giovedì, 23 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Meglio confrontarsi a sinistra che finire nel PD
Pubblicato il 24-02-2015


Con il suo Editoriale titolato ‘Lì No’” il direttore sollecita una riflessione più ampia sulla collocazione politica ideale e pratica dei Socialisti nella nuova fase politica che si è aperta ormai da un anno.

Il ‘luogo’ politico indicato da Del Bue come proibitivo per i Socialisti sarebbe una eventuale sinistra di stampo neo-radicale, ammiccante al vincente modello greco e guidato magari dal leader della FIOM, sganciatosi dalla vicenda sindacale e pronto ad un’ennesima avventura politica così come è occorso a molti ex-leader di sindacato nella seconda Repubblica.

‘“Lì No’”, bene è giusto mantenere distanza da tutto ciò che è raccogliticcio ed è vistosamente incapace di cultura di Governo; ma la sinistra socialdemocratica dove ricaverebbe il suo spazio vitale in Italia?

Qual è il progetto convincente partorito dalle viscere della seconda repubblica che incontra la cultura politica socialista, liberale , nazionale e laica dalla quale proveniamo?

Accade che quando si entra in uno stato di crisi profonda si voglia fare di tutto per evitare di affrontarla, meglio se prendendo il toro per le corna.

D’altronde la nostra storia recente è gravida di successi, ma anche di sconfitte vistose dalle quali non siamo più riusciti a riaverci ed è naturale che la stanchezza delle classi dirigenti abbia preso il sopravvento, ma mai, dico mai neanche nei momenti in cui il mondo socialista si era diviso nella diaspora interpretando le fasi post-tangentopoli in modo diametralmente differente, si erano smarrite le ragioni di fondo che facevano delle organizzazioni socialiste una cellula vitale e propositiva, un punto di riferimento per più di un milione di italiani che avevano continuato a votare per le nostre organizzazioni.

La realtà ci dice che il PSI non è più segnalato da tempo nelle intenzioni di voto degli italiani e che la scelta di non presentarsi per due tornate nazionali successive alle elezioni ha nei fatti disabituato l’elettorato alla scelta socialista. Le intenzioni di Leggi elettorali fortemente punitive per le minoranze nonché un accordo capestro di stretto legame con il Partito Democratico, ha poi nei fatti consegnato alla mercè dei nuovi oligarchi del PD ogni prospettiva di autonomia tanto che alcuni dei nostri dirigenti più graditi dall’elettorato hanno optato per una scelta di definitiva confluenza con quel partito senza attendere il beneficio del “patto federativo”.

D’altronde, a detta del Segretario politico pro-tempore del Psi, si è detto che nel PD “si stapperebbero bottiglie” per un’’eventuale confluenza dell’’intero nostro Partito.

Proviamo a ricapitolare:

il campo della sinistra italiana è momentaneamente occupato da un gruppo dirigente neo-centrista che sta mettendo in opera la ‘rivoluzione liberale’ mai attuata da Berlusconi, con il corollario e l’aggravante di una rottura senza precedenti con il mondo sindacale e l’accelerazione di processi decisionali monocratici favoriti da leggi elettorali che nella sostanza attraverso meccanismi di elezioni perlopiù indirette (province e Senato) attenuerebbero il carattere plurale della nostra democrazia;

le cosiddette riforme messe in campo allo stato, non hanno invertito la china degli indicatori economici e l’Italia, assieme a Cipro, è la nazione che cresce e crescerà di meno nei prossimi tre anni;

sullo sfondo di una crisi internazionale senza precedenti, affrontata con il piglio dilettantesco che abbiamo tutti potuto constatare, nell’’insieme c’è la sensazione che malgrado questi elementi nulla possa contrastare la leadership di Renzi che miete vittime tanto nel suo campo che in quello esterno, diviso come non mai dall’’inizio della seconda repubblica ad oggi.

Ora non si sa se il nostro posto sia un “’Lì’” definito; certo è che una discussione aperta, alta e definitiva fra i socialisti va affrontata.

Se la crisi del PSI ebbe nella vicenda giudiziaria il fattore esterno decisivo per metterci fuori gioco, oggi le ragioni di una definitiva scomparsa del Partito è da ricercarsi nella nuova accelerazione imposta da Renzi, dalla vocazione maggioritaria del PD che assorbe, cancella e distrugge tutto ciò che è cosa diversa da quel corpaccione informe che prende il nome di Partito Democratico e che l’opportunismo delle sue classi dirigenti ha voluto far aderire alla grande famiglia del socialismo europeo dalla quale è vistosamente lontano per storia, cultura ed appartenenza.

