lunedì, 22 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Grecia, accordo possibile all’Eurogruppo
Pubblicato il 20-02-2015


Merkel_HollandeL’accordo forse è fatto ed è questione solo di pochissimo tempo prima che venga reso noto. Per ora è un’indiscrezione che arriva dall’Eurogruppo, ma fino all’ultimo è stato un braccio di ferro sulla crisi del debito greco anche utilizzando colpi bassi fatti di indiscrezioni e falsi annunci, dichiarazioni di ministri (Schaeuble) che anticipano decisioni che dovrebbero essere a livello comunitario, campagne di stampa pro e contro. Ultimo caso, il ‘giallo’ della lettera che Atene avrebbe inviato per sbaglio – errore ‘amministrativo’ è stato definito da Atene – o che, nientemeno, il ministro Varoufakis avrebbe corretto, edulcorando le condizioni concordate fra il premier greco Alexis Tsipras, il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, e il numero uno dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem. Il tutto raccontato da Bild, giornale tedesco popolare, dai toni forti, al limite dello scandalismo.
Intanto oggi, all’apertura dei lavori (in ritardo di un’ora alle 16,30) dell’Eurogruppo, è intervenuta la Cancelliera Angela Merkel per dire pubblicamente al premier greco, Alexis Tsipras, che per chiudere un accordo sulla base della proposta presentata da Atene servono ancora “miglioramenti sostanziali” affinché il Bundestag” possa dare il proprio via libera “la settimana prossima”, e non poteva essere altrimenti dopo l’altolà pronunciato dal suo ministro delle finanze il giorno prima che era intervenuto a gamba tesa dettando di fatto la linea al Governo.

Merkel ha parlato nel corso di una conferenza stampa congiunta a Parigi con il presidente francese Francois Hollande, un vertice che ha rinverdito lo storico asse franco-tedesco e definitivamente imposto, sembra, la leadership delle due capitali sulla politica estera ed economica dell’UE.

Sulla crisi greca è il bis di quanto avvenuto per quella ucraina con relativa tappa a Mosca da Putin, con un’emarginazione di fatto di Federica Mogherini, Lady Pesc ovvero Alto Rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea, ridotta a dorata passacarte  dopo che Juncker le ha sottratto altri spazi con la nomina di tal Michel Barnier a suo commissario speciale per le questioni relative alla Difesa europea.

Comunque la Cancelliera ha in parte corretto le asprezze del suo ministro delle finanze facendo capire i tempi potrebbero essere più lunghi di quanto previsto. “È l’inizio di una fase di intensi negoziati”, ha spiegato precisando che la posizione dell’Europa è sempre stata quella di “lottare affinché la Grecia resti nell’euro” anche perché Atene “ha fatto dei progressi” in questo senso. Di stesso tenore le parole del presidente francese François Hollande: “La Grecia è nella zona euro e ci deve restare. La posizione della Francia è che bisogna fare di tutto affinché al livello greco ed europeo ci sia una più forte coesione”.

Da Atene giungono come di consueto segnali di apertura e di ottimismo. Per Tsipras “questo è il momento per una decisione politica storica, per il futuro dell’Europa!”mentre il suo ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha detto di confidare in un accordo: “Noi abbiamo fatto non solo un miglio in più ma dieci in più, e ora aspettiamo che i nostri partner facciano quello che resta”.

Sul tavolo resta il nodo del ‘memorandum’ di intesa, dove sono scritte le condizioni per il rinnovo dei prestiti di cui Atene ha bisogno per pagare stuipendi e pensioni già il primo marzo, in una parola per non correre il rischio di un default e dell’uscita dall’euro.

La Grecia chiede l’estensione degli aiuti, come voleva l’Eurogruppo, ma rifiuta l’annesso ‘Memorandum’, che per i tedeschi è invece imprescindibile, unica garanzia di rispetto degli impegni. La lettera con cui Varoufakis ha provato ad accontentare l’Eurogruppo dovrebbe sostituire il Memorandum, ma non sembra convincere tutti. Per i ‘falchi’ di Berlino e dintorni è “un cavallo di Troia”. Per Schaeuble “la lettera di Atene non presenta alcuna proposta di soluzione sostanziale, mira a un finanziamento ponte, senza adempiere alle richieste del programma, e non corrisponde ai criteri stabiliti nell’eurogruppo di lunedì” insomma potrebbe nascondere solo il tentativo di smarcarsi dagli impegni presi. Ma a livello politico l’atteggiamento è diverso. Per la Commissione (Juncker) è un passo avanti che “spiana la strada ad un compromesso ragionevole”. Pure nel Governo tedesco c’è chi la pensa diversamente dal falco Schaeuble: “La proposta scritta del governo greco è un primo passo nella direzione giusta”, ha detto il vicecancelliere tedesco, il socialdemocratico Sigmar Gabriel.

Alvaro Mutis

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