lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Strage di migranti, polemiche e sospetti
Pubblicato il 12-02-2015


Sbarchi clandestiniIl Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo la terribile tragedia degli oltre 300 migranti morti in mare o assiderati sulle navi di soccorso e il diluvio di critiche piovute sulla missione Triton che ha sostituito da gennaio la vecchia Mare Nostrum, si è rivolto ai vertici delle Istituzioni europee perché si faccia di più per affrontare insieme il problema. Ma intanto i racconti degli scampati aggiungono orrore ad orrore e anche terribili sospetti.

Le vittime sarebbero più di 300, ma probabilmente il numero esatto non lo si saprà mai perché il mare finora non ha restituito nessuno dei corpi dei migranti affogati e restano solo quelli dei 29 assiderati. A salvarsi degli oltre quattrocento che sono partiti su quattro gommoni dalla costa libica, sono stati solo 85.

Secondo i racconti dei superstiti, erano in 460, tutti in un unico campo di raccolta sulla costa libica, e venivano tutti dal Mali, dal Senegal e dai Paesi dell’Africa sud-sahariana. Sabato pomeriggio 430, tra cui donne e bambini, sono stati prelevati e portati su un molo dove si sono trovati davanti ai quattro gommoni e a un mare forza otto. Condizioni pessime che avrebbero sconsigliato la partenza anche a navigli ben più sicuri, ma i trafficanti li hanno obbligati a salire e a prendere il largo, minacciandoli con le armi. Ridotti al silenzio, su quattro gommoni stipati e sovraccarichi, spinti da motori da appena 40 cavalli di potenza, appena al largo si sono subito trovati in difficoltà. Le raffiche di maestrale e le onde alte anche 9 metri, hanno fatto affondare quasi subito due gommoni.

Le testimonianze raccolte da alcuni operatori di Save the children sono drammatiche: “Il primo gommone si è bucato ed ha cominciato a imbarcare acqua prima di essere travolto dalle onde del mare, l’altro si è sgonfiato nella parte prodiera prima di affondare. Noi siamo finiti in acqua e ci siamo aggrappati alle cime mentre i nostri compagni annaspavano prima di scomparire tra le onde del mare in tempesta”.

“Per quanto sembri incredibile – dice Giovanni Abbate, dell’Oim – i profughi dicono di essere perfettamente in grado di dare nomi e cognomi, età e provenienza delle persone che sono partite con loro. Molti erano parenti o amici, molti hanno fraternizzato durante la permanenza nei centri libici”. Dopo l’Sos lanciato con un telefono satellitare, sono scattate dall’Italia le operazioni di soccorso, alle quali hanno partecipato quattro mercantili, due motovedette della Guardia Costiera e due aerei militari. A rischio della vita degli stessi soccorritori, sono stati recuperati i 105 che erano a bordo un gommone e di questi 29 sono morti subito di freddo. Degli altri gommoni sono stati raccolti mentre annaspavano tra le onde solo in 9.

Sui numeri della strage i magistrati invitano alla prudenza perché “finora non è stato trovato alcun elemento di riscontro, né relitti né corpi”. Se i numeri sono veri, il costo umano di quest’ultima strage nel Canale di Sicilia è molto vicino a quello del 3 ottobre 2013 nelle acque di Lampedusa quando i morti furono 366. Si poteva evitare?

La nuova strage di migranti ha fatto immediatamente rinascere le polemiche sulla fine dell’operazione Mare Nostrum. “Non si può non prendere atto – ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini, per anni portavoce dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati – che l’operazione Triton è inadeguata. L’Europa deve dotarsi di un sistema di monitoraggio e salvataggio ben più efficace di quello ora in vigore. Altrimenti ogni espressione di dolore per le tragedie avrà il segno dell’ipocrisia”.

