domenica, 21 gennaio 2018
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Opinioni e commenti
 

Italia, sempre peggio per la libertà di stampa
Pubblicato il 13-02-2015


Vignetta_libertà_di_stampaL’Italia perde 24 posti e scivola al 73esimo gradino della classifica della libertà di stampa stilata da Reporter senza Frontiere (Rsf). La statistica di Rsf dipinge una situazione di cui c’è poca consapevolezza nel nostro Paese, una situazione allarmante che dovrebbe meritare molta più attenzione della pochissima che ha invece avuto negli organi di informazione. “Un anno difficile per i giornalisti” che ha visto aumentare “le minacce da parte della mafia” ma anche “le cause per diffamazione ingiustificate”. Così la Ong ha riassunto le ragioni di questo precipitare in basso, nella presentazione del suo rapporto annuale.Cartina_libertà_di_stampa

E non si sa se siano più gravi le minacce della criminalità organizzata o quelle del potere che è in grado di esercitare pressioni forse meno visibili di quelle di mafiosi e camorristi, ma non meno pesanti per la vita di un giornalista semplicemente facendo balenare la possibilità di essere trascinati in tribunale e l’eventualità di condanne con l’esborso di somme capaci di annichilire la vita di un comune cittadino. A queste minacce, più o meno esplicite, bisogna aggiungere poi la crisi economica che sta devastando il mondo dell’informazione non solo perché ha creato un mare di disoccupazione che difficilmente verrà riassorbito, ma anche perché ha gettato sul mercato una massa di precari disposti a tutto pur di guadagnare pochi euro a pezzo.

Nel mondo dell’informazione, spesso più soggetto di altri alle lusinghe del potere, si sta concretizzando la parte peggiore delle pulsioni del capitalismo selvaggio, che chiede di pagare sempre meno il lavoro, di ridurre sempre di più i diritti e soprattutto di avere una massa disponibile e ubbidiente. Insomma il contrario esatto di quanto serve a una democrazia per funzionare.

‘Mal comune, mezzo gaudio’ però e gli italiani comunque possono consolarsi perché se noi precipitiamo di 24 posti, anche altri Paesi famosi al mondo per la qualità dell’informazione come gli Usa, scivolano verso il basso di tre posti. Certo non sono i 24 persi dall’Italia, e loro sono sempre al 49.mo posto che è ben più in alto del nostro miserrimo 73.mo, ma è pur sempre il segno che le difficoltà per l’informazione sono globali come la crisi economica e finanziaria cominciata nel 2008.

Solo la Francia, tra i Paesi avanzati, sale e non scende. È solo di un posto, ma si arrampica al 38.mo. I ‘cugini’ d’Oltralpe sono lontani anni luce dalla nostra malandata democrazia e non solo nel sistema dell’informazione.

Per chiudere e farsi un’idea dove è meglio vivere, andiamo a dare un’occhiata a fine classifica dove troviamo la Russia di Putin. L’autocrazia ex sovietica sta al 152.mo posto su 180, una posizione che parla più di mille discorsi propagandistici. All’ultimo posto l’Eritrea. Al primo la Finlandia.

Armando Marchio

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