venerdì, 25 maggio 2018
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Opinioni e commenti
 

Onu, rapporto choc : l’Isis
decapita e crocifigge bimbi
Pubblicato il 06-02-2015


Isis bambiniA Ginevra è stato presentato un documento dal titolo: “Il Califfato uccide, tortura e violenta sistematicamente bambini e famiglie di gruppi minoritari in Iraq”. È la terribile realtà con la quale intere popolazioni del Medioriente sono costrette a scontrarsi quotidianamente. L’Isis, per alcuni politologi americani, rappresenta oggi quello che Ronald Reagan chiamava nel 1983 “l’Impero del Male”.

Bambini crocifissi, decapitati, venduti come schiavi e, in alcuni casi, sepolti vivi. Gli jihadisti continuano a perpetuare crimini contro l’umanità. Le brutalità ai danni dei minori sono inaccettabili. Le prove raccolte dall’Onu, molte delle quali sono testimonianze dirette, descrivono con crudezza le atrocità che il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi ordina di eseguire. Le esecuzioni di massa di minori sono ormai sotto gli occhi del mondo. Coloro che vengono risparmiati dai terroristi non hanno una sorte migliore. Infatti sono spesso venduti al mercato degli schiavi come tanto di etichette che indicano il prezzo stabilito. Anche alle donne è riservato questo destino.

L’Isis imprigiona bambini e durante la detenzione vengono abusati, subiscono violenze sessuali. I genitori che non consegnano i loro figli all’Isis diventano spettatori della loro esecuzione. L’autore del Rapporto, Renate Winter, afferma che vi sono “altri tipi di violenze inflitte ai bambini”. E aggiunge “vengono usati come soldati e condizionati fino al punto da convincerli a diventare attentatori suicidi”. Le minoranze religiose ed etniche più colpite sono i curdi, i cristiani e gli yazidi, tutti considerati “infedeli” che minacciano il Califfato islamico. Renate Winter auspica l’intervento immediato del governo iracheno per porre fine a questa strage di innocenti.

Sono necessarie, per i potenti del mondo, operazioni militari di terra per espugnare i territori del Califfato nel nord del Paese. I crimini sui minori avvengono anche nelle zone siriane occupate dall’Isis. L’Onu, da canto suo, non rivolge questo invito al governo di Bashar Assad per non legittimarlo.

Quello che per Huntington è un vero e proprio “scontro tra civiltà” sta raggiungendo negli ultimi mesi il suo apice. L’Onu non ha la forza né la legittimità necessaria per intervenire con forza. I caschi blu, negli ultimi venticinque anni, sono intervenuti laddove vi erano interessi economici legati ai pozzi di petrolio: Iraq, Kuwait, Siria, Libano, Etiopia e Somalia. Perché la più potente organizzazione internazionale non interviene con le forze armate in Kurdistan? Perché è una zona povera di materie prime e risorse energetiche da sfruttare?

Una terza guerra del Golfo non è proprio auspicabile, poiché nell’eventualità di un nuovo conflitto armato sarebbe l’inizio della fine dei rapporti tra Occidente e Islam. L’Isis è un gruppo terroristico fondamentalista di ispirazione islamica che non ha nulla a che vedere con i veri precetti del Corano. In tutto questo bagno di sangue, da Parigi alla Siria, dall’Iraq alle esecuzioni di giornalisti e soldati, l’Occidente ha compreso cosa vuole veramente l’Isis?

Manuele Franzoso

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