martedì, 22 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

“L’Uomo, la Bestia e
la Virtù” di Pirandello
in scena al Quirino
Pubblicato il 25-02-2015


Teatro Quirino

I protagonisti de “L’Uomo, la Bestia e la Virtù””: Marianella Bargilli, Geppy Gleijeses e Lello Arena

Luigi Pirandello è stato uno dei maggiori drammaturghi del secolo scorso, oltre che un importante scrittore e poeta, guadagnando per la sua grande opera anche il Premio Nobel nel 1934.  Pochi sanno, però, che la sua vita è stata segnata da vicende molto dolorose, come la prigionia del figlio ad opera degli Austriaci durante la Grande Guerra e la lunga malattia della moglie che, nel 1919, ne impose il ricovero in manicomio, dove restò fino alla morte.  L’opera di Pirandello non poteva dunque non risentire di queste tristi vicende familiari ed anche le sue commedie più divertenti hanno sempre un retrogusto amaro, portandoci su un piano superiore a quello del semplice divertimento.

Questo è anche il caso de “L’Uomo, la Bestia e la Virtù”, una commedia dai toni farseschi e scollacciati scritta ed andata in scena per la prima volta proprio nel 1919. Il tema trattato dalla commedia è ben rappresentato dal titolo: i protagonisti sono tre maschere che ritroviamo nella società moderna. L’Uomo è la maschera indossata dal professor Paolino: questi nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che indossa la maschera della Virtù. La signora Perella, infatti, appare come una morigerata e pudica madre di famiglia, di fatto abbandonata dal marito, capitano di marina di lungo corso. Il capitano è un uomo scontroso, burbero, intransigente, che non può non apparire agli occhi della gente con la maschera della Bestia. Ad onor del vero il capitano convive con un’altra donna a Napoli e, nelle rare occasioni in cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei.

La commedia in maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l’ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta del marito in una delle rare occasioni in cui i due si incontrano e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Volendo essere sicuro del risultato, il professore si farà preparare da un amico farmacista un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. L'uomo, la bestia e la virtùTutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà dopo cena lasciando libero campo al capitano e rimanendo d’accordo con la signora Perella che laddove la trappola fosse andata a buon fine, un vaso di fiori sarebbe comparso di primo mattino sulla veranda. Ma l’indomani nessun vaso apparirà…

Una commedia ricca di doppi sensi, farsesca, ben interpretata dai protagonisti: l’instancabile Geppy Gleijeses nei panni del trasparente professor Paolino, un inconsueto Lello Arena nei panni del burbero Capitano Perella e la bella Marianella Bargilli nei panni dell’eterea signora Perella. Un plauso va ai costumi di scena, che aiutano a riflettere sulle maschere impersonate dagli attori. Scenografia minimale e musiche refrain nella attuale messa in scena, che, per modernizzare l’opera, è stata di fatto accorciata a due atti rispetto ai tre originali.

Nel complesso una commedia in cui ritroviamo un Pirandello francamente comico ma con risvolti di grande impotenza e di amarezza di fronte ai soprusi perpetrati da un uomo prepotente e dispotico nei confronti di una moglie debole e trascurata e da un modesto professore di lei innamorato. Un’opera divertente che ci aiuta a riflettere, anche se alcuni dei suoi presupposti farseschi sono venuti meno nella società di oggi, essendo il ruolo della donna notevolmente mutato rispetto ai primi del Novecento. “L’Uomo, la Bestia e la Virtù” sarà al Quirino di Roma dal 24 febbraio fino al prossimo 15 marzo, mentre dal 18 marzo lo ritroveremo al “Teatro delle Palme” di Napoli, per poi essere in tournée in tutta Italia.

Al. Sia.

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