venerdì, 24 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

L’Isis, Rai News 24
e il diritto all’informazione
Pubblicato il 27-02-2015


Nel suo editoriale di avant’ieri, 25 febbraio, la direttrice di Rai News Monica Maggioni ha annunciato che non verranno più trasmessi, all’interno del telegiornale cui fa capo, i filmati di Isis. Le notizie saranno comunque trattate, ma accompagnate da un fermo immagine o da foto. La decisione è stata presa per evitare di “diventare parte della loro propaganda”, una propaganda che, ha sottolineato con convinzione la Maggioni, appare studiata sin nei minimi dettagli al fine di destare angosce e scalpore tali da permettere a questi video di fare il giro del mondo, così come stanno facendo ormai da tempo.

Ma, proprio per questo motivo, il tentativo di Rai News 24 di allontanarsi da questo trend, altro non è che una goccia nell’oceano. Un tentativo, forse, utile anche a far parlare di sé. Per quanto possa essere inelegante da dire, la Maggioni, con questo editoriale così bellamente forte e persuasivo, ha posto se stessa in primo piano, proprio nel momento in cui la riforma Rai andrà a smuovere gli equilibri interni e a ‘far ballare’ decine di poltrone. La Maggioni, che pure sembra non dover temere questa scossa, potrebbe però avere necessità di far parlare di sé. Di mettersi in mostra, insomma. Magari per essere agevolata nella corsa ad un altro posto.
Ma, a prescindere da questo, la sua decisione è solo apparentemente una novità, dal momento che è già assolutamente vietato per la tv pubblica mandare in onda filmati cruenti. Tanto più in un telegiornale. Questo genere di video vengono prima esaminati e sempre tagliati, in modo che si possano mandare in onda solo i momenti meno scabrosi. Non vedremo mai in un telegiornale un uomo che uccide un altro uomo.
Perciò, quale sarebbe il guadagno da questa decisione per noi spettatori? e quale sarebbe, in questa ottica, la differenza tra un fermo immagine o una foto e un video che viene comunque tagliato?
Inoltre, un giornalista non deve mai edulcorare una notizia, seppure con una scelta visiva. Un giornalista deve portare in primo piano la notizia, senza fare terrorismo psicologico, è chiaro, ma con coerenza e onestà. Il fatto che quei video siano così ben progettati, come anche la Maggioni ha avuto modo di notare, è importante. E chi guarda un telegiornale deve sapere anche questo. Se si vuol porgere la notizia nel migliore dei modi non basta raccontare con le parole, bisogna anche dar modo allo spettatore di crearsi una propria idea, di immagazzinare immagini, notizie, suoni. E di avere anche il diritto di sentirsi anche turbato da tutto ciò. Di acquisire autonomamente consapevolezza e non per tramite di una foto e delle parole scelte dal giornalista di turno.
Un giornalista non deve “mettersi tra loro e noi”.

Giulia Quaranta

 

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Commenti all'articolo
  1. Lezione di giornalismo. Non alla Maggioni. Ad ognuno di noi lettori ci viene ricordato qual’è il nostro diritto di uomini liberi rispetto all’informazione e non essere vittime dell’informazione dell’Isis e della Maggioni. Grazie.

  2. Fa bene la Maggioni a tagliare quei filmati, ma le fasi più crude dovrebbero essere illustrate con le parole adeguate esaltandone le atrocità. Il cittadino deve tenersi pronto. La politica dello struzzo non è vincente. Ne con le Ave Maria ne con l’Acqua Santa non si vincono battaglie.-

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