lunedì, 25 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

L’Isis è in guerra con l’Occidente
Pubblicato il 20-02-2015


Alcuni anni fa, Gilles Kepel – divenuto celebre a motivo del suo fortunato slogan “ la rivincita di Dio”– pronosticò l’imminente fine del Jihad globale a motivo dell’esaurimento della suo furore pantoclastico. E invece il fondamentalismo islamista, simile all’Araba Fenice, è risorto dalle sue ceneri e in forme ancor più aggressive e preoccupanti. È accaduto che, quasi contemporaneamente al massacro dei redattori della rivista “Charlie Hebdo” — che tanto ha traumatizzato gli europei – il carismatico leader del nuovo Jihad, Abu Bakr al Baghdadi, dopo aver proclamato la restaurazione del Califfato, ha pubblicamente dichiarato che il suo irrinunciabile obbiettivo è la conquista di Roma. Ciò indica chiaramente non solo che il duello esistenziale fra il fondamentalismo islamista e l’Occidente non è punto terminato; indica anche che è destinato ad assumere inquietanti dimensioni. E questo per almeno due motivi. Il primo è che ora gli “zeloti della Sharia” – determinati come sempre a purificare il Dar al-Islam cancellando la corruttrice influenza del Grande Satana – dispongono di uno Stato – l’Isis – in grado di autofinanziarsi e di esercitare la sua piena sovranità su una vasta regione popolata da milioni di sudditi. Il secondo è che quello che è stato giustamente definito il “Califfato del terrore” è diventato una potente calamita per tutti i musulmani che, animati da un odio estremo per l’Occidente e i suoi valori “pagani”, desiderano ardentemente assumere l’esaltante ruolo di “guerrieri di Allah”.

E, infatti, il 50 per cento dei miliziani dell’Isis vengono dai Paesi arabi, ai quali si devono aggiungere ben 3 mila provenienti dal cuore dell’Europa. Né è tutto. I dati pazientemente raccolti dai centri di ricerca certificano che fra i “musulmani europei ” fortissima è la simpatia per lo Stato islamico e persino per la violenza terroristica esercitata, in nome di Allah, contro gli infedeli.

Tutto ciò testimonia che quella sin dal 1990 descrissi come “la guerra culturale fra l’Occidente e l’Islam” continua a dominare la scena mondiale. Quale sarà l’esito dello scontro fra la Città sacra e la Città secolare – due modelli di civiltà radicalmente incompatibili — non è dato prevedere. Ma è senz’altro dato prevedere che esso può alterare profondamente il sistema di valori dell’Occidente. E questo perché – come ha ammonito Nietzsche – “quando si combatte contro un mostro, c’è il rischio di diventare un mostro”.

Luciano Pellicani
dal blog della Fondazione Nenni

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Commenti all'articolo
  1. Lo siamo già amico, e, i “lupi solitari” sono e purtroppo lo saranno sempre più, il loro esercito, impossibile sconfiggerlo. Il fanatismo è un’arma invincibile, previsto dalla Fallaci e chiaritoci da Bin Laden.

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