domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Notizie in breve
Pubblicato il 19-02-2015


Melfi, rilanciare lo stabilimento FCA

“Non possiamo –  scrive in una nota Francesco Pietrantuono, Consigliere Regionale Partito Socialista Italiano – che essere vicini ai sindacati che con responsabilità stanno guidando il processo di rilancio dello stabilimento FCA di Melfi. Sosteniamo il raggiungimento dell’intesa perché è di grande rilevanza per due motivi che la politica non può non guardare ed apprezzare. Innanzitutto è un passaggio fondamentale per dare seguito alle volontà di rilancio dello stabilimento, che si misura esattamente nel sostenere con alta produttività l’ottima vendita del nuovi prodotti 500x e jeep. Dall’altro è un buon accordo perché porta con se più lavoro stabile e più soldi. Un sindacato dunque che supera lo schema nel quale l’opinione pubblica l’ha spesso ingiustamente collocato, non ripiegato in una conservativa difesa dei lavoratori stabili, ma che lavora con responsabilità a costruire le condizione per la creazione di lavoro. Che da un lato lavora a strappare condizioni economiche migliori per i lavoratori e dall’altro a creare le condizioni per incrementare quel lavoro, a rendere possibili quel lavoro per i tantissimi giovani condannati altrimenti ad un attesa troppo lunga. Quei fattori di produttività che ricerchiamo per offrire un diverso e migliore futuro alla Basilicata non sono solo esterni allo stabilimento- sui quali dobbiamo indubbiamente immaginare strumenti più incisivi- ma, direi soprattutto, interni allo stabilimento e legati alla partecipazione dei lavoratori, alla dinamicità che loro esprimono in termini di condivisione con l’azienda degli obiettivi. Non ci sembra che i 20 turni così come articolati e con  carattere di temporalità – la scadenza dell’accordo è fissata al 2 agosto 2015 – ovvero consentendo a ciascun lavoratore di guadagnare in un anno circa 1400 euro aggiuntivi, rispetto a una turnazione di 15 turni e lavorare in media una domenica pomeriggio su otto domeniche,  quest’ultima avrebbe un gettito salariale di  190 euro lordi in più, sia una cosa insostenibile. Siamo convinti che la stragrande maggioranza dei lucani è pronta a questa sfida, perché la laboriosità è caratteristica della nostra comunità. Auspichiamo piuttosto che l’80% degli assunti sia lucano. Siamo convinti che i nostri giovani sono i migliori nel sapere cogliere questa sfida. Continuiamo a stare dalla parte di chi vuole imprimere un cambiamento reale e forte al sistema produttivo lucano; a partire da FCA e Polo logistico a San Nicola di melfi, dove l’orizzonte non è ancora raggiunto, nella consapevolezza che il cammino prevede la conquista di un terzo modello di cui lo stabilimento di Melfi nei prossimi anni non potrà fare a meno”.

Ravenna, tanto tuonò che piovve

Nell’ambito della preparazione di un programma di incontri con i cittadini nelle principali località del forese e con movimenti e associazioni, per condividere un progetto per il futuro di Ravenna, il direttivo comunale del Partito Socialista ha esaminato il tema del dissesto idrogeologico e dei danni che ancora una volta hanno colpito il nostro Comune. Questo il documento approvato.

Nei primi anni 70, il comune di Ravenna a guida socialista era all’avanguardia sul fronte dell’attenzione al grave fenomeno della subsidenza che mette in pericolo il nostro territorio, quello costiero in primis: sono di quegli anni, grazie ai socialisti, la prima legge nazionale in materia e l’istituzione tra i primi in Italia di un ufficio geologico comunale. Ma se ancora oggi la costa ravennate è periodicamente aggredita da mareggiate che, sostenute da forti venti e con alte onde, danneggiano gravemente le opere di difesa, le dune e in qualche caso la pineta e le località retrostanti, significa che quella politica lungimirante si è quanto meno affievolita.

La violenta mareggiata del 6 febbraio scorso, infatti, ha ancora una volta gravemente danneggiato strutture balneari e alberghiere e abitazioni private, così come il patrimonio pinetale e strade e ponti, da Casal Borsetti a Marina di Ravenna, Punta Marina, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido d Classe e Lido di Savio.

Eppure una nuova legge, la n. 845 del 1980, successivamente più volte rifinanziata, stanziava risorse per la tutela del territorio e della nostra costa, assegnando alla Regione fondi perché gli enti preposti approfondissero le problematiche e programmassero interventi per affrontare il fenomeno della subsidenza, che richiede una politica attiva di salvaguardia del territorio.

È perciò lecito chiedersi se gli amministratori locali e la Regione abbiano saputo approntare i progetti e gli interventi indispensabili a tutelare la costa e i centri abitati e con quali risultati si siano usate le cospicue risorse stanziate dal 1980, considerato che ancora ci troviamo così indifesi di fronte a tali eventi. Sembrerebbe proprio che si sia preferito agire con troppa leggerezza e pressapochismo, con scelte improvvisate, piuttosto che con metodo, con il coinvolgimento di tutti, visto che il mare, la spiaggia, la pineta, i paesi retrostanti, le strutture ricettive e i servizi sono beni della comunità e un prezioso e riconosciuto patrimonio turistico da difendere.

