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Opinioni e commenti
 

Libia, l’Onu spinge per una soluzione politica
Pubblicato il 19-02-2015


Onu LibiaIl sottosegretario Marco Minniti è a Il Cairo “per consegnare al presidente” egiziano Abdel Fatah al Sisi “un messaggio del primo ministro” Matteo Renzi sulla situazione e la strategia in Libia. Una “fonte informata egiziana” ha precisato che “il messaggio riguarda gli ultimi sviluppi in Libia e i passi egiziani per creare una coalizione internazionale al fine di far fronte alla formazione terroristica in Libia”. Il messaggio verte anche “sulle relazioni fra i due paesi i mezzi per rinforzarli in diversi campi”. Mentre su iniziativa dell’Ue si riuniranno oggi a Washington l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini, il segretario di Stato John Kerry, il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukri, “per affrontare la questione della Libia”. Lo ha annunciato la stessa Mogherini a Washington per partecipare al vertice della Casa Bianca sul terrorismo.

Allo stesso tempo l’Egitto non resta con le mani in mano e sta pianificando nuovi raid aerei contro le posizioni dello Stato islamico nelle città di Derna e Sirte, nell’est della Libia, da condurre nei prossimi giorni. Almeno è quanto sostiene l’emittente satellitare Al Arabiya. Secondo la tv, nel corso del vertice con i comandanti militari locali, al Sisi ha pianificato le prossime azioni per il contrasto degli jihadisti in Libia. Anche nei prossimi raid, ha aggiunto l’emittente panaraba, l’Egitto sarà accompagnato dai caccia delle Forze armate libiche, fedeli al governo insediato a Tobruk.

Alle Nazioni Unite prevale la linea occidentale di una soluzione politica della crisi libica. E l’Italia annuncia di essere pronta ad assumere un ruolo guida nell’iniziativa Onu. La comunità internazionale deve accelerare per una soluzione alla crisi libica, “è una questione di giorni e non di settimane”: è l’avvertimento lanciato dall’Alto rappresentante della politica estera dell’Ue, Federica Mogherini. “In questi prossimi giorni lo sforzo condotto dalle Nazioni Unite andrà avanti”, ha assicurato Mogherini, “il messaggio che verrà qui oggi sarà quello di un più pieno sostegno di tutti gli attori internazionali e regionali a che il dialogo interno alla Libia porti ad un governo di unità nazionale. Sappiamo bene che non abbiamo molto tempo. È una questione di giorni e non di settimane”, ha sottolineato.

In proposito, il rappresentante dell’Onu per la crisi libica, Bernardino Leon, collegato in videoconferenza, ha rilanciato la necessità che si arrivi a un accordo politico tra le fazioni che attualmente dividono il potere perché si arrivi a un governo di unità nazionale. Secondo Leon, le distanze tra le parti non sono insormontabili. “In Libia – ha ricordato Leon – lo Stato islamico ha trovato un terreno fertile nella crescente instabilità politica post-rivoluzione, sfruttando anche la debolezza delle istituzioni statali e del settore della sicurezza statale. In Libia si potrà sconfiggere il terrorismo tramite la determinazione politica e istituzionale di un governo unito, che avrà bisogno di un sostegno forte e inequivocabile della comunità internazionale di fronte alla miriade di sfide in Libia”.

Insomma nella riunione fiume del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non passa la linea di un intervento militare sostenuta dall’Egitto. La posizione italiana è stata ribadita anche dal ministro degli interni Angelino Alfano a Washington: “Noi siamo parte di una comunità internazionale e siamo pronti a fare la nostra parte”. Alfano ha anche parlato della minaccia di infiltrazioni con i barconi di immigrati. “Non c’è traccia reale di un nesso tra immigrazione e terrorismo. Ma non si può escludere nulla”.

Il segretario del Psi Riccardo Nencini chiede che si sia “un inviato italiano che affianchi l’inviato dell’Onu, lo spagnolo Bernardino Leon”. Questa è la richiesta che “venerdì proporremo al vertice dei capi di Governo e di Stato che si richiamano al Partito socialista europeo che si tiene a Madrid. Il mare Mediterraneo è un mare europeo – dice – e la questione Libia sta a cuore a tutta l’Europa, ma soprattutto all’Italia”. Il segretario nazionale del Partito socialista non ritiene che la decisione di Juncker di nominare il francese Barnier consigliere speciale per la Difesa e la Sicurezza sia un commissariamento. “Anzi – sottolinea – mi piace più parlare di un nuovo inizio della politica estera europea”. Federica Mogherini “sta facendo un buon lavoro”, in un settore nel quale ha dovuto “partire quasi da zero”. Nencini cita Kissinger, il quale diceva che, sul fronte della politica estera europea, “non sapeva a chi telefonare. Ora è una rimonta continua – aggiunge – e già si cominciano a vedere dei segnali soprattutto in Ucraina”.

Redazione Avanti!

 

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