Si tratta di mantenere in vita una Storia, la nostra, senza abdicare alle prerogative che sono proprie di un’area politica e culturale che si è sempre contraddistinta per libertà e originalità.

Non possiamo ridurla ad un’’appendice subalterna di “portaordini” di personalità politiche improvvisate, di capi bastone di cultura catto-dem, di finanzieri d’assalto arricchitisi grazie alle buone informazioni di Madrine Costituenti che seppelliscono con un sorriso l’’austero pantheon della nostra Costituzione.

Se ha un senso la riflessione di Mauro essa deve tuttavia meritare una risposta diversa dall’’opporre un rifiuto ad una prospettiva politica quale essa sia, o peggio mantenere in vita opzioni politiche (autonomia e patti federativi) che non possono stare assieme, perché sarà certamente meno duro e difficile confrontarsi con pezzi sparsi della sinistra italiana con i quali la frattura si è consumata lungo il corso della Storia, che essere inghiottiti nel conformismo di un nuovo regime che a quella Storia non concederà neanche l’’onore delle armi.

Bobo Craxi

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Commenti all'articolo
  1. Dà fiducia sapere che ci sono ancora dirigenti del PSI disposti ad opporsi alla confluenza nel PD. Penso che tutti i compagni che hanno a cuore l’autonomia e la difesa della storia del PSI dovrebbero unirsi e fare fronte comune.

  2. E’ importante interrogarsi ma non bisogna chiudere gli occhi d’innanzi al contesto. La politica spinge verso il bipolarismo, piaccia o meno, e non c’è modo per invertire la tendenza. Ora, con queste premesse, l’interrogativo più importante è capire quale sia il percorso attraverso il quale si può maggiormente incidere sulla politica del centrosinistra. Possiamo ragionare quanto vogliamo fingendo che non esista un contenitore politico che fagocita e assorbe le istanze di tutto un elettorato ma di fatto negare questo significa ridurre il PSI ad un mero partito senza scena la cui esistenza – specialmente per chi non ha vissuto i fasti di un’epoca passata – risulta sempre più incomprensibile. Non sarebbe forse più utile assecondare questa tendenza e quindi avvicinarsi al PD ma non come ospiti gentili bensì come protagonisti? Siamo così sicuri che nell’elettorato del Pd certe istanze socialista non possano essere raccolte specialmente dall’elettorato? Siamo così sicuri che la classe dirigente del PSI non possa imporsi nel PD ( vista poi l’incapacità dirigenziale che spadroneggia nelle fila democratiche)? Ci vuole coraggio, passione e mettere da parte – anche se ne comprendo le difficoltà – la nostalgia di tempi che oramai non ci sono più.

  3. Non vi è dubbio che se c’è una pur minima possibilità di esistenza del PSI questo è fuori dal PD. Renzi ha portato il PD all’interno del PSE solo ed esclusivamente per sua convenienza all’interno della comunità Europea, anche se ciò sostanzialmente non ha prodotto assolutamente nulla per l’italia. Questo venditore di fumo non ha assolutamente nulla di Socialista né ha approvato fino a questo momento un qualcosa che possa essere annoverato nel programma Socialista riformista Italiano né Europeo. Per cui bisogna tentare a costruire a sinistra del PD il partito di cui, a mio avviso il paese ha tanto bisogno, se è vero com’è vero, che i ricchi diventano sempre più ricchi. La profonda crisi di questi anni infatti è stata scaricata completamente sui meno ambienti. Il problema delle società future sono le diseguaglianze crescenti, il liberismo sfrenato ha fallito in tutto il mondo e quindi credo ora più che mai la necessità di Socialismo adeguato ai tempi dove i meriti e bisogni di Claudio Martelli siano posti al centro. Coraggio quindi !

  4. Il PD ormai non è più un partito di Sinistra. I Socialisti debbono essere partecipi di un progetto di una nuova sinistra che non ha al momento adeguata rappresentanza. Nel Pd, salvo la sinistra dem, non vi è alcuna attenzione alle istanze dei lavori. Il timore non è essere sinistra radicale, ma essere parte del progetto integralmente neo liberista del governo.

