venerdì, 19 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Le leggi non bastano
senza crescita culturale
Pubblicato il 10-02-2015


Tra le fonti del diritto figurano da sempre le «consuetudini ». Oramai non sono più la principale fonte del diritto, il potere di creare legge spetta al Parlamento, agli atti formali. Tuttavia, sebbene il processo di formazione delle norme abbia attraversato mutamenti significativi nel corso degli anni, non possiamo non ammettere che ancora oggi un ruolo importante è svolto dalle tradizioni e dalle consuetudini. Per un motivo semplice: chi è che conosce veramente la legge ?

Pochi, veramente pochi conoscono – per esempio – il codice penale. Eppure tutti sanno che «rubare» è un reato, anche se non conoscono quale articolo del codice lo prevede. Questo perchè il precetto è stato veicolato da usi tradizioni insegnamenti religiosi e famigliari e pertanto fa parte di quella cultura tramandata attraverso vari mezzi, come i giornali i libri e la televisione. Lo stesso vale per altre norme di diritto penale, societario, fiscale o di diritto di famiglia.

A confermare l’importanza della tradizione e della cultura ci sono – oltre a decine di testi di filosofi del diritto – i casi di persone che vivono all’estero. Spesse volte la cultura di una comunità non corrisponde alle leggi del Paese dove vive la comunità stessa. Il condizionamento della cultura della comunità di provenienza è così forte che alcuni giudici sono a volte costretti a tenerne conto nel valutare l’eventuale fatto commesso in violazione della legge formale del paese di accoglienza.

Tutto questo ci riporta ad una fondamentale verità. Il ruolo che assegniamo alla cultura ed alla conoscenza ed alla scuola è fondamentale ed anche più importante della creazione stessa delle leggi. Se è vero che la legge fa cultura, come temeva la Chiesa, è anche vero che la cultura consente alla legge di essere rispettata, perché è il vero veicolo di trasporto della legge e dei suoi precetti.

Per questo i giornali la televisione i libri dovrebbero aspirare ad uno standard elevato di insegnamento, ambire al progresso e non inseguire il semplice e facile profitto. I media in primis dovrebbero – quale eccezione culturale alle leggi di mercato – aspirare ad insegnare e non inseguire il più facile guadagno.

L’educazione, la scuola, le università sono lo strumento di crescita culturale, ma anche di adeguamento della popolazione ai progressi che un Parlamento illuminato potrebbe favorire. La televisione pubblica gioca un ruolo fondamentale in questo e forse abbiamo perso di vista quello che una volta ritenevamo indispensabile.

 Leonardo Scimmi

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