mercoledì, 20 giugno 2018
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Opinioni e commenti
 

Responsabilità toghe, continua la protesta dell’Anm
Pubblicato il 26-02-2015


Responsabilità_magistrati“La riforma sulla responsabilità civile dei magistrati è stata presentata come una legge che tutelerà meglio i cittadini, purtroppo non è così. Il vero tema della riforma è il riequilibrio dei rapporti tra politica e magistratura. Il tema della responsabilità civile dei magistrati è essenzialmente politico”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Rodolfo Sabelli. Un approccio diametralmente opposto rispetto a quello del deputato socialista, e capogruppo Psi in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Enrico Buemi che ha concepito il provvedimento, approvato anche dalla Camera, martedì scorso.

SABELLI (ANM): LA RIFORMA DANNEGGIA I CITTADINI – Una data ancora non è stata fissata, ma l’incontro con il capo dello Stato – richiesto da giorni dall’Anm – si auspica “avvenga in tempi brevi” spiega il presidente. Sabelli ha poi sottolineato che lo specifico tema della responsabilità civile dei magistrati si inserisce nel panorama più ampio che riguarda il corretto funzionamento della giustizia italiana e la tutela dei diritti del cittadino che – secondo il presidente del sindacato delle toghe – la recente riforma va a “danneggiare, soprattutto i più deboli. I cittadini potranno essere tutelati solo dalla buona giustizia, che si fa con le buone riforme, che il governo non ha ancora fatto. Vogliamo sfidare la politica sul campo delle riforme per la buona giustizia, indicando dei punti semplici e chiari, come l’abrogazione della legge ex Cirielli (che dispone in tema di diritto penale, ndr) e il blocco dei termini di prescrizione dopo il primo grado, e l’estensione alla corruzione delle norme antimafia”. Secondo l’Anm la riforma, in realtà, cela un messaggio politico inviato alle toghe: “Il problema è il valore simbolico della riforma, ma ci sono anche degli effetti processuali con il turbamento degli equilibri processuali. Si tenterà di intimidire il giudice, anche se i giudici non si lasceranno intimidire. Il rischio è che si arrivi a un quarto, un quinto, un sesto grado di giudizio”.

PENALISTI: LEGGE EQUILIBRATA – Di parere contrario, Beniamino Migliucci presidente dell’Unione Camere Penali (Ucpi) che definisce la legge “equilibrata”, capace di fornire “ai cittadini un maggiore strumento di difesa. Non si capiscono i timori e il clamore dell’Anm: i magistrati che operano bene e con coscienza non hanno nulla da temere da questa legge”. Migliucci ha poi ricordato i dati del ministero della Giustizia che rimarcano i contorni controversi della legge Vassalli, puntualizzando che – sul rischio della paventata pioggia di ricorsi con la nuova legge – “un avvocato serio dovrebbe fare un primo vaglio di ammissibilità, valutando il da farsi”.

Oltre alla responsabilità civile dei magistrati, la politica dovrebbe occuparsi anche di quelle questioni rimaste aperte quali la condizione dei magistrati onorari (come ci scrive Adalberto Andreani) che Buemi ricorda “non avere particolari garanzie o tutele nello svolgimento della loro attività”.

Silvia Sequi

 

 

 

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