  5. Non è più tempo di scrivere, ma di pensare ed agire – Forse è l’ultima possibilità. Abbiamo il dovere di salvare la nostra storia, costruire il nostro futuro di socialisti italiani ed il futuro di una Europa socialista, altro che partito della Nazione del bullo toscano. .

  6. L’atteggiamento nei confronti dei socialisti da parte di Renzi e del PD non è certo cambiato. C’è da registrare anzi un ostentato rifiuto di concedere alla storia del socialismo democratico italiano il riconoscimento che merita. Signori che gettano alle ortiche una tradizione così ricca e che tanto ha contribuito al progresso del nostro paese, cosa avrebbero in comune con i socialisti? Fece bene il segretario Nencini (anche in me era nata qualche speranza) a salutare positivamente l’ingresso del PD nel PSE, solo che avrebbe dovuto usare un pò di cautela, aspettando il PD alla prova dei fatti. E la prova dei fatti ha dato risultati più che deludenti. La malafede si è man mano disvelata proprio sul non riconoscimento della tradizione del socialismo democratico italiano: non solo non sanno cosa farsene, ma continua ancora più accanita la damnatio memoriae non solo di Bettino Craxi e delle vicende politiche degli anni Ottanta (Perché, con tutto il rispetto per Mattarella, non si è preferito Amato?), ma di tutta la storia socialista (si continua a preferire Gramsci a Turati e Togliatti a Nenni).
    Allora io mi chiedo e chiedo a voi tutti, compagni, quali motivi dovrebbero spingerci a far parte di una famiglia che non ci vuole. Nenni ammoniva: “primum vivere”. E’ una verità assoluta. Siamo certi, però, che entrare a far parte del PD rappresenti la strada che ci garantisca la sopravvivenza? Io non ne sono convinto e per un motivo banale nella sua semplicità: se la minoranza del PD non riesce a spostare una pagliuzza, tanto è soffocata dalla strapotenza (prepotenza?) di Renzi, cosa potrebbe fare un eventuale drappello di esponenti socialisti dentro quel partito? Certo, si potrebbe perfino arrivare ad ottenere un ministero, ma siamo sicuri che certe posizioni possano fruttare delle rendite in termini di visibilità e consensi come in passato? Caro direttore, miverrebbe da dire “lì no!”…ma nemmeno nel PD. Intanto ripartiamo dalle tante piccole roccaforti locali nelle quali, nonostante tutto, il PSI esiste e resiste, provando magari a conquistarne altre.

  7. Carissimo Bobo
    Sono del 1934 come tuo padre. Ti ho incontrato a Ravenna per il Congresso della FGS. Ricorderai che ti dedicai l’accostamento di Bettino ad Ugo Foscolo, in quanto entrambi avevano dedicato la loro vita per l’affermazione dei valori della Libertà che, facendola entrambi coincidere con la vita, diventava per loro un bene irrinunciabile. Questo accostamento lo completavo con il finale della poesia “ In morte del fratello Giovanni ”. Immaginando Craxi sulla spiaggia di Hammamet che volge lo sguardo oltre l’orizzonte pensando all’Italia, lo faccio esprimere con la stessa invocazione del poeta : (….ma io deluse a voi le palme tendo, e se da lungi i miei tetti saluto, sento gli avversi numi e le secrete cure che al viver tuo furon tempesta, e prego anch’io nel tuo porto quiete. Questo di tanta speme oggi mi resta ! Straniere genti, l’ossa mia rendete allora al petto della madre mesta. ). La Madre mesta è l’Italia che è la Sua e la nostra Patria.
    Oggi alla soglia di 81 anni, non sono deluso per avere legato la mia vita agli ideali e ai valori del Socialismo, ma amareggiato da chi prima ha tradito questa funzione di rappresentanza, poi non è stato in grado di difenderla e successivamente fino ad oggi l’ha condotta alla sua ormai prossima estinzione in Italia. Come avevo sottolineato nel mio appello di sostegno economico all’Avanti, nella Seconda Repubblica per quasi 15 anni il nome del PSI è scomparso nello schieramento della Sinistra. Molti si sono dimenticati della sua esistenza e rischiamo che le nuove generazioni forse lo conosceranno sui libri di Storia, se questi saranno letti. Bobbio ha definito la Sinistra con una semplice definizione: “ è quella parte della Società che si batte contro le disuguaglianze”. Aldilà delle sigle o di antiche divisioni ideologiche, il PSI deve unire, nella costruzione di un Progetto per un Modello di Sviluppo alternativo, tutti coloro che si vogliono impegnare in questa battaglia identitaria contro le disuguaglianze. Abbiamo bisogno però anche di un vero Leader carismatico in grado di motivare e di guidare questo Progetto alternativo. Possibilmente anche con gli attributi che aveva tuo padre.
    Je suis socialiste

