lunedì, 22 ottobre 2018
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Palestina, Ucraina, Grecia,
non disturbate il manovratore
Pubblicato il 20-02-2015


Scrive una lettrice commentando il testo della mozione per il riconoscimento della Palestina,

Da sin. Ilian Baruch, Erasmo Palazzotto, Arturo Scotto, Pia Locatelli, alla presentazione delle mozioni di Sel e PSI

Da sin. Ilian Baruch, Erasmo Palazzotto, Arturo Scotto, Pia Locatelli, alla presentazione delle mozioni di Sel e PSI

presentato dai socialisti e sottoscritto da quasi quaranta parlamentari: “Speriamo il 20 febbraio 2015 sia la volta buona, non si accettano ulteriori delusioni dal PD in particolare…”. Dispiace anche a noi, ma il PD ha fatto rinviare il voto (forse a venerdì prossimo), insomma ha deciso di non decidere.

Si potrebbe pensare che questa non decisione sia il frutto delle pressioni che i simpatizzanti del governo di destra di Netanyahu hanno esercitato sul nostro Governo anche attraverso i mezzi di informazione (uno per tutti Pier Luigi battista sul Corriere della Sera di oggi). Lo hanno fatto con successo, dimenticando tutti di dire che la mozione socialista (ne sono state presentate anche da SEL e M5S) è arrivata su impulso di una raccolta di firme di comuni cittadini e di rappresentanti della cultura, della scienza e della politica di Israele, sì cara lettrice, di Israele, non dei terroristi che vivono a Gaza nascosti tra un milione e mezzo di palestinesi derelitti. Dimenticando anche di ricordare che altri Parlamenti in Europa hanno già compiuto questo passo e che una mozione in tal senso è stata approvata anche dal Parlamento Europeo (anche dagli europarlamentari del PD che sono evidentemente ‘diversi’ da quelli eletti per Montecitorio e palazzo Madama).

È l’Italia insomma a essere in ritardo ancora una volta. E saranno contenti gli amici del governo di Israele, ma non i tanti israeliani che spesso non la pensano come loro e sono molto più liberi e indipendenti nel pensiero di quanto lo siano i loro simpatizzanti all’estero, più ‘realisti del re’.

Ma perché l’Italia è in ritardo?

Una risposta potrebbe essere perché oggi l’Italia è guidata dagli eredi del PCI e della DC, che sempre sono stati in ritardo sul progresso civile, economico, politico, scientifico, culturale. E non si smentiscono neppure in questa occasione.

Ma al di là della questione della mozione per il riconoscimento della Palestina, il decidere di non decidere, è il sintomo di un’altra malattia ancora più seria: L’Italia non ha una politica, nel senso che non ha nessuna strategia per il suo futuro.

Non ha un progetto di politica economica, e difatti si limita a eseguire le indicazioni che giungono dalla troika (BCE, Commissione e FMI) senza neppure tentare un po’ di resistenza come sta facendo ammirevolmente il governo di Alexis Tsipras. E tantomeno ha una politica estera, che è la massima espressione del profilo di una Nazione, come conferma quest’ultimo caso della non scelta sulla questione del riconoscimento della Palestina.

Qualcuno ha capito, ad esempio, qual è la nostra posizione sull’Ucraina? Impossibile. Siamo così attenti alle ‘ragioni’ di Putin che l’italiana Mogherini, già ministro degli esteri, oggi rappresentante della politica estera del’Unione non viene neppure chiamata a partecipare al vertice a Mosca con Hollande e Merkel. Allora stiamo con Kiev e gli Stati Uniti? Macché, non stiamo neppure al loro fianco perché ci pesano le sanzioni contro Mosca e vorremmo farla finita subito.

