mercoledì, 15 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Pil positivo nel primo trimestre. Ferma l’occupazione
Pubblicato il 27-02-2015


PilNel primo trimestre il Pil tornerà a crescere. Lo stima l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Questo perché “i segnali positivi si rafforzano”. Nel dettaglio, “la variazione congiunturale reale del Pil prevista per il primo trimestre è pari a +0,1%, con un intervallo di confidenza compreso tra -0,1% e +0,3%. Tale risultato è la sintesi del contributo ancora negativo della domanda interna (al lordo delle scorte) e dell’apporto favorevole della domanda estera netta. Al miglioramento delle opinioni di consumatori e imprese registrate a febbraio si affianca l’aumento della produzione industriale a dicembre e quello del fatturato dei servizi nel quarto trimestre del 2014. Permangono tuttavia difficoltà nel mercato del lavoro e si conferma la fase deflazionistica, seppure in attenuazione. L’indicatore composito anticipatore dell’economia registra una variazione positiva per il secondo mese consecutivo”, segnala l’Istat.

Discorso a parte per il mercato del lavoro che “non mostra chiari segnali di un’inversione di tendenza rispetto a quanto osservato negli scorsi mesi. Il tasso dei posti vacanti nei settori dell’industria e dei servizi e’ rimasto ancora stabile nel IV trimestre attorno allo 0,5%. La stazionarietà dell’indicatore, che perdura dall’ultimo trimestre del 2013, riflette la fase di stagnazione che si osserva dal lato della domanda di lavoro. In febbraio, le attese di occupazione formulate dagli imprenditori per i successivi tre mesi continuano a essere differenziate tra i principali comparti produttivi, risultando in crescita nella manifattura, stabili nei servizi e in peggioramento nel settore delle costruzioni”.

L’Istat segnala anche che si attenua leggermente il calo dei prezzi al consumo a febbraio. Lo rileva l’Istat, secondo cui l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,3% su base mensile e segna un calo su base annua pari allo 0,2%, meno ampio rispetto al -0,6% di gennaio.

Per l’istituto di statistica l’attenuazione della flessione su base annua dell’indice generale è dovuta in primo luogo alla netta ripresa dei prezzi dei vegetali freschi che sono aumentati dell’ 11,2%, dal -1,7% di gennaio. Contribuiscono poi l’accelerazione della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+1,4%, da +0,3% di gennaio), l’inversione di tendenza di quelli dei Tabacchi (+3,7%, da-0,4% di gennaio) e il parziale ridimensionamento del calo su base annua dei prezzi degli energetici non regolamentati (-12,8%; era -14,0% il mese precedente).

Il lieve recupero è evidente anche guardando al cosiddetto “carrello della spesa”: in particolare, segnala l’Istat, i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su gennaio e dello 0,7% su base annua. A gennaio il tasso tendenziale era nullo. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano invece dello 0,6% in termini congiunturali e fanno registrare una flessione tendenziale dello 0,5%, meno ampia di quella rilevata a gennaio, pari all’1,4%. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'”inflazione di fondo” sale a +0,6% (da +0,3% di gennaio); al netto dei soli beni energetici si porta a +0,7% (era +0,3% il mese precedente). Il rialzo mensile dell’indice generale è da ascrivere principalmente all’aumento dei prezzi dei Vegetali freschi (+8,2%) – condizionati da fattori stagionali – e di quelli dei Tabacchi (+4,1%); un contributo all’aumento viene inoltre dal rialzo dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+0,8%), anch’essi in parte influenzati da fattori stagionali.

L’inflazione acquisita per il 2015 è pari a -0,3%. Ma malgrado il lieve rialzo di febbraio lo spettro deflazione che ha preoccupato operatori e istituzioni finanziarie negli ultimi mesi non si attenua: secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio “è un dato che crea i presupposti per un’uscita dalla deflazione a partire dalla tarda primavera di quest’anno”. Ma per Confesercenti “l’attenuazione della deflazione è ancora in massima parte dovuta soprattutto a fattori stagionali e all’aumento di tariffe ed accise”. Per Coldiretti infine, l’andamento dei prezzi è “soprattutto il risultato di una situazione congiunturale dovuta al maltempo e non deve quindi ingannare sul reale andamento dei consumi che rimangono ancora fortemente stagnanti nell’alimentare. Tuttavia è prevista una inversione di tendenza nel 2015”.

Redazione Avanti!

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Commenti all'articolo
  1. bisogna lanciare un grande piano per l’occupazione degli over 30 e per la scolarizzazione degli under 30.
    i soldi si possono trovare da droga e prostituzione.
    e anche da una redistribuzione delle pensioni e degli stipendi pubblici, chi non ha soldi e guadagna qualcosa li spenderà e consumerà.
    chi ha già soldi, li mette in banca, non aumenta i consumi.

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