“Il problema non è Mare Nostrum o Triton – risponde però Renzi – si può chiedere all’ Europa di fare di più, ma il punto politico è risolvere il problema in Libia, dove la situazione è fuori controllo” mentre l’ex Presidente del Consiglio, Enrico Letta, chiede proprio “ripristinare Mare Nostrum. Che gli altri Paesi europei lo vogliano oppure no. Che faccia perdere voti oppure no”.

“Sospendere Mare nostrum è stato un errore” ha detto Pia Locatelli, dell’intergruppo parlamentare Migrazione che, nello scorso autunno si è recata insieme a una delegazione di parlamentari a bordo della nave della Marina San Giusto, verificando l’importanza del lavoro svolto dai nostri militari nel soccorrere i migranti. “Le testimonianze dei superstiti e le parole del direttore sanitario di Lampedusa, Pietro Bartolo, – ha aggiunto – ci dimostrano che un pattugliamento più intenso, in grado di consentire un soccorso tempestivo con navi adeguate, come quelle usate nell’operazione Mare nostrum, molte vite umane sarebbero state salvate. Come già si sapeva Triton non ha come mandato il soccorso e la ricerca in mare, e tanto meno l’Agenzia Frontex che si occupa del controllo delle frontiere e non dei salvataggi. Per questo abbiamo ripetutamente chiesto al Governo, anche con una risoluzione approvata dal Parlamento, il mantenimento dell’operazione Mare nostrum per quelle sue funzioni che non sono sovrapponibili con quelle di Triton, ricercando una complementarietà tra i due programmi e non disperdendo le competenze acquisite. Impegno che chiediamo di rispettare: la vita umana non ha prezzo”.

Dal Viminale intanto si fa sapere che “non esiste e non può esistere un’operazione che sconfigga la morte in mare. È ipocrita e strumentale sostenerlo”. “Mare nostrum – fanno notare – era un’operazione decisa e finanziata dall’Italia per un’emergenza e dunque per un periodo limitato. Adesso occorre spostare l’attenzione dall’Italia all’Europa. Gli sponsor di Mare nostrum vogliono il contrario. Ma è una strada impercorribile perchè determinerebbe un boomerang ingestibile sia per il principio in sé (il Mediterraneo riguarda tutta l’Europa), sia per i costi, sia per l’accoglienza”.

Sembra dunque che ci sia uno scontro in corso tra sul destino di Triton e Mare Nostrum, ma c’è anche chi sospetta che la tragedia non sia avvenuta per caso. Prendiamo ad esempio dalla rete quanto scrive nel suo profilo di FB, Luigi Ginetto Mancuso: “Dalle notizie diffuse sui media sembra che i migranti siano stati costretti con le armi ad imbarcarsi nonostante le condizioni del mare. Non credo molto a questa versione (chi si imbarca lo fa volontariamente). Ma se fosse vero ho un sospetto: gli scafisti hanno mandato al massacro centinaia di disperati per costringere l’Italia o l’Europa a ripristinare le operazioni di mare nostrum”. E sì perché è anche vero che gli scafisti guadagnano il loro sporco denaro proprio dal traffico di migranti e Mare Nostrum ‘garantiva’ a tanti di raggiungere le coste dell’Italia mentre non altrettanto si può dire con Triton. Insomma i trafficanti avrebbero cercato la strage proprio per ottenere una maggiore sicurezza nei salvataggi e quindi fare più affari.

Comunque, sempre per tornare ai dati del ministero dell’Interno, nonostante le temperature, nel mese di gennaio i migranti che hanno attraversato il Mediterraneo sono stati 3.528 contro i 2.171 del gennaio 2014 (170mila nell’intero anno), mentre nel nello stesso mese del 2013 erano stati solo 217. Il principale Paese di partenza dei migranti è stato, anche il mese scorso, la Libia, che sta vivendo una crisi interna sempre più complicata. Ma la maggior parte dei migranti sbarcati a gennaio risulta originaria di Siria (764), Gambia (451), Mali (436), Somalia (405) e Eritrea (171).

Redazione Avanti!

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