E sulla Libia allora dove abbiamo interessi ‘storici’ consistenti? Qui il contorsionismo è imbarazzante, con un ministro degli esteri (Gentiloni) che di fronte all’aggressività dell’Isis è pronto a imbracciare le armi, un altro della Difesa (Pinotti) che quantifica anche l’impegno militare a cui saremmo pronti, un Presidente del Consiglio che arriva due giorni dopo per smentire tutti e un Parlamento che incredibilmente tace, ormai evidentemente abituato ad essere utilizzato solo per votare decreti legge e fiducie.

E sulla Grecia? Anche peggio degli esempi precedenti. Con l’acqua alla gola, stremati da anni di sacrifici pesantissimi, i greci hanno votato a maggioranza a sinistra per avere un Governo che chiedesse all’Europa un po’ di respiro. L’Italia avrebbe più di una ragione – assieme a spagnoli, portoghesi, irlandesi, francesi – per chiedere di ripensare una politica economica che è stata solo capace di scaricare il debito ‘privato’ della banche sulle casse pubbliche degli Stati europei, distruggendo porzioni cospicue di stato sociale e facendo pagare il conto agli strati meno fortunati della popolazione e al ceto medio. Cosa ha avuto Atene da Roma? Solidarietà, aiuto, idee, mediazioni? Niente. Ventre a terra alleati con Berlino, anzi, con Shaeuble, il ministro delle finanze tedesco che detta la linea a tutti, Merkel compresa.

Siamo, per peso economico, (ancora) il terzo Paese dell’UE, ma politicamente parlando ce la battiamo con la Slovenia. Il nostro motto, che vale per la politica interna come per quella estera, potrebbe essere: silenzio, non disturbate il manovratore!

Dunque, cara lettrice, di che si stupisce se il testo della mozione per il riconoscimento della Palestina non è stato votato? Pensi che il PD, il partito che esprime la maggioranza di Governo, non ne ha presentata (ancora) neppure una sua.

Carlo Correr

Angela Merkel bce Berlusconi bersani CGIL crisi Donald Trump elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Inps ISTAT italia lavoro Lega legge elettorale Luigi di Maio M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Matteo Salvini Nencini Onu Oreste Pastorelli Paolo Gentiloni pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia senato Sergio Mattarella Silvio Berlusconi UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Grazie della risposta, il 18 febbraio oltre al vostro articolo sulla mozione ho trovato ben poco, solo il blog del corrire della sera sull’argomento: un’accurata selezione di intereventi di lettori contrari alla mozione e schierati contro i palestinesi, tacciati in toto di “terrorismo” (termine inventato proprio per stigmatizzare la resistenza dei palestinesi nei territori occupati negli anni 60 come documenta un film che ho visto un paio di anni fa che documenta la strategia dell’esercito israeliano nei confronti delle popolazioni palestinesi fin dagli anni ’40), di incapacità di gestire i cospicui aiuti internazionali(?), di impedire agli israeliani di muoversi nel loro paese (non era l’incontrario?) specialmente per andare in discoteca, di essere armati fin sopra i denti , di non essere in grado di irrigare il Negev (non sono gli israeliani che ci provano da anni evidentemente con scarsi risultati visto che poi sequestrano i pozzi d’acqua nei territori occupati?), di inventare l’esistenza di muri a beneficio della propaganda….sospettavo che il corriere non fosse a favore della mozione, per il resto la stampa on line ha taciuto sull’argomento,
    Ringrazio il giornalista Correr per l’articolo che mi ha mandato. Condivido pienamente la lettura di mancanza di visione e coraggio che caratterizza non solo la politica estera ma anche tutta la società italiana, dalla cultura all’economia alla politica in generale. Difficile persino parlare fra conoscenti amici e colleghi al di fuori degli schemi e slogan pre masticati che calano dai media. Due domande: come mai l’ISIS che più islamista di così non si può non risulta interessato a minacciare Israele in alcun modo? Perchè gli Stati Uniti non hanno occupato il nord Iraq, ma hanno permesso la creazione di un terriotorio autonomo per i curdi comprendente i ricchi pozzi petroliferi di Mossul per i quali già gli inglesi avevano combattuto contro l’impero ottomano nella prima guerra mondiale, pozzi che ora sono in mano all’ISIS ? Cosa ha fatto Tajani in tutti questi anni all’UE come Commissario Industria e ora come Vice Presidente Commissione, a parte qualche rarissima intervista ai vari TG a sostegno dei governi Berlusconi nei momenti topici? Grazie di nuovo vi leggerò più spesso, Maria

