ed Organismi pubblici indicati nelle tabelle A e B allegate alla legge 720/1984.

Carlo Pareto

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