sabato, 18 novembre 2017
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Opinioni e commenti
 

Ucraina. Le colombe scommettono su Minsk
Pubblicato il 09-02-2015


Merkel-Hollande-Putin-UcrainaUsa e Russia, le due ex super potenze per eccellenze restano ferme, non cedono di un passo, mentre a muoversi sono le cancellerie europee e una guerra che sta insanguinando l’Est dell’Ucraina. Dopo l’incontro con Putin, oggi Merkel e Hollande volano verso Washington tentando di rimediare alla decisione di Obama di armare Kiev, trasformando una guerra locale in una guerra allargata. “Stiamo considerando l’ipotesi di fornire armi all’Ucraina se la soluzione diplomatica dovesse fallire”,  ha detto il presidente americano Barack Obama, dopo il vertice alla Casa Bianca nello Studio Ovale tra il presidente americano e la cancelliera tedesca, Angela Mekel.

Lo scopo, oltre a far tacere le artiglierie nel sud-est ucraino, è quello di impedire che l’alleato americano prenda delle decisioni sopra le teste dell’Europa e a cui difficilmente alcuni membri dell’Ue possano sottrarsi. Intanto nell’incertezza che permane e senza un disegno preciso, l’Ue sfodera l’ennesima arma delle sanzioni: i ministri degli esteri Ue hanno esteso oggi le misure contro 19 soggetti, tra autorità russe e separatisti ucraini, e 9 entità che hanno contribuito a generare il conflitto nell’ex repubblica sovietica, nonostante le riserve britanniche, ma il pacchetto non entrerà in vigore sino al 16 febbraio, ovvero dopo il tanto atteso incontro di Minsk. Mancano appena 48 ore al summit in Bielorussia, dove si incontreranno Vladimir Putin, Petro Poroshenko, Francois Hollande e Angela Merkel. Nel frattempo permane l’incertezza anche sul tanto atteso incontro di mercoledì, il Presidente russo ha infatti ammonito che andrà a Minsk solo “se entro quella data si riuscirà a concordare su un certo numero di punti sui quali abbiamo discusso intensamente negli ultimi tempi”, ha detto Putin a Sochi, dove ha incontrato il Presidente bielorusso. Il presidente Aleksandr Lukashenko ha precisato: “Faremo del nostro meglio per organizzare il summit con l’obiettivo di ottenere la pace ‘nella nostra casa comune'”.

L’incertezza resta la vera protagonista degli incontri degli ultimi giorni, l’incontro con Putin non è stato dei più fruttuoso, tanto che la stessa Merkel ha parlato di “tentativo”, mentre Hollande ha spiegato: “Penso che sia una delle ultime possibilità, se non riusciamo a trovare un accordo di pace duraturo, conosciamo perfettamente quale sia lo scenario e il suo nome: si chiama guerra”. Oggi mentre la cancelliera tedesca e il Presidente francese tentano un incontro più costruttivo con Washington per salvare (la faccia) all’Ue più che l’Ucraina, nel Vecchio Continente gli sherpa dei quattro vice ministri degli Esteri lavorano per l’incontro di domani. È prevista infatti una riunione del cosiddetto gruppo di contatto, come ha precisato il Cremlino, formato ovvero i due leader separatisti, un emissario dell’Osce, l’ambasciatore russo in Ucraina e l’ex presidente ucraino, Leonid Kuchma, “per preparare le condizioni e i temi sostanziali” del vertice.

Comunque si prospetta che a rimetterci sarà l’Ucraina, già in ginocchio tra una guerra in casa e il malcontento delle truppe. L’Ue non sembra intenzionata a mettere in pratica le sanzioni che le sono già costate 21 miliardi di euro di esportazioni e Putin difficilmente retrocederà e potrà così ottenere una situazione di stallo simile a quella dell’Abkazia. Anche le prese di posizione delle cancellerie europee denotano incertezza e fronti contrastanti, tra i Paesi che appoggiano Kiev e quelli come l’Italia che tentano di non irritare l’orso russo. “A prescindere dalla risposta” che verrà dal negoziato a Minsk e dalle “riflessioni” che l’Italia ed i paesi favorevoli potranno fare sulla Russia, il nostro paese “non condividerà né oggi né domani la risposta di chi scommette sulla opzione militare” ovvero sulla consegna di armi all’Ucraina, ha detto il Capo della Farnesina, Paolo Gentiloni.

Se la situazione resta congelata dal punto di vista diplomatico, da quello militare la mobilitazione continua: non solo gli indipendentisti continuano ad avanzare ma Kiev denuncia l’arrivo di 1.500 soldati russi che avrebbero attraversato la frontiera russo-ucraina tra il 7 e l’8 febbraio.

Maria Teresa Olivieri

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