domenica, 21 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Nuove scoperte sul potenziale del Dna
Pubblicato il 19-02-2015


dnaNell’ultimo numero della rivista scientifica Nature sono state pubblicate le ricerche effettuate su 127 tessuti del corpo umano. Questi dati aiuteranno a curare patologie come il cancro e la sindrome di Alzheimer. Dal 2001 a oggi è stato portato avanti un lavoro pionieristico di gentisti e scienziati per capire il potenziale del nostro patrimonio genetico. Quattordici anni fa un’équipe di ricerca esultò per aver letto il proprio Dna, cioè l’elenco delle “note” che compongono un organismo. Le recentissime scoperte, invece, sono più che rivoluzionarie. Il risultato approda dopo sette anni di esperimenti in 24 studi pubblicati su Nature. L’epigenetica è quella branca della genetica che si occupa di classificare i cambiamenti che influenzano il fenotipo senza alterare il genotipo, quindi tutte le modificazioni ereditabili da genitori e avi che variano l’espressione genetica senza però alterare la sequenza del Dna.

Il Dna di ciascun individuo contiene circa 25mila geni e restano fissi per tutta l’esistenza senza mutare le cellule del cervello, del sistema tegumentario e cardiovascolare. ricercaL’epigenoma è la parte più variabile del nostro organismo. Dei 25 mila geni si possono attivare un numero di “interruttori” variabile tra i 20 e i 40mila, facendo così emergere la complessità della mappa tracciata su Nature in 127 tessuti del corpo umano. Un lavoro pressoché titanico. L’insieme degli “interruttori” dell’epigenoma fa in modo che una cellula del cervello può essere diversa da una del fegato, tenendo conto che questi due tipi di cellule hanno il Dna identico. Inoltre gli stili di vita che adottiamo, come l’alimentazione, l’esercizio fisico, lo stress, il fumo, non modificano direttamente il Dna ma possono influenzare l’epigenoma.

Il professor Pier Giuseppe Pelicci, direttore del dipartimento di Oncologia sperimentale dell’Istituto europeo di oncologia a Milano ha spiegato che “ogni cellula tumorale si presenta sempre con un’alterazione del suo epigenoma. E alcuni farmaci riescono a curare il cancro proprio riparando la struttura dell’epigenoma”. L’epigenetica può aiutare enormemente lo studio delle patologie tumorali e le cure per ridurre e debellare i carcinomi.

Altri studi legati alla genetica hanno portato un gruppo di ricercatori svizzeri ad archiviare dati tramite il Dna con una previsione di conservazione di oltre un milione di anni. Gli scienziati dell’Istituto Federale Svizzero di Tecnologia di Zurigo (ETHZ) hanno basato le loro ricerche su due principi: la peculiarità del Dna di durare nel tempo e il non utilizzo di energia elettrica per conservare i dati una volta memorizzati. Il materiale genetico può essere conservato incapsulando il Dna in sfere di silice con un diametro di 150 nanometri, superando così il problema della degradazione chimica. La conservazione dei dati è effettuata congelando letteralmente queste capsule a temperature comprese tra i 60 e i 70 gradi Celsius. Per estrapolare i dati s’immergono le capsule di silice in una soluzione di fluoruro. La magia della scienza!

Manuele Franzoso

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento