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Opinioni e commenti
 

Oscar 2015: “Birdman”
fa incetta di statuette
Pubblicato il 23-02-2015


Oscar-regia-Birdman

Alejandro González Iñárritu, regista del pluripremiato “Birdman”

Archiviata l’87esima edizione degli Oscar. A fare incetta di premi è stato “Birdman”, film del regista messicano Alejandro González Iñárritu, con Michael Keaton, che conquista le statuette di miglior film, regia, sceneggiatura originale e fotografia. Bene a sorpresa anche “Gran Budapest Hotel”, che vede assegnati riconoscimenti per la miglior colonna sonora ad Alexandre Desplat, per il miglior trucco e parrucco e per la migliore scenografia; oltre che per i migliori costumi, che attribuiscono al film un tocco di italianità in quanto firmati dalla costumista torinese Milena Canonero, che sale a quota quattro Oscar in tutto in carriera (la prima 39 anni fa per “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick).

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Juliette Moore vincitrice del premio come migliore attrice protagonista in “Still Alice”

Sicuramente meritatissimi, ma più prevedibili, quelli assegnati ai migliori interpreti femminile e maschile. Ovvero Julianne Moore per “Still Alice” (in cui è un’insegnante colpita dall’Alzheimer) ed Eddie Redmayne per “La Teoria del Tutto” (che veste i panni di Stephen Hawkins). La stampa era stata quasi interamente concorde nell’essere pronta a puntare tutto sulla prima. L’attrice ed il film, infatti, avevano conquistato pubblico e critica da subito, sin dalla presentazione in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma quest’anno. Straordinaria l’interpretazione della Moore e toccante la storia, raccontata con realismo e pathos, senza cesure, mettendo ben in mostra le ricadute sulla famiglia della scoperta di essere affetta da Alzheimer della donna, di cui ci vengono mostrati tutti gli sforzi per non perdere la memoria, per ricordare, soprattutto per mantenere viva quella parte che costituisce la sua identità, affiancata sempre dal marito.

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Statuetta per i costumi di “Grand Hotel Budapest” all’italiana Milena Canonero

SQuesti i migliori attori protagonisti indiscussi. Quelli quale attori non protagonisti, invece, sono stati attribuiti a Patricia Arquette, per “Boyhood”, ed a J. K. Simmons per Whiplash. La prima ha superato un’altra veterana del calibro di Meryl Streep, ma ha conquistato la platea (compresa la Streep) col suo discorso di ringraziamento per la statuetta, in cui ha ricordato l’importanza della parità di salario per uomini e donne.
Gli ultimi riconoscimenti assegnati sono stati quelli al miglior film straniero, andato ad Ida del regista polacco Pawel Pawlikowski; premiato, dunque, il suo coraggio di portare agli Oscar 2015 un film in bianco e nero, ambientato per di più nella Polonia comunista degli anni Sessanta. E quello per miglior documentario, conquistato da Citizenfour di Laura Poitras, sulla storia dell’informatico Edward Snowden. Ella fu la prima giornalista cui Snowden si rivolse per denunciare lo scandalo che coinvolse la NSA (National Security Agency).

Per quanto riguarda l’animazione, infine, a vincere è ancora una volta la Disney con “Big Hero 6”, che surclassa Dragon Trainer 2. Un altro successo dopo la vittoria di Frozen nel 2014, un cult che sta tenendo viva l’attenzione del pubblico che attende l’uscita del secondo. Sicuramente ha aiutato il trionfo di “Big Hero 6” anche il doppiaggio da parte del rapper Moreno e del noto presentatore di “Affari Tuoi”, Flavio Insinna, entrambi sempre sulla cresta dell’onda. Non c’è dubbio, tuttavia, che Dragon Trainer 2 rimanga un ottimo prodotto in grado di fornire un importante messaggio, dietro i più che validi effetti scenici e dietro la storia avventurosa di questo giovane coraggioso, che apprende pian piano cosa significhi diventare grande e doversi prendere delle responsabilità, fare delle scelte. Mentre imperversa una guerra tra antico e moderno.

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Meryl Streep ha voluto omaggiare colleghi scomparsi, fra cui Robin Willliams, Mike Nichols, Lauren Bacall, Anita Ekberg e anche l’italiana Virna Lisi

I momenti più alti degli Oscar sono stati sicuramente, oltre al discorso di Arquette, quando Meryl Streep ha voluto omaggiare colleghi scomparsi, fra cui Robin Willliams, Mike Nichols, Lauren Bacall, Anita Ekberg ed anche l’italiana Virna Lisi (il cui ultimo film che ha interpretato, “Latin Lover”, sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 19 marzo; per la regia di Cristiana Comencini, nel cast ci sono, tra gli altri: Neri Marcoré, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi). Tuttavia in tale circostanza commemorativa è stata commessa una doppia grave gaffe: non sono stati ricordati né Joan Rivers né il nostro connazionale Francesco Rosi, regista e sceneggiatore italiano, che ci ha lasciato solamente il 10 gennaio scorso (in tale circostanza, poi, tutto il cinema, soprattutto italiano ovviamente, si era fermato: davvero un lapsus inconsueto).

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Graham Moore ritira la statuetta per la “Miglior sceneggiatura non originale” per il film “The Imitation Game”

Poi encomiabile anche il discorso di Graham Moore (a cui è andato l’Oscar al miglior adattamento per The Imitation Game), da evidenziare poiché ha rivelato di aver tentato il suicidio a 16 anni perché si sentiva diverso, spronando tutti i giovani che si sentono incompresi ad accettarsi per quelli che sono. Ultimo attimo caratteristico di questi Oscar 2015, più musicale e meno cinematografico, ma molto spettacolare ugualmente, è stato quando Lady Gaga ha cantato in onore di Julie Andrews e del 50esimo anniversario di Tutti Insieme Appassionatamente (facendo scattare un’altra seconda standing ovation). Cinema, teatro, musica, film, musical, si uniscono grazie alla voce di questa cantante esuberante, ma che sa ben anche adattarsi a palcoscenici più prestigiosi quale quello degli Oscar. A dimostrazione che si tratta di una manifestazione non solo del grande schermo, ma dell’intero mondo dello spettacolo, in grado di accogliere diversi generi.

Barbara Conti 

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