Un esempio di questo insoddisfacente modo di operare è quello dei 500mila euro stanziati dall’Eni per le passerelle sulle dune anziché per la difesa della costa, come potrebbero essere i muretti di protezione tra spiaggia e paese che, laddove sono stati realizzati, hanno dato buona prova.  Anche se sarebbe necessario un vero e proprio progetto unitario di Regione, Comuni della costa, categorie economiche, demani ed Eni che, partendo da una seria analisi degli effetti sulla subsidenza dell’estrazione di idrocarburi e della cementificazione, individui i rimedi strutturali, per non limitarsi soltanto ad invocare l’eccezionalità degli eventi calamitosi. Lo dobbiamo a tutti quei residenti e quei turisti che portano lavoro e reddito al nostro territorio, perché non succeda ancora una volta che in una notte vengano distrutti anni di sacrifici.

Parma – Il PSI contro Andrea Capelli

La Federazione provinciale di Parma del PSI esprime sdegno e biasimo per le ingiuriose parole espresse da Andrea Capelli, consigliere PD e capogruppo di maggioranza presso il Consiglio Comunale di Reggio Emilia. Chi riveste ruoli di primo piano nelle istituzioni non dovrebbe abbandonarsi  a beceri commenti ma avere rispetto per i cittadini, di qualsiasi territorio essi siano. In passato altri amministratori pubblici che hanno compiuto questo grave hanno avuto il buon gusto di dimettersi.
Auspichiamo anche una presa di posizione da parte del PD di Parma, di Reggio Emilia, dell’Emilia Romagna, una posizione di biasimo per un loro iscritto che non ha avuto rispetto dei cittadini di Parma e provincia. Visto che il casus belli di questa imbarazzante situazione è relativo all’Alta Velocità, servizio che Parma perse anni or sono a causa di una cieca visione politica degli amministratori di allora, sarebbe lecito aspettarsi una forte presa di posizione ad opera dei consiglieri regionali e dei parlamentari di Parma, di qualsiasi colore politico essi siano, per far sì che Parma, città europea solo a parole ma non nei fatti, possa avere questo importante servizio.
Nell’anno di Expo non avere la fruizione dell’Alta Velocità sarebbe l’ennesimo smacco verso un territorio che ormai da anni vede una profonda decadenza del suo sistema culturale (Teatro Regio), infrastrutturale (Ti-Bre, Pontremolese, aeroporto), sociale (infiltrazioni mafiose) ed economico; tranne Barilla, Chiesi e Casappa banche ed imprese di Parma sono in mano a multinazionali impegnate solo a far profitto senza reinvestire nel territorio di Parma.

Campania, rischio chiusura Selex. Di Lello interroga ministri 

Il capogruppo del PSI alla Camera Marco Di Lello ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro dell’Economia, sulla possibile chiusura degli stabilimenti Selex in Campania.

L’on. Di Lello, nel mostrare apprezzamento per il progetto di risanamento di Finmeccanica illustrato dall’Amministratore Delegato Mauro Moretti, pone l’attenzione sugli effetti negativi per la Campania e per il meridione, dovuti ad un possibile ridimensionamento o chiusura degli stabilmenti Selex Es di Giugliano e Bacoli-Fusaro, in provincia di Napoli.

La “Selex Electronic Systems” è la società del gruppo Finmeccanica attiva nel settore elettronico per l’aereospazio, la difesa, la sicurezza e la protezione delle informazioni, delle infrastrutture e del territorio. L’esponente del PSI afferma che nelle strategie rese note dai vertici di Finmeccanica, non risultano progetti di valorizzazione e rilancio delle importanti realtà industriali campane, che “potrebbero fattivamente concorrere al superamento della crisi dell’intero gruppo Finmeccanica”. “Infatti – aggiunge Di Lello – le attività di Selex Es hanno visto una progressiva crescita, fra il 2000 e il 2013, tanto che lo stabilimento campano di Giugliano, per quanto riguarda il settore della logistica, risultava coinvolto in tutte le attività industriali di Selex, con un ruolo di prime contractor con tutti i clienti istituzionali (Esercito, Aeronautica e Marina)”.

“Le scelte del gruppo Finmeccanica – prosegue il deputato del PSI- se confermate, penalizzeranno irrimediabilmente territori già strutturalmente deficitari  di realtà produttive, compromettendo ulteriormente la già fragile sostenibilità economica della Campania a favore del crimine organizzato che, nelle pieghe della crisi economica e sociale, allarga sempre più i suoi tentacoli”.

Di Lello quindi chiede ai ministri Padoan (Economia) e Guidi (Sviluppo Economico) di conoscere quali notizie risultino agli stessi sulla paventata chiusura degli stabilimenti Selex in Campania. Al Ministro dell’Economia, azionista di riferimento di Finmeccanica, si chiede inoltre di conoscere quali azioni concrete intende porre in essere nella direzione dello sviluppo e del rilancio produttivo dei settori e degli stabilimenti esistenti in Campania, che costituiscono una risorsa strategica irrinunciabile per il Mezzogiorno e per l’intero Paese.

Infine l’on. Di Lello chiede ai due membri del governo interrogati, di conoscere quali iniziative verranno adottate per salvaguardare i livelli occupazionali delle società del gruppo presenti in Campania, valorizzandone al contempo la professionalità, la capacità di innovazione e la ricerca che fanno di queste aziende delle realtà produttive all’avanguardia nel campo dell’innovazione tecnologica.

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