domenica, 21 ottobre 2018
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Opinioni e commenti
 

Povera Parma, rischia
di perdere anche la TAV
Pubblicato il 24-02-2015


TavIl nostro Paese è stato, ed è, il Paese dei mille borghi e dei mille campanili che svettano ancora orgogliosi nelle nostre città.

La storia ci ha insegnato che queste costruzioni che dovevano servire come punto di riferimento dei nuovi agglomerati urbani e piccole società nate a margine del medioevo, sono diventate il simbolo di un appartenenza territoriale difesa troppo spesso con il sangue del popolo.
Famosa quanto storica la rivalità in Toscana tra Siena e Firenze di dantesca memoria e tra Pisa e Livorno, tra Pescara e L’Aquila in Abruzzo, tra Palermo e Catania in Sicilia.

L’estrema vicinanza dei campanili di diverse comunità in Italia ci ha quindi abituati a queste diatribe tra cittadine confinanti; Parma e Reggio Emilia non si sono sottratte, in passato come oggi, ad ostilità fino ad arrivare anche alla guerra come quella del 1152. Probabilmente infatti, si deve far risalire a quel periodo la mancata armonia tra i parmigiani ed i reggiani; la loro estrema rivalità, oggi, è esternata con aggettivazioni fantasiose ed originali favorite dalle notevoli caratteristiche capacità dialettali, a volte anche pesanti se non offensive.

In questi giorni, in vista di EXPO 2015, si riaccende tra Parma e Reggio Emilia l’ultima vecchia discordia del 1994-1996 sulla Stazione Mediopadana dell’Alta Velocità, che pareva da tempo conclusa con l’avvento della globalizzazione, ed infatti,in questi ultimi anni, grazie agli interessi comuni presenti in IREN Spa, durante il regno di Del Rio Sindaco di Reggio e Pizzarotti Sindaco di Parma, c’è stata grande sintonia fra le due amministrazioni cittadine.

Parma e Piacenza, al fine di poter maggiormente essere coinvolte nel flusso di visitatori di EXPO, hanno chiesto ai gestori dell’Alta Velocità – Trenitalia ed Italo – invece che nella Stazione Mediopadana di Reggio, almeno per la durata della Esposizione, di programmare alcune fermate dei treni AV nelle loro due stazioni, e non avendo ricevuta risposta i due Sindaci, in particolare Pizzarotti di Parma, hanno coinvolto la Regione Emiliana, chiedendo il rispetto degli Accordi di Programma regionali sull’Alta Velocità sottoscritti nel 1996. A prescindere dal merito, va notato che con gli scambi di note istituzionali sono stati riportati dai media reazioni e commenti ufficiosi espressi da qualche amministratore di Reggio, poco cortese, che hanno indotto Pizzarotti a chiedere le scuse pubbliche dei cugini.
La querelle Parma-Reggio sull’Alta Velocità, nasce intorno agli anni 1994-1996, quando occorreva individuare la localizzazione della nuova Stazione Mediopadana. Tutti gli studi ed i parametri tecnici, economici ecc. indicavano, senza controindicazioni, che essa si sarebbe dovuta realizzare a Parma, e la Città era sicura di questa scelta che vedeva coinvolti, sopratutto la Regione Emilia ed il governo; Reggio, oggettivamente, era tagliata fuori.

Però la politica, come spesso è accaduto in Italia, non ha tenuto alcun conto di tutti gli studi e gli indici tecnico-economico, ma degli interessi di bottega: il P.C.I di Reggio Emilia (mai estromesso dal governo cittadino) era decisamente molto più forte rispetto al P.C.I di Parma, che aveva avuto negli ultimi anni una amministrazione di centro-sinistra P.S.I- D.C.,fu imposta quindi la scelta a favore e sostegno del P.C.I. di Reggio ed a nulla valsero gli sforzi e le lotte del Sindaco comunista di Parma, Stefano Lavaggetto.

Per cercare di indorare l’amara pillola, al momento della formalizzazione degli Accordi di Programma regionali sull’ Alta Velocità, nel 1996, furono sottoscritti protocolli che prevedevano, come contentino per la città ducale, la costruzione di una interconnessione della linea AV, con la stazione di Parma, al costo di 100 milioni, e la fermata in questa città di 4 tratte AV.

Sono passati anni, l’AV e la Stazione Mediopadana è stata realizzata non presso la stazione storica di Reggio, ma fuori città, con un costo di circa 97 milioni; nel contempo a Parma è stata realizzata la interconnesione e l’ammodernamento della storica stazione in centro, ma gli accordi di programma del 1996 restano ignorati e mai nessun treno AV si è fermato a Parma.

Nel 2013 la Regione Emilia Romagna, guidata ancora da quel Vasco Errani nel 1996 era sottosegratario alla presidenza della regione guidata da Bersani e poi assessore regionale al turismo nella giunta La Forgia, ha avuto occasione di esplicitare, “lavandosene le mani”, che la decisione di rispettare quegli accordi di programma, che hanno una valenza solamente politica e nessuna giuridica, compete esclusivamente ai gestori (Trenitalia ed Italo) in base a valutazioni di mercato: qualcuno parla di un flop della stazione di Regio, pare, infatti, che la mega struttura dall’aspetto futuristico registri la presenza di meno di duecento passeggeri al giorno, resta ancora incomprensibile il fatto che Trenitalia ed Italo, non abbiano ancora risposto alla richiesta di un parziale utilizzo della interconnessione AV di Parma.

È vero che sulla questione le ragioni sembrano essere oggettivamente dalla parte di Parma, ma pare pure vero, come qualcuno ha rilevato, che nessuna amministrazione di questa Città, dal 2000 in avanti, compresa questa ultima che governa da tre anni, ha mai elaborato e portato avanti alcuna iniziativa od azione, tecnica e politica, forte ed idonea per fare rispettare la regola aurea del “pacta sunt servanda”.

Oggi, a distanza di quasi vent’anni da quegli accordi non rispettati, sarebbe fondamentale, per la città ducale, recuperare quelle quattro fermate, sarebbe un segnale positivo, dopo il caso Parmalat, il fallimento della Guru, l’attuale rebus Parmacalcio, e la prossima chiusura dell’aereporto.

La città di Toscanini ha la necessità di una buona notizia, di una felice novità che faccia comprendere ai parmigiani che l’isolamento, per non risultare subalterni a Bologna, cercato e venduto come successo dalle amministrazioni civiche/berlusconiane, è terminato e che solamente con la ricerca costante del dialogo e della collaborazione tra i territori si possano trovare le risposte, le soluzioni.

Cristiano Manuele
Responsabile Comunicazione Federazione PSI Parma

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