lunedì, 25 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

L’intervento di Pastorelli
nella discussione generale
sul decreto legge Ilva
Pubblicato il 25-02-2015


ORESTE PASTORELLI. Signora Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il decreto-legge n.1 del 2015 affronta molti dei nodi problematici legati alla grave situazione sociale ed ambientale che si è venuta a verificare presso gli stabilimenti dell’Ilva. I tragici eventi che lì si sono consumati e continuano a consumarsi sono noti a tutti voi, e non serve, dunque, che ve li illustri.

  Vicende che hanno richiesto, nell’anno appena trascorso e all’inizio di questo, interventi normativi ed amministrativi di straordinaria necessità ed urgenza da parte del Governo, rispetto ai quali noi oggi siamo chiamati a dare il necessario supporto parlamentare.Pag. 44

  Il Governo, con questo decreto-legge, da un lato, ha messo in campo una serie di strumenti giuridici per il riavvio e la prosecuzione, in condizioni di maggiore sicurezza e salubrità rispetto al passato, delle attività industriali dell’Ilva, mentre, dall’altro, ha individuato, con riferimento al territorio interessato dalla presenza di questo stabilimento, le risorse e gli obiettivi da perseguire nel campo della ricerca scientifica oncoematologica.

  Il pacchetto di misure contenute nel decreto-legge n. 1 del 2015, così come integrato dagli emendamenti approvati in Senato, rappresenta non solo uno strumento necessario per consentire la prosecuzione delle attività industriali dell’Ilva in un contesto di legalità e di rispetto delle minime norme di sicurezza, ma il mezzo per far risollevare un intero territorio il cui tessuto economico e sociale è fortemente sofferente.

  La direzione intrapresa con questo decreto-legge è quella giusta: solo attraverso politiche tempestive e fra loro coordinate è possibile coniugare efficacemente ambiente, lavoro e salute, e dunque restare competitivi in Europa e nel resto del mondo. In questo senso, la disciplina sull’ammissione dell’amministrazione straordinaria di impianti industriali di interesse strategico-nazionale, la tutela dell’indotto e dei crediti delle piccole e medie imprese relativi a prestazioni necessarie al risanamento ambientale, alla sicurezza ed alla continuità dell’attività, la possibilità, a determinate condizioni, di poter affittare stabilimenti di questo tipo e la loro ammissibilità alle procedure di riconversione.

  Poi, le altre disposizioni in tema di ricerca sanitaria nella provincia di Taranto o in tema di agevolazioni di natura fiscale e finanziaria nei confronti di alcune imprese che vantano crediti nei confronti dell’Ilva o di imprese di interesse strategico-nazionale. Tutte queste misure sono indispensabili in un Paese che desidera voltare pagina, in un Paese che deve trovare il giusto equilibrio tra politiche ambientali e politiche industriali. Al di là della responsabilità a livello nazionale e locale circa i fatti dell’Ilva, quello che più deve interessarci è il recupero ambientale sociale ed economico di un territorio e di un pezzo del nostro Paese. Segnalo, peraltro, all’attenzione degli onorevoli colleghi il fatto che, alla luce anche dei ristretti tempi per la conversione dei decreti-legge e della severaPag. 45disciplina sull’ammissibilità degli emendamenti alla legge di conversione, nel disegno di legge in esame non hanno trovato spazio molti emendamenti che sicuramente avrebbero meritato di essere discussi. In particolare, segnalo la necessità di misure ancora più stringenti sotto il profilo della compatibilità ambientale e della possibile riconversione dello stabilimento Ilva. Ad ogni modo, il comune denominatore che lega tutte le norme contenute nel decreto-legge n. 1 è l’ammirevole sforzo di trovare un nobile compromesso tra tutte le istanze e le necessità connesse alla vicenda dell’Ilva e di mantenere attiva, attraverso tale equilibrio, la produzione dello stabilimento. D’altronde, la formazione del nostro Paese, nel contesto europeo o globale, dipende anche dalla nostra capacità di elaborare tempestivamente risposte adeguate a problematiche industriali complesse come quella prodotta dagli stabilimenti dell’Ilva. In conclusione, invito dunque gli onorevoli colleghi, ad adottare questa prospettiva nell’esame di un provvedimento del Governo, il quale costituisce una risposta ben articolata al problema Ilva, alla quale dovranno seguire necessariamente ulteriori interventi (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Partito Socialista Italiano (PSI) – Liberali per l’Italia (PLI) e Partito Democratico).

 

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