mercoledì, 23 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Donbass. Si scalda la guerra “fredda”
Pubblicato il 03-02-2015


Donbass-guerra fredda-ObamaL’Europa rimanda indietro il messaggio di Obama sulla guerra nel Donbass, la Cancelliera Angela Merkel ha chiarito quale sarà la posizione della Germania (e quindi dell’Europa) al riguardo.

Per Berlino la risposta sono le sanzioni economiche che restano la strada migliore per esercitare pressioni sulla Russia. “La Germania non invierà all’Ucraina armi mortali o letali. Siamo concentrati sulla soluzione diplomatica e i ministri degli Esteri hanno chiarito che se la situazione peggiorerà sarà necessario lavorare a nuove sanzioni”, ha spiegato la Cancelliera.
Ma anche gli Usa dopo gli annunci di ieri hanno fatto marcia indietro: Ben Rhodes, vice consigliere per la sicurezza nazionale anche se non ha smentito l’articolo del New York Times, ha affermato che Obama preferisce che il conflitto si risolva pacificamente, anche se ha chiesto ai suoi consiglieri di valutare “tutte le opzioni”.

Intanto mentre l’Europa tentenna sulla strada da percorrere, il Donbass (sostenuto dalla Russia) e Kiev (con le spalle coperte dagli Usa) continuano a massacrarsi. I combattimenti hanno riguardato di nuovo l’aeroporto di Donetsk, mentre continuano le denunce di infiltrazioni e munizioni Nato all’esercito ucraino. Circola in queste ore un video dove si vede un soldato americano in divisa e scambiato da una giornalista per un soldato ucraino.

Oggi è arrivata la notizia che, come da prassi di guerra, le autorità della Repubblica Popolare di Donetsk si stannp preparando ad uno scambio di prigionieri con la parte ucraina: si tratta di 10 persone, così come ha dichiarato il commissario per i diritti umani di Donetsk Daria Morozova. Sempre secondo la Morozova,la città Uglegorsk è stata evaquata dei suoi circa 600 civili. Oggi altri 11 civili hanno perso la vita, mentre le due repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk sostengono che a gennaio sono stati uccisi in totale 242 civili.

L’Europa resta preoccupata ma allo stesso tempo si denota la sua frammentazione interna sul da farsi, mentre alcuni Paesi, come la Francia, la Germania e l’Italia temono di indispettire l’Orso russo favorendo troppo l’Ucraina, dall’altro i Paesi con la guerra alle spalle e un passato sovietico come la Polonia si allineano sempre di più a favore di un’Ucraina nel caos della guerra civile. Il presidente polacco Bronislaw Komorowski ha voluto precisare infatti che la vendita di armi da parte di Varsavia all’Ucraina non viola accordi e leggi, pertanto è possibile.

La guerra intanto continua a sfavore di Kiev che continua a perdere terreno anche sulle vecchie conquiste: nelle ultime battaglie Debaltsevo e Gorlivka sono state riprese dai ribelli filorussi. Ora, poi, grazie al supporto russo il rischio per Poroshenko è quello di ritrovarsi un “corridoio russo” che va dal Donbass fino alla Crimea.

La Russia si avvicina pericolosamente all’Ucraina sempre di più, gli Usa puntano i piedi e l’Europa sta a guardare.

Maria Teresa Olivieri

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