lunedì, 20 agosto 2018
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Opinioni e commenti
 

Parma in piazza per
il sostegno ai disabili
Pubblicato il 02-02-2015


DisabiliParma, 1 febbraio – Le madri di Parma,  le famiglie, le associazioni che difendono il silenzioso e poco potente mondo dei disabili, i cittadini coscienti, sono scesi in strada, ieri sera (sabato 31 gennaio ndr) per manifestare le proprie paure e timori, cercando, insieme, quelle risposte che l’amministrazione “formalmente” ancora pentastellata non è riuscita a fornire, ad elaborare, in materia di sostegno ai servizi di integrazione scolastica per disabili.

Invece, il silenzioso e dignitoso corteo di parmigiani ha saputo colmare quel vuoto nel quale, forse strategicamente, l’amministrazione sta cercando di obliare le tre semplici necessità dei disabili di Parma: chiarezza, conferme, continuità dei sostegni.
Dallo scorso dicembre, infatti, nessuno, nella città ducale, è riuscito a focalizzare la strada maestra tracciata dall’Assessore Rossi in materia di servizi d’integrazione scolastica per disabili.
Risale infatti a più di tre mesi orsono l’ultimo atto ufficiale dei Cinque stelle.
Annullato il bando che avrebbe quantomeno fornito qualche certezza, hanno preferito, alla difesa ponderata del proprio operato, giustificare le proprie non-scelte tentando di gestire il malumore, evidenziando, quasi esclusivamente, l’incidenza dei tagli dei fondi erogati del Governo.
Secondo la visione dei Cinque stelle, infatti, le necessità di una continuità dei sostegni professionali a chi non ha colpe, la necessità delle famiglie di poter pianificare una vita regolare per affrontare meglio vite segnate da malattie provanti, di chiarezza degli intenti dell’ente, le richieste legittime del popolo che ha affollato il centro di Parma, non sono evidentemente degne di risposte convincenti e a lungo termine.
Non hanno convinto i consiglieri delle opposizioni che ufficialmente hanno già chiesto, nel recente passato, le dimissioni dalle deleghe dell’Assessore, non hanno convinto le associazioni né le madri infuriate che congiuntamente hanno sfilato per Parma.
La soluzione tanto temporanea quanto pittorescamente tempestiva, con la quale il Sindaco di Parma ha tentato di sgonfiare a pochi giorni dalla manifestazione delle madri di Parma, ha rinviato di solo sei mesi la soluzione al problema evidenziando come ormai da tre anni l’Assessore Rossi, in tutti i suoi interventi pubblici, ha ipotizzato prima ed applicato in conseguenza come nuova linea per la gestione dei servizi sociali. Una sua stravagante interpretazione che rovescia il principio costituzionale di sussidiarietà che contro ogni evidente logica significherebbe, in sostanza: quando il Comune non ha risorse per finanziare i servizi sociali non ha obblighi d’intervento, ma debbono intervenire i soggetti del privato sociale, associazioni, cittadini, ecc.
Com’è noto il principio di sussidiarietà che regola,anzitutto, a livello istituzionale i rapporti fra Stato, Regioni, Comuni ecc afferma che quando è possibile l’attività amministrativa deve essere svolta dall’ente di livello inferiore (es. Comune rispetto alla Regione) e non da quello superiore (es. Comune rispetto alla Regione, Regione rispetto allo Stato ).
Calato nella realtà dei servizi sociali questo principio vuole che, fino a quando il privato sociale riesce a soddisfare i bisogni, il Comune può non intervenire, ma quando il privato non riesce allora è il Comune che deve intervenire.
Non hanno convinto ancora una volta, le parole spese dal Sindaco nel tentativo di coprire l’operato del suo Assessore, né nei contenuti né nelle modalità di condivisione delle scelte con i sindacati.

Certamente, oggi, la cittadinanza di Parma avverte, vive un limbo politico, un oblio che non ha narcotizzato una nervatura sana che ha saputo reagire ad un gioco dell’assurdo, colmando per la propria parte il bicchiere di questa città

Cristiano Manuele
(Responsabile Comunicazione Federazione Psi Parma)

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