  8. Bravo Craxi!
    Il pd o partito della nazione è il partito fascista o comunista del XXI secolo. Arrivederci, pertanto, a domenica 29 marzo p.v. in via dei Frentani nella sala CGIL dove si incontreranno i Socialisti contro le mezze misure dei vari Nencini, et altri.

  9. Condivido Bobo. Da vecchio riformista ex PCI non ho mai aderito al minestrone veltroniano ed avevo votato PSI nel 2008 (1% ahimè..). -Nonostante residui di posizioni degli anni ’80 che leggo sull’Avanti-rivoterei PSI se si ripresentasse col suo simbolo glorioso e i valori dell’umanesimo socialista che mi hanno sempre nutrito.
    Per rilanciare un nuovo Ulivo a guida socialista con pezzi importanti del PD antirenziano, liberal veri, con pezzi della sinistra sociale non gruppettara, pezzi del cattolicesimo sociale ecc. Una linke italiana riformista capace di condizionare le scelte del PD guidato dal turbo fanfaniano di Rignano a cui del socialismo non importa un fico secco.

  10. Caro Bobo, sono concorde su tutto! Questa posizione va rinforzata non nei contenuti ma nella diffusione nella base, sono convinto che avremmo delle sorprese positive. Sono convinto che quello che proponi, con il tuo contributo e quello di tutti coloro che ancora nella necessità di avere un soggetto Politico autonomo Socialista distinto ma soprattutto distante da questo PD dal quale, ormai è notizia quotidiana, escono da sinistra (l’ultima è di 600 in Sicilia dalla componente Civati) e rimpiazzati da destra e dal centro. Avanti, Avanti uniti per la definitiva rinascita del Socialismo italiano!

  11. Credo che il tuo argomentare sia il modo migliore per affrontare le scelte che prima o poi dobbiamo fare. Scelte che sarebbe opportuno fare insieme come Partito. Temo però che questo non avverrà, o almeno non sarà indolore. Il gruppo dirigente attuale è sicuramente, fortemente tentato di chiudere definitivamente la nostra storia ultracentenaria in quel supermercato chiamato PD. Ragioni di opportunità personale, mischiate a oggettività politica (leggasi leggi elettorali, risorse finanziarie, fragilità organizzative, peso elettorale, ecc..) portano di fatto dritto nel partito di Renzi. Per chi non si arrende all’idea di morire “democristiani” , come si sarebbe detto un tempo è certamente più intrigante misurarsi con quella “cosa Lì” che allo stato attuale non ha ancora forma certa, apparentemente distante da noi, per storie personali passate, più che per ragioni politiche odierne. Tutti però dobbiamo sapere che nulla sarà più come prima.

  12. Non riusciamo per gravi errori politici nè far vivere, nè far morire dignitosamente il nostro glorioso Partito Socialista Italiano. Considero che il PD di Renzi si sposti sempre più su posizione di centro e di destra, lontano dalla vera cultura Socialista e Riformista. La stessa adesione al PSE è stata puramente di opportunità, senza alcuna convinzione sulle fondamentali caratteristiche di politiche solidali e di giustizia sociale. La Direzione del PD non ha neppure motivato il perchè decise la “non adesione e la revoca di quella DS”. A mio parere dobbiamo rilanciare un nuovo soggetto Socialista, aderente al PSE, mettendo insieme tutte le varie Associazioni Socialiste sparse in tutta Italia; avviare un progetto di medo-lungo periodo con il coinvolgimento delle varie Fondazioni e dello stesso PSE, per indicare quale società costruire nel contesto Europeo prendendo a riferimento i temi dei “MERITI E BISOGNI” come arco di riferimento a cui rivolgerci; individuare un giovane leader capace di interpretare e comunicare tale progetto. Anch’io penso che dovremo misurarci a Sinistra del PD ricercando tante persone deluse dal PD di Renzi con volontà Riformatrici in un soggetto chiaramente Socialista.

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