  2. Bravo Carlo. Non è mai troppo tardi se anche altri socialisti inizieranno a parlare senza peli sulla lingua come volentieri tu sai fare!!
    La doppia morale è dura a morire e purtroppo il lupo continua a perdere il pelo ma non il vizio.
    Je suis socialiste

  3. Cari Correr e Maria.
    L’incapacita della Ue di essere un insieme di stati con una politca economica e una politica estera comune è talmente evidente che il criticarla è diventato un sport fin troppo facile, è impellente un cambiamento di rotta.
    Anchio stigmatizzo il suo decidere di non decidere, da parte del PD sul riconoscimento dello stato Palestina ,solo che per me le sue decisioni dovevano essere di segno opposto ha quelle da voi auspicate,questo riconoscimento non è utile alla pace, anzi è dannoso.
    Prima di spiegarVi le mie ragioni , permettetemi di giudicare parti dei vostri articoli abbastanza irritanti, mi dite perchè io ,come altri almeno tutti i lettori dell’avanti che hanno apprezzato in materia i miei interventi, o concordiamo con voi o siamo , non persone , non compagni che hanno una visione diversa del problema e con cui confrontarsi , ma AMICI DI NETANYHU , non socialisti MA menbri del Likud!, ma supratutto chi vi dà questa certezza granitica che tutto il partito sia schierato con queste posizioni da quale consesso del partito è nata questa linea?
    Vedete , il problerma non è riconoscere l’ autodeterminazione dei palestinesi diritto imprescindibile, il problema è come far nascere da un trattato uno stato con confini sicuri che viva in pace con i suoi vicini, che non sia una minaccia per nessuno che riconosca gli stati vicini.
    Questo è possibile se i soggetti del negoziato siano politicamente credibili, ora Abu Mazen e l’ANP non lo sono, quello che dice in inglese non è quello che dice in arabo, un riconoscimento dello stato palestinese và a rafforzare il governo dell’Anp, un governo corrotto , ambiguo che trae la sua ragione di esistere nell’esistenza stessa del problema palestinese, che perderebbe il suo potere dalla sua soluzione , inoltre ormai a causa della sua corruzione ha perso Gaza e anche il sostegno della maggior parte degli abitanti della Trangiordania, lì parlamento e presidente sono in progazio permanente perchè se fanno le elezioni tutto finisce in mano ad Hameas. Le pressioni non vanno fatte su Israele o almeno non solo su Israele, ma su Anp, perchè partecipi seriamente alle trattative, senza riserve mentali ma temo sia inutile , quello che forse trovare altre controparti Palestinesi pronte a prendersi la responsabilita di un trattato di pace , una controparte tanto forte dal riuscire di far comprendere , la fine di tutte le illusioni di tutti gli inganni perpetrati e seminate da chi aveva interesse al persistere del problema stesso.
    Avete ragione quanto dite dell’assenza di una politica estera Italiana ed Eu, noi siamo un partito partecipe a questo governo e anche noi dobbiamo dire la nostra in materia, mi auguro cheil prossimo consiglio nazionale tratti anche questo tema, io mi preparerò un documento sul Medio Orientee sul conflitto Israelo/Palestinese chiedendo il ritiro della mozione Locatelli sul riconoscimento dello stato palestinese.
    Fraterni Saluti
    Compagno Maurizio Molinari – consigliere nazionale – off.molinari@libero.it
    P:S: Vi sorgesse il dubbio che questa mia posizione sia perchè io sia ebreo specifico che io NON SONO EBREO

Lascia un commento